Buone pratiche cercasi: “peer2peer” ha ottenuto il riconoscimento di qualità
a cura di Paola Ragazzoni, Sonia Scarponi - Dors

Il progetto Peer2peer , dell’Asl di Alessandria, ha ottenuto il riconoscimento di buona pratica. La  è il simbolo che Dors ha scelto per riconoscere le buone pratiche nella banca dati Pro.Sa .

Punti qualificanti del progetto sono :

  • una particolare attenzione ai processi partecipativi nelle diverse fasi e anche nella costruzione degli strumenti;
  • la costruzione di alleanze, collaborazioni  e confronto con altri gruppi regionali che utilizzano la peer education  (confronto e scambio esperienze con associazione di Contorno Viola di Verbania, Peer education, prevenzione tra adolescenti http://www.peer-education.it )
  • il percorso di valutazione: è stata condotta la valutazione di processo e la valutazione di impatto ha previsto la rilevazione di comportamenti, stili di vita e conoscenze dei ragazzi delle prime tre classi di una Scuola secondaria di secondo grado, con la metodologia dello studio randomizzato caso-controllo (10 classi intervento e 10 classi controllo).

Ecco le riflessioni di Alessia Bobbio e Antonella Calisti, responsabili del progetto ‘peer2peer’, intervistate da Dors in merito alle ripercussioni del progetto sulla professionalità del gruppo di progettazione e sul territorio:

Ogni progetto è fonte di apprendimento, sia per chi vi partecipa come destinatario di un intervento, sia per chi lo attua in qualità di formatore.

Come membri e collaboratori del Ser.D. di Casale Monferrato e dell’Equipe Prevenzione del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell’ASL AL, riteniamo che, in questi ultimi dieci anni, si sia lavorato molto per implementare e migliorare i progetti di peer education sul territorio e“PEER2PEER” può sintetizzare i cambiamenti che negli anni si sono attuati.

Per quanto concerne la nostra esperienza sottolineiamo come punti saldi dell’intervento:

  • il coinvolgimento durante l’analisi di contesto dei destinatari del progetto;
  • la messa a fuoco degli obiettivi e degli strumenti necessari al raggiungimento degli stessi;
  • la sinergia con le altre istituzioni del territorio, in modo particolare con le scuole (l’Istituto Balbo di Casale Monferrato implementa da otto anni la peer education).

Al termine di questo percorso sentiamo di aver sistematizzato una prassi consolidando in particolare gli aspetti teorici e progettuali che costituiscono le fondamenta dell’intervento.

A nostro parere il punto di innovazione di questo progetto è stata l’applicazione di strumenti valutativi finalizzati a rilevarne l’efficacia, nonché la sistematizzazione dei tempi di alcune fasi del progetto.

La procedura delle buone pratiche presente in Pro.sa ci ha aiutate a prenderci del tempo per pensare e rivedere anche a distanza di qualche mese tutte le fasi progettuali e ad analizzarne punti di forza e criticità per gli anni a venire.     

Questa esperienza ha contribuito alla creazione di un modello comune di intervento condiviso con i colleghi del Dipartimento che attualmente hanno in corso diversi progetti di peer education nel territorio dell’ASL AL.

A Casale Monferrato stiamo valutando come utilizzare i materiali creati con “Peer2Peer” anche con i futuri peer.

Cogliamo l’occasione per rinnovare il nostro ringraziamento in particolare ai ragazzi e alle insegnanti che hanno condiviso con noi la fatica ma anche il piacere di lavorare insieme per la promozione della salute tra adolescenti: una mission possibile!

 

Peer2peer è stato letto da due lettori indipendenti ed esperti in promozione della salute con una griglia per l’individuazione delle buone pratiche in prevenzione e promozione della salute, griglia di criteri condivisi a livello nazionale, nata  appunto con  lo scopo di individuare interventi che hanno avuto risultati positivi, per poi diffonderli, valorizzarli e renderli fruibili per tutta la comunità professionale.

Dopo la lettura ai progettisti sono state richieste delle specificazioni/integrazioni che hanno reso i materiali caricati in banca dati più chiari e fruibili per tutti.

La Banca dati Pro.Sa si sta dunque arricchendo di esperienze che possono essere da stimolo e da “modello” per il lavoro in vari ambiti della prevenzione e promozione della Salute e che possono contribuire al processo di formazione continua della comunità degli operatori della Promozione della Salute!

Per approfondimenti:


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