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Violenze, rischio aggressione e molestie sul luogo di lavoro

Il 26 marzo 2024 la CGIL Piemonte ha organizzato un seminario di approfondimento sul tema delle aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario ma ponendo anche l’accento  su altre categorie di lavoratrici e di lavoratori (ad es. trasporti, banche, poste, commercio).

Graziella Silipo, Responsabile SSL CGIL Piemonte denuncia la prima difficoltà per l’analisi di questo tema, ovvero la raccolta dei dati che non è univoca ma arriva da fonti diverse (Osservatorio Nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, INAIL, Ordini professionale, sindacati, etc.).

Dalla scheda di rilevazione 2023 dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie si evince che in Piemonte le aggressioni segnalate sono state 1.495 e hanno riguardato un totale di 1.790 operatori per oltre due terzi donne (1.271 su 1.790). I più colpiti risultano gli infermieri (1.088 pari a circa due terzi del totale), poi  i medici e infine gli OSS.

Il luogo dove più avvengono le aggressioni  sono gli ospedali, con una maggior incidenza dei  Pronto Soccorso, delle aree di degenza e deii Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC). Nelle strutture territoriali la maggior incidenza è rilevata nei Servizi Psichiatrici Territoriali/REMS e nei Servizi per le Dipendenze, seguono gli ambulatori territoriali. Prevalentemente l’aggressore risulta essere il paziente/utente.

Le aggressioni prevalenti sono quelle verbali (oltre il 68%), segue la violenza fisica (circa il 21%) accompagnata spesso da violenza verbale, più raramente in atti contro la proprietà. I dati sono considerati sottostimati in quanto molte operatrici e molti operatori non denunciano.

I rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato rappresentano una delle sfide principali con cui è necessario confrontarsi nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro in quanto hanno considerevoli ripercussioni sulla salute delle singole persone ma anche su quella delle imprese e delle economie nazionali.

Circa la metà delle lavoratrici e dei lavoratori in Europa considera lo stress comune nei luoghi di lavoro e ad esso è dovuta quasi la metà di tutte le giornate lavorative perse.

I rischi psicosociali e lo stress, non sono una colpa individuale ma rischi lavorativi e come tali devono essere valutati e gestiti.

Elementi che possono configurare rischi psicosociali e contribuire ad aumentare il rischio di violenza e molestie sul lavoro:

Pretese eccessive (ad esempio incarichi non corrispondenti alle conoscenze e alle capacità dell’interessato/a)

Controlli sul lavoro (ad esempio, al lavoratore e alla lavoratrice viene data poca o nessuna voce in capitolo riguardo allo svolgimento del proprio lavoro)

Modalità di svolgimento del lavoro (ad esempio, lavori ripetitivi o monotoni)

Chiarezza dei ruoli (ad esempio, l’indeterminatezza delle responsabilità, dei doveri e dell’autorità dei lavoratori e delle lavoratrici)

Rapporti lavorativi (ad esempio, critiche inappropriate, isolamento, mancanza di supporto da parte dei superiori e/o colleghi/e, carenza di feedback e di comunicazione)

Modalità attraverso la quale vengono svolte le responsabilità del datore e della datrice di lavoro (ad esempio, leadership autocratica con limiti al coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici nel processo decisionale, leadership troppo permissiva con scarsa supervisione e poco o nessun orientamento ai lavoratori e alle lavoratrici)

Giustizia organizzativa (ad esempio, mancanza o applicazione incoerente delle politiche e delle procedure sul lavoro anche per quanto riguarda l’avanzamento di carriera e il reclutamento, ingiustizia nel processo decisionale)

Gestione dei cambiamenti organizzativi (ad esempio, ristrutturazione ridimensionamento organizzativo, cambiamento nelle strumentazioni tecnologiche, nei metodi di lavoro e/o nell’organizzazione del lavoro, esternalizzazione)

Luogo di lavoro fisico (ad esempio, progettazione e manutenzione delle attrezzature e delle strutture sul posto di lavoro)

Un sondaggio europeo dell’EU.OSHA rivela che circa la metà dei lavoratori ritiene che il problema dello stress correlato sia comune sul luogo di lavoro.

Tra le cause più frequenti di stress legato al lavoro figurano:

  • la riorganizzazione del lavoro
  • l’insicurezza del lavoro
  • le lunghe ore lavorative
  • l’eccessivo carico di lavoro
  • le molestie e la violenza sul lavoro

Politica di contrasto

All’interno dei posti di lavoro è necessario adottare e attuare, in consultazione con i lavoratori e le lavoratrici e i/le loro rappresentanti una politica di contrasto alla violenza e alle molestie sul lavoro e di promozione della salute sul lavoro, volta a tutelare la salute e il benessere psicofisico dei lavoratori e delle lavoratrici e dovrebbe affermare con chiarezza la tolleranza zero per ogni forma di violenza e di molestie.

Tra i capisaldi di questa politica ci sono:

  • programmi di prevenzione della violenza e delle molestie
  • diritti e responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici e dei datori e datrici di lavoro
  • informazioni sulle denunce e sulle procedure di indagine
  • diritto alla privacy e alla riservatezza
  • disposizioni a garanzia che ogni comunicazione relativa a episodi di violenza riceverà le dovute attenzioni e darà luogo ad azioni conseguenti

Tale politica potrebbe essere integrata in una visione più ampia in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Sitografia

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