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Politiche per la salute

Allattamento e salute mentale. Le Raccomandazioni del Tas e di Unicef Italia

Il documento è stato ideato dal Tavolo Tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’Allattamento del Ministero della Salute (Tas) e dall’Unicef Italia, con il contributo di Società Italiana di Psichiatria (Sip), Società Italiana di Neurologia (Sin), Lega Italiana contro l’Epilessia (Lice), Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia), Ordine Psicologi del Lazio, e condiviso dall’Associazione Epilessia, Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism), Fondazione Onda e Vivere Onlus.

L’obiettivo è di fornire un’informazione corretta, supportata da basi scientifiche sulla salute mentale della donna durante l’allattamento. L’allattamento, secondo gli esperti, non costituisce la semplice somministrazione di un alimento adatto al bambino, ma offre un’ampia gamma di effetti psicologici positivi ed un’opportunità per facilitare e rafforzare la consapevolezza materna sui propri bisogni e su quelli del bambino.

Come si evidenzia nel Documento, la presenza di un disagio o di una malattia neurologica o psichiatrica non rappresenta a priori una controindicazione ad allattare, anche se può rivelarsi un ostacolo.

Riconoscere nel periodo perinatale e postnatale nel genitore un significativo disagio mentale e distinguerlo dalle preoccupazioni di tutti i giorni non è facile né per gli operatori né per le donne, che possono sottovalutare il proprio sentire o provare vergogna. Il documento elenca quindi i sintomi che denotano uno stato mentale di disagio. Il documento ha predisposto anche alcuni focus specifici su alcune malattie neurologiche.

Colloqui sicuri con le sopravvissute alla violenza contro donne e ragazze

Uno dei principi alla base dell’erogazione di tutti i servizi essenziali e del coordinamento di tali servizi è l'”approccio centrato sulla sopravvissuta”, che pone i diritti umani, i bisogni e i desideri delle donne e delle ragazze sopravvissute, al centro dell’erogazione dei servizi. Una sfida chiave affrontata da molti enti che lavorano per porre fine alla violenza contro le donne è garantire che le voci e gli input delle sopravvissute siano incorporati nelle politiche, nelle pratiche e nelle procedure di risposta. Le sopravvissute hanno esigenze diverse e affrontano rischi diversi. Non tutte le donne e le ragazze subiscono violenza allo stesso modo. Un intervento efficace tiene conto della realtà e delle loro circostanze uniche, affronta i bisogni individuali e riduce il rischio di ulteriori danni e sofferenze. UN Women, insieme a Global Rights for Women, ha sviluppato “Colloqui sicuri con le sopravvissute alla violenza contro donne e ragazze”, che ha lo scopo di fornire misure pratiche, misure di sicurezza e azioni che le agenzie governative, la società civile e le organizzazioni di sopravvissute possono adottare. La guida ha lo scopo di aiutare i responsabili politici a sviluppare programmi incentrati sulle sopravvissute per porre fine alla violenza contro donne e ragazze,  comprese quelle che sono a maggior rischio di subire violenze e discriminazioni. È applicabile alla programmazione in tutti i settori della sanità, della giustizia, della polizia e dei servizi sociali, nonché al coordinamento di questi settori, e contribuirà a migliorare lo standard e la fornitura di servizi essenziali per le donne e le ragazze che hanno subito violenza.

UN Women. Safe Consultations with Survivors of Violence against Women and Girls, 2022

Salute Mentale: l’appello alle istituzioni di 91 Direttori dei Dipartimenti

“Le condizioni drammatiche nelle quali stiamo sempre più scivolando consentono ai Dipartimenti di Salute Mentale di erogare ormai con estrema difficoltà le prestazioni che, invece, dovrebbero essere garantite dai Lea. Una situazione che si è aggravata con la pandemia e con le problematiche sociali ed economiche. C’è bisogno di iniziative concrete ed immediate per ricucire la rete pubblica dei DSM, sempre più sfilacciata, anche con un rilancio al loro interno dei percorsi psicologico-psicoterapeutici, per realizzare una salute mentale comunitaria, in grado di dare risposte integrate ai diversi aspetti biologici, psicologici e sociali”

In una lettera inviata al presidente della Repubblica, a Governo, Parlamento e Regioni, i Direttori dei Dsm chiedono di avviare un percorso concreto vincolando risorse definite per i servizi pubblici dei DSM, consentendo alle Regioni di attuare fin dal 2023 un piano straordinario di assunzioni, secondo gli standard per l’assistenza territoriale dei servizi di salute mentale definiti dall’Agenas.

 

 

Il nuovo piano triennale anti-violenza della Regione Piemonte

La Giunta regionale, il 16 dicembre 2022, ha approvato il Piano triennale degli interventi per contrastare la violenza di genere 2022-2024. Il Piano è l’esito dell’attività di un sottogruppo di lavoro coordinato dalla Direzione Regionale Sanità e Welfare, nell’ambito del Coordinamento permanente regionale dei Centri antiviolenza, delle Case rifugio e del Centro esperto sanitario piemontese. 

Il Piano si è posto l’obiettivo di individuare le criticità e difficoltà incontrate dalle donne, dai nuclei e dai servizi operanti a livello territoriali, per farle diventare ambito di lavoro e di intervento, quali elementi prioritari di individuazione ed investimento di risorse per poter procedere con nuove azioni finalizzate a proseguire al contrasto della violenza contro le donne e dei loro figli e delle loro figlie minorenni. Il raggiungimento dell’uguaglianza di genere rappresenta un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne.

Multiethnic businesswomen walking and discussing successful project in contemporary office

Quali Competenze deve possedere un Promotore della Salute per realizzare una Buona Pratica? La proposta del sistema di Accreditamento IUHPE

le competenze cruciali del promotore della salute e la loro connessione con i criteri di buona pratica nei progetti di promozione della salute. Attraverso il confronto tra le competenze del progetto CompHP e i criteri nazionali, emerge l’importanza dell’accreditamento IUHPE. La guida alla progettazione delle buone pratiche integra tali criteri, offrendo un prezioso strumento di crescita professionale a operatori e comunità, nel contesto europeo