Prossimità e promozione della salute. Fattori di resilienza per il welfare che verrà?
a cura di Giancarlo Pocetta - caporedattore de La Salute Umana, Università degli Studi di Perugia

La rivista La Salute Umana - in linea con lo spirito della rivista stessa che è quello di promuovere una cultura della salute nel nostro Paese - promuove una Call for Papers su due linee:

  1. approfondimenti, e spunti di discussione, a partire da prossimità come parola chiave nel campo della scuola, della cultura, del sociale, del lavoro, della sanità, dell’ambiente di vita
  2. descrizione e valutazione di esperienze sul campo che abbiano posto al centro prossimità e promozione della salute.

L’intento di questa iniziativa – come descritto sul sito web della casa editrice Cultura e Salute Editore Perugia www.edizioniculturasalute.com - è stimolare un confronto interdisciplinare e interprofessionale che approfondisca una collocazione sostenibile del paradigma della prossimità nel futuro che ci sta di fronte per generare una discussione ed un confronto sia teorico-metodologico che di esperienze su di un tema che ci sembra possa rappresentare un concetto orientativo di un sistema di welfare resiliente.

  • Quale valore ha oggi la prossimità nella prospettiva della ripresa del Paese?
  • Come può (se può), la prossimità, essere fattore di resilienza?
  • Come può incidere la cultura della prossimità nelle organizzazioni del welfare sanitario, sociale, educativo, culturale?
  • In che modo prossimità e promozione della salute possono contribuire alla trasformazione del Paese a livello locale, nazionale e nel quadro europeo?

Le informazioni per partecipare alla call sono disponibili qui.

Riportiamo di seguito le riflessioni da cui scaturisce il lancio della call a cura di CeSPES - Centro di ricerca sperimentale per la promozione della salute e l’educazione sanitaria dell’università di Perugia – e della redazione la rivista La Salute Umana.

Prossimità una parola di grande fascino ed evocativa che in questi mesi ha guadagnato punti nel ranking delle parole chiave della sindemia da Covid-19.

Se si volesse avere un’idea di quanto questa parola – prossimità - sia rilevante oggi per la nostra società basterebbe contare quante volte essa è presente in quello che è il libro blockbuster del 2021: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Prossimità spunta ben 26 volte nel PNRR italiano e compare già nel titolo della Missione 6 proprio quella dedicata alle misure sulla salute: M6C1: Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale, pagina 224.

Quanto la prossimità conti nella nostra vita lo abbiamo toccato con mano proprio nell’esperienza della pandemia. In negativo, una prossimità che genera il suo contrario, ovvero il distanziamento: il virus che contagia e si diffonde proprio per prossimità. E poi, invece, i tanti esempi di prossimità “buona” nell’aiuto prestato ai più lontani durante il lockdown stretto.

Di quale prossimità abbiamo bisogno nel momento storico in cui progettiamo la ripresa del nostro Paese?

Forse è più facile intendere la prossimità attraverso le azioni che si caratterizzano come tali. Ecco perciò che riconosciamo come prossime le azioni che si basano su una lettura collettiva e condivisa dei bisogni, su una altrettanto condivisa ricerca delle soluzioni, sulla partecipazione attiva alla progettazione alla gestione e alla valutazione delle azioni (Biblioteca della Prossimità, 2021).

In questa prospettiva, prossimità si pone come paradigma di un agire sociale efficace per affrontare i problemi del momento che stiamo vivendo.

In parallelo, la salute, e l’agire promozionale per la salute, rappresentano il campo d’azione e la strategia più efficace per rispondere alle sfide che stiamo vivendo. Sfide che, per essere affrontate con successo, richiedono cittadini e comunità capaci di controllo sui determinanti della propria salute (Ottawa, 1986). Un approccio di natura multi e inter disciplinare che pone la salute al centro di “tutte le politiche” (Helsinki Statement on Health in All Policies 2013; WHO 2014. Contributing to social and economic development: sustainable action across sectors to improve health and health equity).

L’attualità che viviamo spinge a tenere prossimità e promozione della salute strettamente legate. Prossimità è necessaria alla promozione di una consapevole coscienza della salute nei cittadini. Nello stesso tempo, cittadini e comunità consapevoli dei determinanti della propria salute diventano pilastro e coscienza critica indispensabili a sostenere politiche e sistemi di salute resilienti. Il paradigma della prossimità e la strategia della promozione della salute condividono un potenziale trasformativo capace di far maturare la capacità di ripresa resiliente del nostro contesto di vita, “La complessità delle attuali minacce alla salute e al benessere, con i più svantaggiati nella società che sopportano il peso maggiore, significa che è urgentemente necessaria un'azione di trasformazione per compiere progressi misurabili” (Barry, 2021).

Nell’avviarsi della grande trasformazione della società italiana sostenuta dalle straordinarie risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, in un periodo, però, che ci vede tuttora ancorati ad una richiesta di distanziamento sanitario, necessario per l’emergere di nuove varianti del virus ma sempre più lontano dal sentimento comune della gente, in questo scenario in cui prossimità e distanziamento sono indissolubilmente legati, vogliamo approfondire il legame tra prossimità e promozione della salute per capire se questo possa essere uno dei concetti regolatori della ripresa e resilienza nelle politiche di welfare della salute, in una transizione che non vogliamo infinita o se invece si corra il rischio di un effetto di confondimento o peggio di una pericolosa riduzione di complessità.

 


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