Due domande a...Giuseppe Fattori
E. Tosco, Dors

Nell'ambito delle iniziative per celebrare i vent'anni di DoRS, abbiamo chiesto a una serie di persone che hanno incrociato il nostro cammino, con ruoli e modalità di collaborazione differenti, di ragionare su quale funzione può avere un centro di documentazione in un'epoca dominata dalla pluralità e eterogeneità delle fonti di informazione e  quali sono i servizi e le attività di Dors che ritengono più interessanti e utili per il loro lavoro. 

Questo mese ci risponde il Professor Giuseppe Fattori, Presidente del Coordinamento Nazionale Marketing Sociale (https://marketingsociale.net/).

 

1. “Nell’epoca della post-verità, del sapere diffuso e di un’ampia accessibilità ai temi di salute pubblica, in che modo, chi si occupa di documentazione scientifica può fare la differenza?”

Mai come oggi c’è stato tanto bisogno di documentazione scientifica.

Nell’epoca della post-verità non c’è ricerca di verità… C’è pubblicità, chiacchiere, rumore che rimbomba nel vuoto lasciato dall’abbandono del significato delle parole. Il sapere scientifico è equiparato ad un millantato sentire comune che attribuisce all’esperienza del momento il valore di un’interpretazione esaustiva della realtà.

Lo story telling, la casistica spicciola sembrano essere diventate le vie maestre per rendere divulgativa la scienza medica, che può essere (s)padroneggiata da chiunque indipendentemente dalle competenze specifiche possedute.

Certamente anni di arroganza sanitaria, (chi si ricorda di Poggiolini &Co?), distanza siderale del medico o, meglio, di certi medici dal paziente è come se avessero generato un movimento potente di rivolta.

Rivolta tesa ad affermare la simmetria nella relazione per cui, il paziente sa di che cosa sta parlando perché la malattia la vive sulla sua pelle, si è anche documentato e, quindi, il medico deve spiegare il perché delle sue scelte terapeutiche che, comunque, devono essere condivise.

Ma il paziente/cittadino a quali competenze personali può attingere per scegliere?

Potrebbe aiutarlo la documentazione scientifica, ma quali mediatori/agenzie gli permettono di accedere all’informazione scientifica?

Un ulteriore sfida a chi si occupa di documentazione come DORS.

Non credo sia necessario tornare ad un’aristocrazia del sapere che seleziona i pochi eletti che ne possono far parte ma credo invece che si debba ridare valore al sapere con la consapevolezza dell’impegno costante che esso richiede, impegno e tanta umiltà.

Chi si occupa di documentazione scientifica, mi riferisco al core della produzione di letteratura scientifica che fa da caposaldo per la cura e/o l’innovazione, può fare la differenza per i clinici, i professionisti sanitari, i cittadini per:

  • aggiornarsi costantemente
  • misurarsi con gli altri, a livelli diversi, sui risultati del proprio lavoro
  • tradurre le buone pratiche in percorsi assistenziali

Personalmente, non riesco a vedere altra via se non quella di abbandonare le chiacchere per costruire saperi solidi che hanno ricadute immediate sulla popolazione.

Tutto il resto è il circo Barnum della pubblicità/polemica.

 

2. Se pensi al tuo lavoro in termini di compiti e responsabilità, ti rivolgi a Dors per ... ?

Se penso alla mia attività nell’ambito della promozione della salute ricordo che DORS è stato tra i primi a sostenermi nella diffusione del Marketing Sociale in Italia.

Oggi, quando studenti o associazioni devono approfondire un argomento, consiglio sempre un passaggio su DORS per l’orientamento all’innovazione e per il rigore che lo caratterizza.