Storia breve del glifosato
Luisella Gilardi, DoRS

L’erbicida è oggetto di discussioni in questi mesi perché la Commissione Europea dovrà decidere se consentirne l’utilizzo per altri 10 anni. Si tratta di un erbicida tra i più utilizzati al mondo, che ha sollevato controversie in ambito scientifico causando grande preoccupazione anche tra i cittadini. E’ questo un caso significativo in cui la mancanza di trasparenza e i messaggi contradditori hanno generato diffidenza e preoccupazione. 

Le Agenzie incaricate di valutarne la tossicità hanno espresso pareri discordanti che hanno avuto rilevanti conseguenze sugli enti deputati a decidere.

 

 

 

Ripercorriamo le tappe fondamentali

  • marzo 2015, la Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il glifosato come probabile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A). Il giudizio si è basato su un’evidenza limitata di provocare il cancro nell’uomo e un’evidenza sufficiente di provocare il cancro negli animali da esperimento. La IARC conclude inoltre che vi sono prove evidenti che sia il gliofosato puro sia quello  presente in formulazioni sia genotossico.

http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol112/mono112-10.pdf

  • novembre 2015, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) esprime il suo parere: “è improbabile che la sostanza sia genotossica o che presenti una minaccia di cancro per l'uomo. Non si propone di classificare il glifosato come cancerogeno nei regolamenti UE in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche. Nello specifico tutti gli esperti degli Stati membri, ad eccezione della Svezia, hanno convenuto che né i dati epidemiologici né le prove da studi su animali abbiano dimostrato nessi causali tra esposizione al glifosato e insorgenza di cancro nell’uomo”. Il parere dell’EFSA arriva al termine di un processo durato quattro anni, iniziato nel maggio 2012. Sebbene la disamina degli studi abbia concluso che la sostanza non sia genotossica ed è improbabile la sua attività cancerogena, l’EFSA ha proposto un limite definito come dose acuta di riferimento[1]  (DAR) di 0.5 mg per kg di peso corporeo. Sono stati fissati anche altri due parametri: il livello ammissibile di esposizione dell’operatore (LAEO) è stato fissato a 0.1 mg per kg di peso corporeo al giorno e la dose giornaliera ammissibile (DGA) per i consumatori a 0.5 mg/kg di peso corporeo. 

https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/151112

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2015.4302/pdf

  • maggio 2016 il gruppo per la valutazione dei residui dei pesticidi della FAO e dell’OMS, dopo essersi riunitosi a Ginevra, conclude che “è improbabile che il glifosato rappresenti un rischio di cancerogenità per l'uomo attraverso l'esposizione alimentare”

http://www.who.int/foodsafety/jmprsummary2016.pdf?ua=1

  • marzo 2017 l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (EChA) ha stabilito che la sostanza non debba essere considerata cancerogena. Il Comitato per la valutazione del rischio dell’ECHA ha ritenuto che il glifosato non debba essere considerato cancerogeno in accordo con quanto stabilito dai criteri del Regolamento CLP. Sono stati riesaminati tutti i dati disponibili e si è concluso che il glifosato debba essere classificato come tossico per gli occhi e in grado di causare danni a lungo termine per gli organismi acquatici.  Attualmente la classificazione è la seguente:  Eye Dam. 1 -  H318 (Provoca gravi lesioni oculari), Aquatic Chronic 2   - H 411(Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata).

https://echa.europa.eu/it/-/glyphosate-not-classified-as-a-carcinogen-by-echa

  • maggio del 2017 il tossicologo Christopher J Portier, presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro ha scritto una lettera al Presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker per chiedere che le Agenzie europee rivedano le loro valutazioni.

 

Lettera di Portier al presidente della Commissione Europea  http://www.epiprev.it/sites/default/files/LetterJuncker28May2017.pdf

 

Traduzione in italiano della lettera di Portier al presidente della Commissione Europea (a cura di DoRS)

Documento prodotto da DoRS: Le contraddizioni del glifosato, il diserbante più usato in agricoltura (marzo 2016)

 

 

 

 

[1] Una dose acuta di riferimento (DAR) è il quantitativo stimato di una sostanza chimica in un alimento, espressa in rapporto al peso corporeo, che può essere ingerito nell’arco di un breve lasso di tempo, di solito un pasto o un giorno, senza comportare rischi per la salute

 

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