Più anziani, più tecnologie digitali
Il mondo sta vivendo un cambiamento demografico senza precedenti, con la popolazione globale degli anziani destinata a raddoppiare entro il 2050. Parallelamente, la tecnologia digitale è diventata una componente fondamentale della comunicazione per la salute e dell’erogazione dell’assistenza sanitaria, influenzando gli esiti di salute, l’integrazione sociale e la qualità della vita degli anziani. Oggi, prenotare una visita, consultare un referto o gestire una patologia cronica passa sempre più spesso attraverso uno schermo. Eppure, per molte persone gli strumenti di salute digitale rappresentano un labirinto insidioso piuttosto che un alleato. In un mondo che corre sempre più veloce verso la digitalizzazione, come si può garantire che nessuno resti indietro, specialmente quando si parla di un diritto fondamentale quale la salute?
Al centro della questione c’è il cosiddetto “digital health divide”, il divario nella capacità di accedere e utilizzare strumenti digitali per la salute. Una barriera che riguarda in particolare gli anziani, che hanno in genere meno familiarità con le tecnologie digitali e sono più esposti a difficoltà nell’interpretare le informazioni di salute. E’ proprio qui che entra in gioco il concetto fondamentale di alfabetizzazione digitale alla salute (digital health literacy – DHL)
Gli anziani e la salute digitale
L’alfabetizzazione alla salute (Health Literacy – HL) è generalmente definita come la capacità di ottenere, comprendere e utilizzare informazioni sulla salute per prendere decisioni informate. L’alfabetizzazione digitale alla salute (Digital health literacy – DHL) estende questo concetto agli ambienti digitali, includendo competenze come la ricerca, la valutazione e l’applicazione delle informazioni sanitarie online, nonché la navigazione di piattaforme digitali, app e servizi di telemedicina. Le ricerche mostrano che gli anziani hanno spesso livelli inferiori sia di HL che di DHL rispetto alle popolazioni più giovani, a causa di fattori come un livello di istruzione più basso, una limitata esposizione alle tecnologie digitali, il declino cognitivo e barriere culturali o linguistiche.
Attenzione, però: non si può parlare di una “categoria anziani” con comportamenti uniformi. Alcuni utilizzano con sicurezza smartphone e internet, altri invece ne sono completamente esclusi. Secondo uno studio realizzato in Cina (Shao Y. et al., 2025), su un campione di over 65, si possono distinguere tre profili differenti:
- i diffidenti: hanno scarso accesso a Internet e temono le tecnologie digitali
- i moderati: sfruttano alcune funzionalità digitali ma con difficoltà
- gli esperti: cercano attivamente informazioni di salute sul web e usano la tecnologia digitale con sicurezza perché supportati da una rete sociale solida. Questa differenziazione aiuta a non considerare gli anziani come un gruppo monolitico e “tecnofobo” e suggerisce di progettare e adattare gli interventi a secondo delle caratteristiche dei contesti e dei bisogni specifici dei destinatari.
Una revisione di letteratura (Wang et al. 2025) ha rilevato che gli anziani che utilizzano regolarmente dispositivi digitali e hanno un atteggiamento positivo verso la tecnologia mostrano livelli più elevati di DHL, mentre quelli con esperienza limitata o timore di commettere errori presentano livelli più bassi. Allo stesso modo, il supporto sociale — inclusi l’incoraggiamento familiare, i programmi di formazione e le reti comunitarie — può mediare la relazione tra accesso digitale e DHL, aumentando motivazione e fiducia.
Perché è così importante
Avere competenze digitali nell’ ambito della salute può fare una grande differenza. Gli anziani che sanno usare questi strumenti riescono, ad esempio, a gestire meglio malattie croniche come diabete o ipertensione. Sono più propensi a sottoporsi a screening e controlli e a partecipare a iniziative di promozione della salute. Possono monitorare i sintomi, comunicare più facilmente con i medici e seguire le terapie in modo più efficace.
I benefici non sono solo fisici. L’uso di internet può ridurre la solitudine, migliorare l’umore e mantenere attiva la mente. Partecipare a gruppi online, restare in contatto con familiari e amici o accedere a contenuti educativi e ricreativi aiuta il benessere psicologico.
Naturalmente, esistono anche dei rischi: dalla disinformazione online alle truffe, fino a un uso eccessivo della tecnologia. Per questo è importante accompagnare le persone in un utilizzo consapevole degli strumenti digitali.
Le barriere: accesso, competenze, fiducia
Perché per gli anziani è più complesso accedere e utilizzare le tecnologie digitali? Non si tratta solo di una questione anagrafica, ma di diversi fattori.
- Fattori sociali: il livello di istruzione e di reddito giocano un ruolo importante. Non tutti dispongono di connessioni internet adeguate o di dispositivi aggiornati, soprattutto nelle aree rurali o tra le fasce economicamente più fragili. Inoltre una mancanza di opportunità formative adeguate all’età è una variabile importante.
- Fattori psicologici: Molti anziani temono le tecnologie digitali per paura di essere truffati, per una mancanza di autoefficacia e quindi per paura di sbagliare . A questo si aggiungono insicurezza, paura di sbagliare e, talvolta, problemi di salute che rendono più complicato l’uso della tecnologia.
- Fattori legati allo stato di salute: il naturale declino della vista o cognitivo, oltre che a situazioni più complesse legate a patologie croniche possono rendere più difficile accedere alle tecnologie digitali e apprenderne i meccanismi.
Le soluzioni: formazione e supporto
Percorsi di formazione personalizzati, corsi a livello di comunità o programmi di tutoraggio intergenerazionale — dove giovani volontari aiutano gli anziani a usare app o piattaforme sanitarie — hanno già dato risultati positivi in vari Paesi. Per migliorare l’alfabetizzazione digitale alla salute servono dunque interventi concreti e mirati che uniscano educazione e formazione su misura, supporto sociale e accesso alle tecnologie.
Ad esempio, i corsi di alfabetizzazione digitale alla salute, meglio se organizzati a livello di comunità, possono aiutare chi parte da zero a imparare a usare smartphone e internet in sicurezza. Chi ha già qualche competenza può invece approfondire l’uso di app sanitarie o dei servizi di telemedicina.
Un ruolo fondamentale lo gioca il supporto umano. Iniziative che coinvolgono giovani volontari, familiari o gruppi di pari possono fare la differenza, rendendo l’apprendimento più semplice.
Anche la sanità pubblica dovrebbe integrare l’educazione digitale nei percorsi di prevenzione e cura, trasformando medici e operatori sanitari in facilitatori dell’alfabetizzazione digitale.
Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 indica espressamente come
MMG, e PLS, sono figure chiave per favorire l’health literacy e l’empowerment dei cittadini e per contrastare le disuguaglianze. Pertanto è necessario il loro attivo coinvolgimento, nell’ambito delle attività territoriali di promozione della salute, prevenzione e assistenza sanitaria primaria, affinché la loro azione sia di coerente supporto agli obiettivi nazionali di prevenzione.
E’ necessario quindi, che gli operatori di salute pubblica, a tutti i livelli, siano adeguatamente formati sui temi dell’alfabetizzazione alla salute e dell’alfabetizzazione digitale alla salute. Nell’ambito del Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025, Dors ha organizzato, nel 2023, il webinar “La salute disuguale: cause e possibili soluzioni. Il ruolo dell’Health Literacy” con l’obiettivo di fornire supporto agli operatori impegnati nell’implementazione del Piano di Prevenzione in particolare sulle azioni orientate all’equità dei diversi programmi.
Sul piano delle politiche pubbliche, diventa cruciale garantire un accesso equo a dispositivi e connessioni, ma anche sviluppare strumenti digitali più semplici e inclusivi, pensati per utenti con esigenze diverse.
Una sfida per la sanità del futuro
L’alfabetizzazione alla salute digitale è un diritto alla salute. La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione della sanità, mettendo in evidenza quanto sia importante poter accedere rapidamente a informazioni chiare e affidabili, ma ha anche mostrato con chiarezza le disuguaglianze esistenti.
Ridurre il divario digitale tra gli anziani non è solo una questione tecnologica, ma una priorità di salute pubblica da tenere in considerazione anche in vista della redazione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione 2026-2031 e dei relativi Piani Regionali. Investire nella salute digitale degli anziani significa promuovere un invecchiamento attivo, sicuro e consapevole e dare a ogni persona la possibilità di partecipare pienamente alla propria salute e alla vita sociale in un mondo sempre più connesso.
Risorse Dors sul tema
Dors si occupa da diversi anni di alfabetizzazione alla salute e alfabetizzazione digitale alla salute, attraverso la ricerca, la traduzione e la divulgazione di articoli scientifici e documenti programmatici. In particolare segnaliamo le seguenti risorse sul tema:
- l’articolo originale Dors che fa chiarezza sul concetto di alfabetizzazione digitale alla salute evidenziandone l’importanza in relazione alla promozione della salute e al contrasto delle disuguaglianze.
- la traduzione del policy brief dell’Health Action International dedicato al tema dell’alfabetizzazione digitale alla salute in relazione al concetto di equità.
Bibliografia
- Hoffmann Steven, Editorial: Health literacy and digital health literacy among older adults: public health interventions, Frontiers in Public Health, 2025
- Shao Y. et al., Determinants of digital health literacy among older adult patients with chronic diseases: a qualitative study, Frontiers in Public Health, 2025
- Wang et al., Research progress on digital health literacy of older adults: A scoping review, Frontiers in Public Health, 2022