Vai al contenuto

Dors

Più movimento, più vita

L’attività fisica come bene essenziale

Con il tema più movimento, più vita, la Giornata Mondiale dell’Attività fisica quest’anno rimarca che l’attività fisica è un bene essenziale da coltivare sin dai primi anni di vita per il ben-essere fisico e mentale, la prevenzione delle malattie e la coesione sociale.
Celebrato a partire dal 6 a fine Aprile, questo appuntamento si unisce alla Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace (6 Aprile), istituita dall’ONU come riconoscimento al contributo positivo che lo Sport può avere nella concretizzazione degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e nella piena affermazione dei Diritti umani.

Obiettivi di attività fisica per tutte le età

Dall’infanzia all’età anziana è importante porsi obiettivi di attività fisica. Le linee di indirizzo del Ministero della Salute del 2021 (integrate nel 2024) guidano i decisori e i professionisti della prevenzione e della promozione della salute a:

orientare le persone a praticare livelli di attività fisica che tengano conto dell’età, delle competenze motorie, delle condizioni di salute e dei contesti di vita

ridurre il tempo sedentario con attività leggere e compatibili con le competenze motorie di ciascuna persona per scegliere quotidianamente una vita attiva.

L’importanza della scelta individuale

Questo articolo vuole riflettere su una dimensione dell’attività fisica che rischia di essere dimenticata. Partecipare all’attività fisica non è una performance da raggiungere per guadagnare anni di vita, è una scelta individuale da garantire a tutti. Una scelta che cambia nel corso degli anni e risponde a bisogni di autodeterminazione, ben-essere e dipende da risorse sociali, economiche, culturali e relazionali che accumuliamo fin da piccoli.

Riflessioni dalla ricerca

Questa riflessione è ben argomentata nel lavoro di ricerca – Invecchiamento attivo: un contributo critico al dibattito – di Orientale Caputo G e Cerasuolo A, 2025.

La revisione narrativa ha considerato 146 studi di sociologia e gerontologia, la branca che studia aspetti sociali, psicologici, cognitivi e biologici dell’invecchiamento. Tra gli studi esaminati, il contributo di Lakomy M, 2023 guarda proprio all’attività fisica come una tra le forme di partecipazione – engagement – che può effettivamente migliorare la qualità di vita percepita lungo tutto il corso della vita e soprattutto dai 65 anni in avanti promuovendo un invecchiamento attivo.

Active Aging: un concetto in evoluzione

Il termine Invecchiamento attivo – Active Aging – nasce nel 2022 quando l’Organizzazione mondiale della salute (OMS) ritiene importante valorizzare la partecipazione sociale e il ben-essere degli anziani lungo l’intero arco della vita. Nel corso degli anni, esso ha assunto una valenza più prescrittiva riducendosi a monitorare il processo di invecchiamento dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e della produttività economica oppure del grado di impegno in attività – anche di volontariato – da parte della popolazione anziana. Questo sguardo lascia in ombra il destino e i percorsi delle persone meno autosufficienti, gli anziani con disabilità, le donne con carriere frammentate e i territori a minor dotazione di risorse.

Un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo

La revisione che qui consideriamo vuole rispondere a questa domanda: quali sono le caratteristiche di un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo?

La domanda aggiuntiva che ci poniamo per chi è impegnato nella promozione della salute e nella prevenzione è: come l’attività fisica può contribuire a un paradigma di invecchiamento attivo autentico ed equo?

Le risposte a cui giungono Orientale Caputo e Cerasuolo valgono per entrambi i quesiti:

  • l’invecchiamento non inizia a 65 anni. Le politiche devono ridurre le disuguaglianze lungo tutto l’arco dell’esistenza – life course approach (termine del Glossario OMS, 2021, a pag 78) – per permettere a tutti di arrivare alla vecchiaia con le stesse opportunità di salute e partecipazione.
  • l’autonomia è un prerequisito. L’autenticità risiede nel fatto che l’autonomia non è il traguardo finale, ma la condizione necessaria affinché l’anziano possa scegliere come invecchiare. Senza la libertà di scegliere tempi, spazi e modi del proprio vivere, l’attivazione rischia di diventare un obbligo sociale usurante.
  • l’importanza del territorio e delle organizzazioni intermedie. Gli Enti locali, i settori – salute, trasporti, urbanistica, ambiente,…- e il terzo settore sono i soggetti che possono e devono trasformare la teoria in opportunità personalizzate e accessibili, radicate nel contesto quotidiano delle persone.

Iniziative in Piemonte

In Piemonte il Piano di Prevenzione 2020-2025, con azioni trasversali di intersettorialità, comunicazione, formazione ed equità e con azioni specifiche di promozione di stili di vita attivi, lavora da almeno cinque anni su queste tre traiettorie.

Le Aziende Sanitarie Locali e il 63% dei Comuni piemontesi collaborano dal 2023 per condividere le reciproche opportunità di attività fisica offerte sui territori alla cittadinanza di età diversa. E sono diverse le realtà dove sono operativi dei tavoli intersettoriali sul tema dell’invecchiamento attivo.

Insieme ai contatti e alle progettualità con le associazioni locali dal 2024 è stata incrementata nelle zone più svantaggiate l’offerta dei gruppi di cammino, dell’attività fisica adattata e dell’esercizio fisico strutturato. La possibilità di partecipare a occasioni di attività fisica quotidiana è rivolta a più fasce d’età, in contesti diversi – a scuola, sul lavoro, nelle comunità locali di vita – e a gruppi di persone che vivono situazioni di fragilità. Oggi sui siti web della propria ASL territoriale, è possibile conoscere le iniziative e avere informazioni su come iscriversi.


La programmazione futura

La programmazione 2026 – 2031 del Piano di Prevenzione, di imminente approvazione ministeriale, vuole mettere a sistema l’offerta regionale della promozione della salute a partire dalle possibilità di promozione dell’attività fisica. Si vuole dare la possibilità ai cittadini di scegliere autonomamente quale attività fisica fare, quando e dove, perché essere attivi sia una scelta che si adatta alle loro vite.

Riferimento bibliografico

Orientale Caputo G, Cerasuolo A. Invecchiamento Attivo: un contributo critico al dibattito. La Rivista delle Politiche Sociali, 1/2025. FuturaEditrice.it, OPEN ACCESS

Visita

Giornata mondiale dell’attività fisica | Regione Piemonte

Foto articolo di Ravi Patel in Unsplash

Articoli correlati

Aprile
7

La co-produzione è una risorsa promettente per il futuro della promozione della salute?

Il terzo commentary di Glenn Laverack propone una riflessione critica su termini sempre più diffusi (non solo) in promozione della salute: co-produzione, co-creazione, co-progettazione.

Glenn Laverack, Dors advisor

Aprile
7

“Raccontami l’equità”: al via la seconda edizione del video contest!

In occasione del 7 di aprile, Giornata Mondiale della Salute, Dors lancia la seconda edizione del video contest “Raccontami l’equità” dedicato alla memoria della nostra collega Marina Penasso con l’obiettivo

A cura di Dors

Marzo
12

Aggiornamenti sul “Repertorio delle Storie di Infortunio”

Si arricchisce il Repertorio delle Storie di Infortunio con una nuova sezione dedicata ai video sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Luisella Gilardi

Iscriviti gratuitamente
alla nostra newsletter

O seguici sui nostri canali