Ospitiamo e condividiamo l’intervento della prof.ssa Nerina Dirindin, Presidente dell’Associazione Salute Diritto Fondamentale
In un contesto in cui molte persone non riescono ad accedere in tempi adeguati all’assistenza di cui necessitano e milioni di individui sono costretti a rinviare le cure o a ricorrere a prestazioni a pagamento, gli squilibri nella tutela della salute dovrebbero essere considerati una priorità su cui intervenire, al pari degli squilibri macroeconomici e delle progettate transizioni verde e digitale. Invece, il Servizio Sanitario Nazionale è in preda a una grave “crisi sistemica”, come autorevolmente affermato dalla Corte dei Conti1, che non gli consente più di garantire alla popolazione un’effettiva equità di accesso alle prestazioni sanitarie, con intuibili conseguenze sulla salute delle persone e un pesante aumento della spesa privata.
Nei prossimi anni, una legge incongrua volta ad attribuire a ciascuna Regione una propria “autonomia differenziata” espone il SSN a un’ulteriore frammentazione, mentre gli obiettivi di finanza pubblica e gli impegni assunti per la difesa rischiano di relegare ancora una volta la tutela della salute a settore volto a contribuire solo alla riduzione della spesa pubblica, anziché riconoscerne il ruolo fondamentale per il benessere della popolazione, lo sviluppo economico e la coesione sociale.
La pandemia ha infatti mostrato lo stretto legame fra salute ed economia: quando la salute è in pericolo, anche il sistema economico più sviluppato si inceppa, la disoccupazione aumenta e le persone si impoveriscono. E quando la vita economica si blocca, anche la salute ne risente pesantemente. Per questo le politiche sanitarie non possono affidarsi a provvedimenti estemporanei ma devono prospettare misure su un duplice piano di intervento: azioni per il rafforzamento del SSN e strumenti per irrobustire il suo governo pubblico.
La legge di iniziativa popolare
La legge di iniziativa popolare, già presentata in Cassazione e ora oggetto di una diffusa campagna di raccolta firme, costituisce uno strumento per affermare che è necessario interrompere il declino del SSN e intraprendere un percorso di rilancio. E che tutto ciò non solo è possibile, ma è doveroso perché il SSN è espressione della storia, dei valori e delle priorità che il nostro Paese si è dato nel corso dei decenni. La proposta vuole anche essere l’occasione per organizzare decine e decine di iniziative di dibattito e mobilitazione, affinché la popolazione possa far sentire la propria voce e ritrovare la fiducia in un percorso di miglioramento.
Il provvedimento prevede due fondamentali ambiti di intervento: l’adeguamento progressivo del finanziamento del SSN ai livelli europei e l’aumento della disponibilità di personale attraverso l’eliminazione del relativo tetto di spesa e il miglioramento della remunerazione, delle condizioni di lavoro e delle opportunità formative e di carriera all’interno del SSN, anche al fine di aumentare l’attrattività delle professioni sanitarie. Definisce dove allocare le risorse addizionali (ponendo un blocco al ricorso al privato accreditato), insiste sul recupero della programmazione come metodo di lavoro a tutti i livelli di governo e interviene su specifici aspetti (dal rispetto degli standard per i consultori alla revisione del prontuario farmaceutico nazionale, dall’abolizione di ogni forma di contenzione nelle strutture per persone anziane o con disturbi mentali alla gratuità della contraccezione). Con una particolare attenzione ad assicurare il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.). Con un investimento non solo su una medicina e cure di prossimità, ma anche sulla promozione della salute e la prevenzione grazie a una co-progettazione con gli attori delle comunità locali, rendendo così effettiva una partecipazione attiva. Obiettivi per lo più disattesi dalla gran parte delle Regioni, nonostante la presenza di documenti di indirizzo e di norne generali che ne imporrebbero il rispetto.
Il testo della proposta di legge, voluta da decine di associazioni della società civile e dalla Cgil, è disponibile qui: IO FIRMO | Firma per il dirittto alla salute. Si può firmare anche online, cliccando sull’apposito pulsante (accedendo con lo SPID, la CIE o la CNS).
Mobilitiamoci per SSN migliore di quello che abbiamo ora e per lasciare in eredità alle giovani generazioni un patrimonio di cui nessuno può fare a meno.
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