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Alcol: Esiste o no una quantità sicura che non influisca sulla salute?

L’articolo pubblicato da ricercatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla rivista Lancet a gennaio 2023 richiama l’attenzione pubblica sul reale impatto negativo del consumo di alcol sulla salute umana, anche in basse quantità, e cerca di promuovere una cultura di sobrietà per una società più sana.In pratica quando si tratta di consumo di alcol, non esiste una quantità sicura che non influisca sulla salute.  

La decisione di adottare una politica di tolleranza zero nei confronti dell’alcol non è semplice retorica, ma si basa su un insieme di evidenze scientifiche che dimostrano i danni associati al suo consumo. Le conseguenze dell’abuso di alcol sono molteplici e vanno dall’aumento dei rischi per la salute fisica e mentale all’incremento della violenza, degli infortuni, degli incidenti stradali e dei problemi sociali. Questi effetti negativi si ripercuotono non solo sugli individui coinvolti, ma anche sulle loro famiglie e sulla società nel suo insieme.

Secondo l’ultimo report dell’OMS che raccoglie tutti i dati e le evidenze sull’impatto dell’alcol sulla salute a livello globale, il consumo delle bevande alcoliche è causa di morte per 3 milioni di persone ogni anno nel mondo, di oltre 200 patologie, incidenti, disabilità e 7 tipi di cancro (al cavo orale, alla faringe, all’esofago, al colon-retto, al fegato, alla laringe e al seno nelle donne). Birra, vino, cocktail: nessuna di queste bevande è esente da rischi per la salute a seconda del profilo del consumatore e della modalità di consumo. Il Canada ha pubblicato recentemente pubblicato un ulteriore report approfondito dove questi dati si confermano e dove cambiano (solo di poco) le raccomandazioni per le politiche.  

Con questo scenario le politiche internazionali si stanno orientando risolutamente a limitare la disponibilità e l’accessibilità dell’alcol e investire risorse nella prevenzione, nell’educazione e nella promozione di stili di vita sani, oltre che potenziare il sostegno alle persone che lottano con problemi di dipendenza da alcol. l’OMS, inoltre, sottolinea l’importanza non solo di agire sul contesto per rendere più facili le scelte salutari da parte dei cittadini, ma di intervenire sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità del prodotto, la comunicazione e il marketing.

Ovviamente non è così “facile”. La sfida principale nel perseguire la tolleranza zero si confronta con quei modelli culturali e sociali (come il nostro) che promuovono il consumo di alcol come parte integrante della vita sociale e aggregativa della comunità. Sarebbe necessario contrastare l’alcol come “valore”, inteso come una soluzione per rilassarsi o socializzare, e sostituirlo con alternative salutari e più sicure. Per questa operazione sarebbe fondamentale coinvolgere la società, i media, le istituzioni educative e le comunità locali per diffondere messaggi di consapevolezza sulla salute e favorire un cambiamento di mentalità. In molti, tuttavia, si chiedono: tutto questo è necessario?

Bisogna sicuramente leggere questa forte posizione dell’OMS alla luce dei molti dati preoccupanti e del crescente fenomeno dell’ abuso di alcol soprattutto fra le nuove generazioni. E’ chiaro a tutti gli operatori che occorre limitare al minimo il consumo di alcolici, almeno verso quantitativi che siano consentiti (ma non raccomandati). A tutti i cittadini deve essere sicuramente trasmesso il mesaggio che le bevande alcoliche che consumiamo sono certo un piacere, ma non fanno bene ed è importante ridurre i consumi il più possibile. Spingersi oltre e lavorare a livello comunitario per applicare i divieti alla lettera e in maniera assoluta sarebbe probabilmente inutile e insensato.

La redazione Dors ha deciso di dedicare tutta la newsletter di giugno a questa tematica, nella speranza di offrire ai nostri lettori diversi punti di vista sul problema e sulle politiche di contrasto che a livello nazionale e internazionale si stanno mettendo in campo. A livello piemonte, tra le altro, all’interno del nuovo Piano Regionale di Prevenzione il consumo di alcol è una tematica è affrontata in modo ampio, a livello trasversale da vari programmi, perciò siamo sicuri che rispolverare le evidenze già consolidate e dare un’occhio a quello che è stato pubblicato recentemente possa sempre essere utile a tutti i nostri lettori. 

 

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