
Trappola di cristallo
Questo racconto di infortunio, scritto da due Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza del comparto ferroviario narra il grave infortunio che ha coinvolto il loro collega Giacomo.

Questo racconto di infortunio, scritto da due Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza del comparto ferroviario narra il grave infortunio che ha coinvolto il loro collega Giacomo.

Erano circa le 14, io ero alla mia scrivania in ufficio insieme a una collega, quando a un tratto squilla il telefono della reperibilità, quella suoneria che fa gelare il sangue… pochi squilli e rispondo.
Ma questa volta, dall’altra parte del telefono, a rispondere non fu il solito collega, bensì la madre del ragazzo infortunato che, con una voce bassa, tremolante e ancora incredula per ciò che i suoi occhi avevano visto, ripeteva:
“Forse è morto!”

José, al suo primo giorno di lavoro, doveva demolire una soletta in cartongesso presente in un capannone. La scala su cui era salito non era abbastanza alta, e spostando il peso sul piede appoggiato sul soffitto in cartongesso, è caduto a terra da un’altezza di tre metri a seguito dello sfondamento della soletta.

Antonio, un muratore di 55 anni, ha perso la vita demolendo un muro con il martello pneumatico operando dal basso verso l’alto dal lato destro. Spostatosi verso la parte centrale, improvvisamente il muro è crollato schiacciandolo. Aveva fretta, Antonio, voleva tornare presto da sua moglie per festeggiare il loro anniversario.

Alessandro, un giovane marinaio, perde la vita a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci”. La centoquindicesima storia di infortunio aggiunta al repertorio ne narra la tragica vicenda.

Una catasta di condotti metallici, una gru, un tubo di grandi dimensioni posato per terra e due operai in lacrime. Questa è, verosimilmente, la scena che si presenta agli occhi dei due tecnici della prevenzione dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno giunti sul cantiere a seguito della chiamata del 118.

Francesco si guarda la mano, ci sono ancora i segni di quell’incidente avvenuto più di un anno fa. A quel tempo aveva 17 anni, un contratto di apprendistato come elettricista, tanta voglia di imparare e soprattutto di rendersi utile.

Ascolta il podcast che narra la storia di un dipendente di un’azienda viti-vinicola, morto giovanissimo per le esalazioni di gas tossici

Amel ha 40 anni e dopo aver lavorato tanti anni come barista, è diventata saldatrice in un’industria metalmeccanica.

Era l’estate del 2017 e, nel lussuoso hotel dove lavorava Fatima, una giovane cameriera, si stava tenendo un esclusivo ricevimento.