Giancarlo Pocetta, direttore scientifico di Sistema Salute
Ospitiamo e condividiamo l’editoriale di Giancarlo Pocetta pubblicato sul 70° numero di Sistema Salute – la rivista italiana di educazione sanitaria e promozione della salute, che celebra i 40 anni della Carta di Ottawa.
Capita talvolta che in un anno si concentrino tanti avvenimenti significativi che lo rendono una data da celebrare. Il 2026 è uno di questi anni. Un anno significativo per noi appassionati di quella modalità di “fare” salute che pone al centro le persone e si sforza di costruire realtà e percorsi che aiutino le persone e le comunità a gestire i propri determinanti di salute e malattia sfruttando – con un atteggiamento salutogenico – le risorse che il proprio contesto di vita mette a loro disposizione.
Per una torsione strana della storia, proprio in questo 2026 segnato da guerre che non ci saremmo aspettati tanto vicine (e senza voler minimamente sottovalutare guerre – anche più sanguinose – più distanti da casa nostra) ricordiamo quello che è considerato l’atto di nascita della promozione della salute, quella Carta di Ottawa nel cui testo sono dichiarati i principi alla base dell’approccio promozionale alla salute e della visione positiva della stessa. Oggi, nel mentre celebriamo quell’evento ispiratore, dobbiamo riconoscere che quella visione, figlia di un ottimismo che, seppure contemporaneo di avvenimenti storici che lasciavano prefigurare un mondo aperto, ottimista, globale, progressivo, era già allora irrealistica e forse anche ingenua.
Tuttavia, se c’è un valore che hanno gli anniversari, piccolo ma significativo, è quello di metterci, talvolta, di fronte a contraddizioni che stanno lì ad aspettare di essere esplicitate, per non annegare nel conformismo e nella rassegnazione. Forse, l’unico valore che è rimasto alla Carta di Ottawa, a quella stagione, è di ricordarci che un altro mondo “è” possibile; che un’alternativa esiste. E che ancora c’è qualcuno che ci crede. Ancora. Perciò teniamocela stretta, la Carta di Ottawa, celebriamo, non un reperto archeologico ma qualcosa di ancora utile per l’oggi e per il futuro.
Insieme ad Ottawa, in questo 2026 cadono altre due ricorrenze che riguardano da vicino le nostre riviste e che alla Carta sono strettamente legate: il settantesimo della rivista SISTEMA SALUTE e la pubblicazione del numero 300 della rivista LA SALUTE UMANA, entrambe nate e sviluppate nel Centro Sperimentale per la Promozione della Salute e Educazione Sanitaria (CeSPES) dell’Università di Perugia. SISTEMA SALUTE nasce nel 1956 con il titolo L’Educazione Sanitaria per diventare poi Educazione sanitaria e medicina preventiva (dal 1978 al 1987), Educazione sanitaria e promozione della salute (dal 1988) ed infine oggi Sistema salute: la rivista italiana di educazione sanitaria e promozione della salute (dal 2012).
Dopo la Conferenza di Ottawa, nel 1986, la Rivista aderisce al movimento culturale mondiale e alla nuova strategia di sanità pubblica della promozione della salute (Edizioni Cultura Salute) e ne è il principale sostenitore in Italia. La Salute Umana, fondata nel 1973, è “un periodico, sciolto e agile di contenuto – scrive il suo fondatore Alessandro Seppilli – rivolto al grande pubblico dell’educazione sanitaria, da irradiare capillarmente”. È strumento e spazio di aggiornamento e discussione sui temi dell’educazione alla salute ed è rivolta agli insegnanti, agli operatori sociali e sanitari, in particolare dei servizi di base, a quanti operano nel sociale e nel volontariato in favore della tutela della salute (La Salute Umana – Edizioni Cultura Salute).
Un altro vantaggio degli anniversari è di spingere i celebranti a riflettere sui significati di ciò che viene celebrato. Ed è stato così anche per la redazione di SISTEMA SALUTE. Ed ecco che, col sostegno del Comitato Scientifico della rivista, si è progettata e aperta all’inizio del 2025 una call for papers i cui risultati pubblichiamo in questo numero. Per permettere ai lettori di comprendere quali furono gli obiettivi che volevamo raggiungere, riportiamo di seguito il testo di presentazione della call.
“Giusto dieci anni fa (AA.VV., 2016) la redazione di SISTEMA SALUTE aveva promosso una serie di articoli a partire da questa domanda: qual è oggi il senso di parlare ancora di educazione alla salute? (Pocetta, 2012) Internet aveva ormai dispiegato il suo potenziale come strumento di comunicazione, informazione e ricerca e si era all’alba dell’era dell’intelligenza artificiale che oggi accompagna nel bene e nel male sempre più pervasivamente il lavoro sulla salute.
Nel frattempo abbiamo avuto la pandemia che ha portato in superficie le potenzialità e le contraddizioni della comunicazione sanitaria – tra informazione e fake news -. Oggi, a non molti anni di distanza, si affacciano nuovi strumenti di potenzialità ancora più grande, in grado di generare un’ulteriore «rivoluzione» in tutti i campi della vita quotidiana, compreso quello della salute.
Il decennio che è passato ha rivoluzionato il mondo di quella strategia del produrre salute che è fondata sullo sviluppo di consapevolezza dei cittadini e comunità chiamando in causa il processo educativo. Anche la visione della salute si è nel frattempo evoluta. Il paradigma salutogenico ha acquistato sempre più spazio a discapito della tradizionale visione patogenica della salute. Se da una parte il sistema della sanità pubblica così come lo abbiamo conosciuto dal 1978 mostra di arrancare di fronte alle sfide poste dalla pandemia e dal cambiamento demografico ed epidemiologico, alla crisi climatica, ostacolato sul piano politico dai processi di privatizzazione della salute e della malattia, dall’altra sul piano culturale e scientifico negli operatori dei servizi del welfare si consolida un approccio sempre più orientato a gestire i fattori alla base della produzione della salute, di cui le teorie salutogeniche, della salute positiva, elaborate da diverse discipline e oggi ulteriormente sviluppate sono un esempio. Sempre più la salute viene significata come una “risorsa” per vivere bene piuttosto che uno scopo della vita, un equilibrio piuttosto che uno “stato” dell’esistenza (Ottawa docet).
Di fronte a questo scenario in movimento siamo convinti che sia utile rilanciare un dibattito sui significati che assume oggi il fare “educazione alla salute” e, come spunto iniziale, prendiamo ciò che il Glossario della Promozione della Salute (OMS, 2021) dice su questo argomento: l’educazione alla salute è una combinazione di esperienze di apprendimento progettate per aiutare le persone e le comunità a migliorare la loro salute, aumentando le conoscenze, influenzando la motivazione al cambiamento e migliorando l’alfabetizzazione alla salute (health literacy).
A coloro che gestiscono, valutano, fanno ricerca sui processi di salute vogliamo riproporre alcune vecchie domande: Cosa è successo in questi dieci anni? E, cosa sta succedendo o potrebbe succedere nei prossimi cinque/dieci anni a questo approccio educativo alla salute. È /sarà ancora possibile (avrà senso) parlare di educazione alla salute? Se no, perché? Se sì, in che modo? E, insieme a queste, anche altre nuove domande: la formazione delle competenze sulla salute sarà ancora di più una questione individuale e privata? Dobbiamo sostituire Health Literacy a Health Education? Con quali conseguenze? Quali ruoli giocheranno le vecchie e le nuove professioni della salute?
Parole come: empowerment, agentività, responsabilità, competenza/e nella salute, reti, connessioni, politiche per la salute, hanno (ancora) un posto nel discorso sulla salute?”
I contributi inviati in risposta alla call sono stati numerosi e coprono pressoché tutti gli argomenti e le domande che avevamo inserito. Talmente numerosi che l’iniziale numero monografico si è trasformato in un numero speciale di oltre 250 pagine. Per questo un ringraziamento particolare va all’editore Cultura e Salute che ha sostenuto un notevole sforzo. In conclusione, mentre lasciamo doverosamente ai lettori il giudizio sugli esiti della call che lanciammo nel 2025, desidero ringraziare di cuore colleghe e colleghi che hanno messo la loro competenza e il loro tempo a disposizione di un’impresa che per loro esclusivo merito siamo certi potrà contribuire all’avanzamento e al miglioramento della promozione e della educazione alla salute nel nostro Paese.
Per approfondire
AAVV, Monografia Educazione Sanitaria Educazione alla Salute: riflessioni e sviluppi nel nuovo millennio, SISTEMA SALUTE, volume 60, numero 1, 2016
Pocetta G, Riflessioni sull’educazione sanitaria. Esiste ancora l’educazione sanitaria? Sistema Salute, vol. 58, n. 3, luglio-settembre 2014
OMS, Glossario della Promozione della Salute, 2021 (versione originale in inglese e traduzione in italiano a cura di DoRS Regione Piemonte e Regione Lombardia)
Indice della rivista e abstract articoli
Per gli operatori piemontesi la Rivista è consultabile gratuitamente su BVS – Biblioteca Virtuale Salute – Piemonte
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