Il terzo commentary di Glenn Laverack propone una riflessione critica su termini sempre più diffusi (non solo) in promozione della salute: co-produzione, co-creazione, co-progettazione. La partecipazione dei cittadini e delle comunità locali è un valore e un fattore fondamentale per alimentare la fiducia e la collaborazione con i servizi sanitari rispetto alla loro accessibilità e qualità e ai programmi e interventi di prevenzione e promozione della salute.
Questi nuovi termini offrono qualcosa di nuovo e migliore? Hanno una solida base metodologica? Quali risultati di miglioramento della salute partecipata portano? Laverack pone una domanda cruciale: questi nuovi termini sono una risorsa promettente per il futuro della promozione della salute oppure si tratta semplicemente di «vino vecchio in bottiglie nuove», di un maquillage terminologico?
Rimane aperto il confronto tra approcci top-down e bottom-up quando si intende attivare la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali nel riconoscere e condividere i bisogni e le esigenze locali e avviare percorsi partecipativi per sviluppare e valutare le soluzioni concordate.
Oltre al commentary e alla relativa bibliografia, sono disponibili le seguenti risorse documentali di approfondimento sugli approcci partecipativi:
• EuroHealthNet Policy précis Promoting health equity through social participation and citizen engagement (2024) Traduzione italiana a cura di DoRS
• OECD Guidelines for Citizen Participation Processes (2022)
• WHO Framework for meaningful engagement of people living with noncommunicable diseases, and mental health and neurological conditions (2023)
• WHO Voice, agency, empowerment handbook on social participation for universal health coverage (2021)
Il Commentary sulla co-produzione
Gli altri commentary a cura di Glenn Laverack
• È possibile avviare e far crescere velocemente la fiducia negli interventi di promozione della salute? – Dors
• La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute è adeguata agli obiettivi del XXI secolo? – Dors
Foto di Ram Kishor su Unsplash