È il titolo del saggio divulgativo vincitore del premio Asimov 2026. Più di 14.000 studenti e studentesse di 350 scuole superiori hanno preso parte alla giuria del premio per l’editoria scientifica promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). A vincere l’XI edizione del Premio Asimov è “Il cervello felice. Come si innamora, si sbaglia, si stressa e sogna” (Edizioni Sonda, 2024) di Anaïs Roux, psicologa specializzata nelle neuroscienze e impegnata socialmente a combattere il bullismo a scuola promuovendo lo sviluppo delle abilità psicosociali ed emotive nei bambini e negli adolescenti.
Le cosiddette life skill (Glossario della Promozione della Salute, OMS 2021) raccomandate dall’OMS per gestire il proprio ben-essere, le relazioni sociali e la propria crescita e che sono la base della salute e della cura.
Tra le tante testimonianze degli studenti, quella di Giulia Mirulla, del Liceo “M. Cutelli e C. Salanitro” di Catania: il libro colpisce perché:
Il cervello non è progettato per renderci felici, ma per garantire la nostra sopravvivenza, aiutando così a comprendere molte reazioni quotidiane legate all’ansia, allo stress e alla ricerca continua di gratificazioni.
La studentessa evidenzia inoltre come il messaggio centrale del libro sia:
Non combattere il cervello, ma imparare a conoscerlo e a collaborare con lui.
Dalla presentazione del saggio: “Il cervello è il nostro strumento più utile e potente, comparso da circa 300 milioni di anni. È il motore delle nostre scelte, delle nostre emozioni, delle nostre relazioni, in breve, della nostra vita. Ma conoscere l’organo che ci rende così unici non è semplice. Per questo l’autrice mette a disposizione le più recenti scoperte delle neuroscienze, generalmente non di immediata comprensione, per rispondere a domande come: Come e perché il cervello si innamora? Come gestisce le ferite dell’amore? Quali sono i segreti dei sogni e delle intuizioni? Cosa sono i bias cognitivi e come distorcono la realtà? Come il nostro intestino influenza il nostro cervello, e viceversa? Perché lo stress può essere utile? Inoltre, con la giovane illustratrice Lucie Albrecht, l’autrice ha creato un fumetto (di trentadue pagine) per raccontare la storia del cervello e delle neuroscienze. Insomma, tutto quello che bisogna sapere per farlo funzionare bene!”.
Ho scoperto l’esistenza di questo libro in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il tema dell’anno è stato “Il mondo sarà salvato dai ragazzini”. Come i giurati del premio: “giovani che non subiscono la scienza, ma la interrogano e la sfidano. Un grazie profondo a loro e ai loro generosi docenti”, è stato il commento dell’ideatore del progetto e ricercatore INFN Francesco Vissani.
A fronte di tutto ciò la mia curiosità mi ha spinto a leggere Il cervello felice. È stato un tuffo nell’evoluzione del cervello e del rapporto tra mente e corpo, nei meccanismi fisiologici e sinaptici della plasticità del cervello (in continua risposta agli stimoli esterni) che stanno alla base delle emozioni, dei sentimenti, delle scelte che facciamo e dei comportamenti che mettiamo in atto. Alcune domande che compongono il saggio, e che mi hanno colpito umanamente e professionalmente in quanto medico di sanità pubblica impegnato nella promozione della salute, sono: il sistema di piacere e ricompensa, quale passaporto per la sopravvivenza; che cosa succede in un cervello innamorato?; perché guardare qualcosa di bello ci fa stare bene; la capacità di orientamento si impara!; la dimostrazione della potenza della plasticità cerebrale; possiamo fidarci dell’intuito nella vita di tutti i giorni?; l’empatia una competenza altamente cognitiva; perché l’attività fisica e lo sport fanno così bene; in che modo l’apparato digerente – e quindi come mangiamo – influenza il cervello?; perché al cervello piace ridere?; come il cervello viene manipolato (neuromarketing) durante gli acquisti; lo stress può essere nostro amico? … Insomma ho imparato un sacco di cose nuove.
La lettura del saggio cattura la curiosità, pagina dopo pagina, fumetto dopo fumetto. Il ritmo delle domande e la chiarezza delle risposte, fondate sulle evidenze scientifiche e sulla concretezza della vita quotidiana, fanno scoprire l’incredibile funzionamento del cervello in relazione con il corpo e la vita.
Un libro da leggere! Da portare sotto l’ombrellone o nello zaino. Per essere genitori più competenti, comprensivi e responsivi. Per essere promotori della salute e del ben-essere più aggiornati e competenti nel gestire la relazione educativa e didattica. Per essere operatori sanitari più empatici nella relazione di cura. Per essere decisori di politiche e interventi che sappiano valorizzare queste conoscenze, creando e sostenendo le condizioni per contesti educativi e di cura più abilitanti e capacitanti. E non ultimo… per essere ragazzi e giovani incuriositi e affamati dalla scienza della vita.
Infine un grazie sentito e riconoscente ai 14.000 studenti e studentesse (e docenti) delle scuole italiane… per il loro fiuto di speranza e salvezza!