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La levatrice

A cura di Andrea Sbrancia, AST Macerata, UOSD Epidemiologia, Promozione della salute e Comunicazione del rischio

– Giulia è una tipa tosta – così mi disse suo padre quando lo incontrai il giorno dell’infortunio. I suoi occhi dicevano altro. Scoppiò a piangere stringendomi la mano.

Quell’estate, in attesa del suo primo concorso pubblico, aveva deciso di aiutare i suoi genitori, proprietari di una piccola lavanderia industriale. Il lavaggio ad acqua, la stenditura manuale, la stiratura e il confezionamento della biancheria di alberghi e ristoranti. Giulia, mentre usava il macchinario, si è accorta che uno dei capi in lavorazione si era impigliato nella sezione piegatura della macchina. Per risolvere il problema, alza la protezione metallica con la mano sinistra e raggiunge, con la mano destra, un grembiule che, a causa dei suoi lacci, si era impigliato sulla prima copia di rulli riscaldati. La mano viene trascinata e schiacciata dai due elementi mobili.

Questa è la centotreesima storia di infortunio aggiunta al repertorio, nel quale sono raccolte le storie scritte dagli operatori dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro che partecipano al progetto “Identificare cause e soluzioni degli infortuni lavorativi. Il modello comunità di pratica e narrazione”. Vai al repertorio delle storie di infortunio, leggi direttamente la sintesi della storia o la storia completa “La levatrice”.

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