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Efficacia protettiva dei vaccini a base di acido nucleico contro COVID-19: una revisione sistematica

Uno sguardo ai nuovi dati (Fonte: GIMBE)

  • Il numero di nuovi casi settimanali di COVID-19 è quasi raddoppiato nelle ultime tre settimane, con un aumento del 94,3%.
  • I ricoveri in area medica sono cresciuti del 58,1%, colpendo soprattutto anziani e persone fragili e si registrano 881 decessi in un mese, prevalentemente tra gli over 80.
  • I tassi di copertura vaccinale negli over 60, ed in particolare negli over 80, rimangono molto bassi a livello nazionale e prossimi allo zero in quasi tutte le Regioni del Sud.

Efficacia dei vaccini a base di acidi nucleici contro COVID-19

Per superare la pandemia di COVID-19, lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci è stato fondamentale. La rapida approvazione normativa dei vaccini a base di acido nucleico è stata unica per il COVID-19; questi vaccini sono stati prodotti rapidamente, in modo economicamente vantaggioso e con un basso rischio di effetti collaterali.

Tuttavia, manca una comprensione comparativa dell’impatto immunogenico e dell’efficacia di questi vaccini. L’immunogenicità è essenziale per sviluppare e mantenere un’immunità post-vaccinazione efficace e duratura nei confronti dei microrganismi patogeni. La revisione sistematica di Karofi 2023, qui presa in consierazione, mira a valutare e riassumere l’immunogenicità e l’efficacia protettiva dei vaccini a base di acido nucleico contro COVID-19.

Tutti gli studi inclusi erano trial randomizzati e controllati (RCT) e i risultati hanno dimostrato risposte immunitarie promettenti ed efficaci che hanno fornito una protezione di alto livello contro l’infezione da COVID-19.

L’efficacia dei vaccini di acido nucleico a diversi stadi dopo la vaccinazione completa, si è osservata, per il vaccino ZyCoV-D (prodotto in India), 81 casi (20 casi si sono verificati in (gruppo ZyCoV-D e 61 casi nel gruppo placebo) dimostrando che ha avuto un’efficacia del 66,6%. Considerando l’assenza di effetti avversi gravi o critici legati al COVID-19, ZyCoV-D è risultato efficace al 100%. Sono stati segnalati settantotto casi (20 dal gruppo vaccino e 58 dal gruppo placebo) con infezioni sintomatiche da COVID-19 e l’efficacia di questo gruppo è stata del 64,9%.

Per l’mRNA-1273 (prodotto da Moderna) è stata osservata un’efficacia del 93,6%, come evidenziato dalla presenza di soli 12 casi nel gruppo vaccinato rispetto a 187 casi nel gruppo placebo. Allo stesso modo, dei 196 casi sintomatici di Covid-19 osservati dopo la vaccinazione con mRNA1273, solo 11 provenivano dal gruppo vaccinato, rappresentando un’efficacia del vaccino del 94,1%. È interessante notare che nessuno dei 30 partecipanti che hanno sviluppato una forma grave di COVID-19 faceva parte del gruppo vaccinato, indicando un’efficacia del 100% contro una forma grave di COVID-19.

Il modello era simile anche per BNT162b2 (prodotto da Pfizer), dove i tassi di efficacia del vaccino contro l’infezione, la malattia sintomatica e il COVID-19 grave erano rispettivamente del 95%, 94,6% e 100%. In un altro studio che ha seguito pazienti vaccinati con BNT162b dopo 6 mesi, è stata registrata un’efficacia del vaccino del 91,3%. Tuttavia, sono stati registrati tassi di efficacia del vaccino relativamente bassi, pari al 48,2% e al 70,7%, per CVnCoV rispettivamente contro COVID-19 sintomatico e grave.

I risultati hanno inoltre indicato una risposta anticorpale dose-dipendente generale tra i destinatari del vaccino, con dosi più elevate che producono risposte immunitarie significative rispetto a dosi basse. Tutti i candidati che hanno ricevuto il vaccino mRNA hanno sviluppato una risposta immunitaria significativa. Altri ricercatori hanno riportato risposte immunitarie più elevate nei soggetti precedentemente infetti, il che supporta un effetto di tipo booster.

In conclusione in tutti i risultati riportati c’erano prove dell’efficacia del vaccino nel prevenire  COVID-19, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per valutare le dosi di richiamo e confermare che presentano reattività crociata con le varianti circolanti più diffuse che destano preoccupazione.

Limiti dello studio

Questo studio fornisce un aggiornamento sull’immunogenicità e sull’efficacia dei vaccini a base di acido nucleico sviluppati clinicamente contro COVID-19. Nonostante la sua robustezza, non è esente da alcune limitazioni. Innanzitutto sono stati inclusi solo studi clinici randomizzati controllati con placebo sui vaccini a base di acido nucleico (mRNA e DNA). Ciò limita il numero di vaccini presi in considerazione anche se sono stati parecchi i vaccini a DNA e mRNA approvati o in fase avanzata di sperimentazione clinica. I dati di alcuni gruppi placebo non erano disponibili, il che poneva difficoltà nell’effettuare confronti. Inoltre, c’erano differenze nei dosaggi, nei disegni degli studi, nelle dimensioni dei campioni e nelle vie di somministrazione, fattori importanti che influenzano le risposte immunitarie e l’efficacia dei vaccini e che hanno reso più difficile confrontare i vantaggi e gli svantaggi. Tuttavia, il presente studio fornisce informazioni sullo stato attuale dei vaccini di acido nucleico contro COVID-19.

Bibliografia

Karofi DH, Lawal N, Bello MB, et al. Immunogenicity and Protective Efficacy of Nucleic Acid-Based Vaccines Against COVID-19: A Systematic Review. Mol Biotechnol. 2023 Nov 25. doi: 10.1007/s12033-023-00965-y. (Systematic review)

Foto di copertina di Artem Podrez: https://www.pexels.com/it-it/foto/rosso-tecnologia-business-clinica-5878508/

Serve un ripasso delle lezioni apprese durante la pandemia?

Ecco il decalogo di Anthony Fauci, famoso virologo statunitense:

  1. Aspettarsi l’inaspettato
  2. Agire tempestivamente e rapidamente con interventi di sanità pubblica e sviluppo di contromisure
  3. La condivisione globale delle informazioni e la collaborazione sono essenziali
  4. Dovrebbero essere utilizzate le infrastrutture di sperimentazione clinica esistenti
  5. I precedenti progressi scientifici consentono un rapido sviluppo di contromisure
  6. Gli approcci prototipali e lo studio dei patogeni prioritari consentono la preparazione alla pandemia
  7. Aumentare l’attenzione all’interfaccia uomo/animale
  8. Le disuguaglianze sociali e sanitarie sistemiche di lunga data determinano disparità pandemiche
  9. La disinformazione e la teoria del complotto sono nemiche del controllo della pandemia
  10. Per il Covid-19 “Non è finita finché non è finita”.

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