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Un quadro rappresentativo degli adolescenti e le adolescenti. I risultati di una ricerca nel cuneese

Introduzione

La pandemia di COVID-19 ha provocato un’ondata di malessere generale nella popolazione, in particolare l’impatto più forte l’hanno subìto i cosiddetti gruppi “più vulnerabili”, tra cui i giovani, incastonati in una fase del ciclo vitale caratterizzata dalla incerta costruzione della propria identità, dalla faticosa ricerca di senso, dall’individuazione di un futuro possibile – tutti elementi che sono stati violentemente e repentinamente bloccati o capovolti in questi ultimi due anni, come ci dimostrano i risultati delle ultime ricerche.

Nel corso del 2021, a seguito della pandemia, l’Unicef 4 ha lanciato un vero e proprio allarme, registrando come, a livello globale, più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni conviva con un disturbo mentale diagnosticato e un diffuso aggravamento del disagio adolescenziale, sottolineando che gli effetti della pandemia sulla salute mentale di bambini e adolescenti sono più ingenti nelle famiglie socialmente ed economicamente deprivate.

In Italia, il Rapporto dell’ISTAT su benessere equo e sostenibile – BES del 2021, evidenzia che tra il 2020 e il 2021 molti indicatori di benessere peggiorano, invece che migliorare: tra i giovani tra i 14 e i 19 anni aumenta la percentuale di coloro che dichiarano insoddisfazione per la propria vita e si trovano in condizioni di scarso benessere psicologico

Ecco perché la Fondazione CRC – Cassa di Risparmio di Cuneo ha deciso di occuparsi del tema del benessere psico-fisico degli adolescenti e delle adolescenti, sostenendo il CCW – Cultural Welfare Center di Torino nell’avvio e realizzazione di una ricerca sul territorio volta a conoscere i bisogni dei giovani e valorizzare le risorse/strumenti di promozione della salute e di prevenzione attivate e attivabili, oltrepassando il classico focus degli studi sui percorsi di cura e trattamento per le patologie psicologiche e psichiatriche conclamate.

La ricerca ha esitato in un Report che fa una fotografia della situazione collettiva degli adolescenti e delle adolescenti cuneesi, che può aiutare a comprendere in generale i bisogni degli adolescenti italiani in questo momento, e la convergenza possibile di valori e prassi condivise tra competenze, settori, ambiti diversi (sanità, sociale, educazione, cultura).

 

Obiettivi e metodi della ricerca

Il Report contiene i risultati del percorso di ricerca realizzato nella prima metà del 2022 da CCW-Cultural Welfare Center, su sollecitazione della Fondazione CRC inerente il tema del benessere giovanile (target 12-18 anni) sul territorio cuneese, in particolare i bisogni emergenti, le risposte attivate e attivabili, gli attori in campo.

La ricerca/indagine qualitativa – svoltasi tra marzo e aprile 2022, in una fase di ripresa di varie attività dopo l’emergenza pandemica – ha rappresentato una vera e propria “campagna di ascolto” dei bisogni e dei disagi degli adolescenti, e delle risposte e delle difficoltà dei servizi/enti locali impegnati in progetti di prevenzione, cura, educazione, cultura a loro dedicati, con particolare attenzione all’impatto della pandemia sulla salute mentale dei giovani.

A tal fine, sono state realizzate 25 interviste e 2 focus group, che hanno coinvolto testimoni privilegiati provenienti dai settori sociosanitario-educativo- culturale, potenziali conoscitori del target in quanto particolarmente attivi nel territorio cuneese in attività con gli adolescenti, e che hanno consentito di delineare un ampio quadro conoscitivo della realtà locale.

Gli autori della ricerca sottolineano che la rilevazione diretta di bisogni, esigenze, criticità dei giovani presentava una serie di ostacoli che avrebbero rischiato di alterare le descrizioni, ad esempio lo stigma percepito soggettivamente rispetto al proprio malessere, la difficoltà di raccontare sensazioni non ancora giunti alla consapevolezza, ecc. Le informazioni sono perciò arrivate attraverso psicologi, medici, personale di assistenza e cura, educatori, grazie alle loro competenze di dialogo, comunicazione, relazione interpersonale e alla loro esperienza di ascolti diretti dei giovani.

 E’ stato così possibile realizzare una mappatura degli interventi e delle esperienze attive sul territorio, corredata dall’analisi delle criticità/potenzialità, e da approfondimenti volti a comprendere l’effettiva collaborazione concreta e la condivisione di obiettivi-approcci-strumenti delle progettualità multisettoriali di sanità, sociale, educazione (scuola) e cultura.

 

 

Risultati

Dal Report emerge che la percezione degli operatori del territorio cuneese intervistati è in linea con le evidenze registrate a livello nazionale e internazionale, che evidenziano elementi di crisi e difficoltà negli adolescenti, accelerati dagli effetti della pandemia. Chi lavora e vive a contatto stretto e quotidiano con i ragazzi e le ragazze ha visto un aumento di disturbi del comportamento alimentare, di attacchi di panico, di disturbi della regolazione emotiva, collegati a una crescente difficoltà relazionale – che in molti casi si è trasformata in un vero e proprio autoisolamento da ogni forma di socialità e reclusione volontaria presso la propria dimora (il fenomeno degli hikikomori).
In particolare sono gli operatori sanitari, neuropsichiatri e psicologi, a lanciare l’ “allarme” sulla gravità della situazione di disagio in età evolutiva, confermata dall’aumento delle richieste di accesso ai servizi dedicati e dei ricoveri nelle comunità terapeutiche. 
Gli intervistati del mondo sanitario sottolineano come i dati numerici riguardino prevalentemente i casi più gravi e conclamati, e non tengano probabilmente conto di quei giovani in difficoltà che non arrivano ai servizi, ad esempio per timore dello stigma – che spesso appartiene all’intero nucleo familiare e non solo al/la ragazzo/a.
Anche gli operatori degli altri settori quali sociale (consorzi, cooperative, volontariato), scuola, cultura, hanno espresso la preoccupazione per l’aumento del disagio giovanile e per la mancanza di strumenti adeguati ad affrontarlo.

 

 

(Figura 4, pag. 22 del Report “Essere adolescenti a Cuneo oggi”)

La fragilità dei giovani e il loro disagio multifattoriale vengono considerati come un riflesso del disorientamento degli adulti di riferimento, messi a dura prova dalla crisi generalizzata e dai cambiamenti necessari.

Tra gli operatori, molti richiamano l’attenzione alle grandi risorse creative e partecipative dei giovani, alle loro capacità di adattamento e resilienza, senza focalizzarsi sui soli aspetti problematici e patologici, per non rischiare un etichettamento (è una fragilità sociale e non individuale!).

Per quanto riguarda “lo stato di salute” dei servizi sociali e sanitari, è emersa una grande ricchezza di azioni a livello del territorio, pur se non configurate in un sistema integrato o a rete: progetti strutturati e attivi da molti anni sono affiancati da progetti puntiformi e temporanei, spesso non collegati tra di loro.

Gli operatori intervistati hanno individuato i cambiamenti necessari che potrebbero arginare il problema:
1. Modificare l’abitudine / cultura del lavorare in maniera individuale (ottica dei silos), coordinandosi con le realtà esterne
2. Affiancare l’attenzione agli eventi presenti, sperimentando iniziative nuove e concentrandosi sugli approcci partecipativi, accanto alla programmazione ordinaria per il futuro
3. Investire strategicamente in risorse economiche, a livello di personale umano e dell’intero sistema del welfare e ai servizi, sanità, cultura e scuola, valutandone l’impatto.

Questo tipo di analisi riguarda anche il settore educazione e il settore cultura.

Viene evidenziata una “storica” visione frammentaria e settoriale delle istituzioni culturali rispetto a problematiche, attori, azioni, ecc, ad eccezione di iniziative più ampie e coordinate, come ad esempio “Nati per leggere” che coinvolge biblioteche, servizi sanitari, scuole, e che riguarda però specificamente il mondo della prima infanzia. Gli operatori culturali hanno sottolineato la potenzialità e la valenza sociale di attività artistiche (teatrali, musicali, coreutiche, ecc) che sviluppano empowerment e spesso aiutano anche ad “agganciare” i ragazzi più fragili.

Per quanto riguarda la scuola, in particolare, viene evidenziato come questa abbia difficoltà a puntare su una reale autonomia dei ragazzi e promuovere benessere in senso ampio, spesso ingabbiata da programmi incentrati sulle performance didattiche e da vincoli normativi.

 

 

Conclusioni e prospettive

I risultati del Report sono coerenti con i dati regionali. In Piemonte i reparti/servizi di neuropsichiatria infantile registrano in questi ultimi anni un marcato aumento dei disagi psichici in preadolescenti/adolescenti, in particolare rispetto a tentativi di suicidio, autolesionismo, disturbi della condotta alimentare (DCA), abuso di sostanze, comportamenti dirompenti, breakdown. Ecco perché nell’estate del 2021 i neuropsichiatri infantili di Piemonte, Valle d Aosta e Liguria hanno parlato di “emergenza adolescenza”, e hanno diffuso un appello sotto forma di lettera aperta:<<In età preadolescenziale e adolescenziale registriamo una marcata sofferenza psichica testimoniata dalla crescita esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso, delle richieste di ricovero e di visita urgente, richieste che conducono alla necessità di dare risposte immediate, per contribuire al percorso di vita e di crescita dei ragazzi…>> …e aiutare l’intero nucleo familiare. La lettera aperta contiene proposte concrete a breve/medio termine in ambito preventivo e terapeutico (https://www.associazionetiare.org/wp-content/uploads/2021/04/LETTERA-APERTA-NPI-PIEMONTE_VALLE-DAOSTA_LIGURIA_18_04_2021.pdf).

 La Fondazione CRC vuole continuare a promuovere il benessere dei giovani, in particolare per il target 12 – 18 anni, attraverso azioni integrate di prevenzione e intercettazione precoce del disagio: a seguito della pubblicazione del Report “Essere adolescenti a Cuneo oggi” saranno selezionate cinque progettualità per l’intero territorio provinciale per una durata biennale (fino a giugno 2024), in cui i giovani saranno protagonisti sia in fase di progettazione sia in fase di attività.
Tra le azioni concrete, l’inaugurazione del Rondò dei Talenti a Cuneo (https://rondodeitalenti.it/progetto/),  a luglio 2022: “uno spazio aperto alla collettività e dedicato ai ragazzi, per la scoperta del loro talento e l’esplorazione del mondo, la conoscenza di sé e l’aumento delle competenze”. All’interno di questa struttura, il cui recupero di configura come un’operazione di rigenerazione urbana, vi sono vari spazi dedicati ai bambini e agli adolescenti, a disposizione delle associazioni che svolgono attività e laboratori ludico-culturali-educativi.

Il Report è scaricabile dal sito di CCW – Cultural Welfare Center, nella pagina dedicata al progetto: https://culturalwelfare.center/2022/07/30/5621/

 

 

Per questo articolo sono state usate foto del report più la foto di apertura di Tim Mossholder su Unsplash

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