Fiducia. La fiducia è un elemento, meglio un fattore essenziale per il ben-essere, la salute e la vita. La fiducia si costruisce e si rafforza con le life skill, il senso di auto-efficacia, la capacità di resilienza, l’autostima. Sono gli ingredienti base della promozione della salute (Glossario, 2021) per facilitare ed abilitare il cambiamento. Nella relazione di cura e nella prevenzione. L’educazione alla genitorialità responsiva, l’educazione socio-affettiva, la peer education, la formazione alle soft skill nel lavoro, la facilitazione di gruppi (es. gruppi di cammino), le medical humanities nella cura e nel fine vita… sono tutte metodologie che si nutrono e coltivano la fiducia reciproca tra cittadino/paziente e operatore esperto per ottenere un risultato di valore per il ben-essere, la salute e la cura. A livello individuale e di comunità con un’attenzione all’inclusione ed equità. Fattori che contrastano la sfiducia, l’ansia, la paura, la mancanza di rispetto, la violenza.
Glenn Laverack ritorna a collaborare con DoRS proponendo un commentary proprio sulla fiducia, dopo i diari da un’epidemia durante il periodo Covid-19. Laverack mette a fuoco una riflessione sulla fiducia e delinea un approccio per fasi per costruire fiducia anche quando il tempo a disposizione è poco ed è necessario (o urgente) avviare un intervento di promozione della salute. La fiducia deve essere guadagnata e non può essere imposta, sostiene Laverack. Senza la fiducia reciproca, non è possibile avviare un cambiamento veramente sentito, scelto, personalizzato, collettivo. L’approccio presentato è descritto per gruppi di persone destinatarie, ma in realtà è altrettanto valido nella relazione individuale inter-personale, come ci indica il counselling breve motivazionale.
Foto di Jonathan Klok su Unsplash