La clownterapia riduce l'ansia dei bambini ospedalizzati
 

Una recente review pubblicata su BMJ ha esaminato gli studi clinici di vari Paesi, rilevando che la clownterapia può aiutare i bambini e gli adolescenti ospedalizzati a gestire efficacemente sintomi da stress e può influire positivamente sull'adattamento psicologico alle procedure mediche.



In particolare, la presenza/attività dei clown è stata associata a:
- una riduzione dei sintomi ansiosi e un miglior adattamento psicologico
- una minor frequenza di stati d'animo come paura/preoccupazione e un aumento di emozioni positive prima di un intervento chirurgico
- un aumento della compliance rispetto alle procedure medico-ospedaliere
- una riduzione di fenomeni quali pianto e urla durante prelievi ematici e iniezioni
- una riduzione significativa della pressione sanguigna, della frequenza respiratoria e della temperatura (in bambini affetti da patologie respiratorie)


La review ha esaminato 24 studi clinici (randomizzati e non randomizzati) che valutavano l'effetto della presenza/attività dei clown sulla gestione dei sintomi di stress da parte di bambini e adolescenti (complessivamente 1.612 soggetti di età 2 - 18 anni) ricoverati per patologie acute o croniche; gli studi si svolgevano in vari contesti (Italia, Israele, Brasile, Portogallo, Canada, Colombia, Danimarca, Corea del sud, Spagna).


 Jaklevic MC. Hospital Clowns Ease Children’s Symptoms, Review Shows. JAMA. 2021;325(7):610–611. doi:10.1001/jama.2020.26433


Programma telefonico per migliorare il benessere mentale durante il lockdown

Uno studio clinico randomizzato ha coinvolto 240 persone adulte/anziane (età media: 65 anni) che da luglio a settembre 2020 hanno beneficiato di un servizio erogato da un ente privato texano: si trattava di un programma telefonico di 4 settimane basato sul supporto empatico per contrastare solitudine, depressione e ansia e, in generale, migliorare il benessere mentale, erogato da un'organizzazione di consegne a domicilio, specificamente rivolto alle persone che vivevano da sole e/o bloccate a casa dal lockdown. 
Lo studio ha rilevato che i sintomi depressivi e ansiosi e il senso di isolamento si erano ridotti rapidamente - nel gruppo sperimentale - grazie alle chiamate e all'ascolto empatico svolto dai giovani volontari (età compresa tra i 17 e 23 anni), formati ad hoc sulla comunicazione empatica; inoltre, gli autori promuovono un approccio "scalabile" (modulare) per attenzionare in maniera costante la salute mentale delle persone adulte/anziane in situazione di fragilità (es. che vivono da soli, che hanno impedimenti fisici, ecc), e indagare in maniera più approfondita l'effetto positivo clinico a livello di salute generale della riduzione dei sintomi ansioso-depressivi.


 


Kahlon MK, Aksan N, Aubrey R, et al. Effect of Layperson-Delivered, Empathy-Focused Program of Telephone Calls on Loneliness, Depression, and Anxiety Among Adults During the COVID-19 Pandemic: A Randomized Clinical Trial. JAMA Psychiatry. Published online February 23, 2021.


 


OMS: Guida illustrata per la gestione dello stress

"Fare ciò che conta nei momenti di stress: una guida illustrata" è una guida alla gestione dello stress per affrontare le avversità. La guida mira a fornire alle persone abilità pratiche per aiutare a far fronte allo stress. Pochi minuti ogni giorno sono sufficienti per praticare le tecniche di autoaiuto. La guida può essere utilizzata da sola o con gli esercizi audio di accompagnamento.


Le cause di stress possono essere molte: difficoltà personali (ad es. conflitti familiari, solitudine, difficoltà economiche, preoccupazioni per il futuro), problemi sul posto di lavoro (ad es. conflitti con i colleghi, lo svolgimento di lavori estremamente duri o insicuri, o un posto di lavoro precario) o altre importanti minacce (ad es. violenza, malattia, mancanza di opportunità economiche). La guida, disponibile in 13 lingue, è rivolta a chiunque soffra di stress, dai genitori, agli assistenti, agli operatori sanitari che lavorano in situazioni pericolose. Si rivolge sia alle persone che sono fuggite dalla guerra, perdendo tutto ciò che avevano, sia alle persone che vivono in contesti sicuri. Tutte le persone, indipendentemente da dove vivano, possono sperimentare alti livelli di stress. Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e degli studi effettuati, la guida fornisce informazioni e abilità pratiche per aiutare le persone a far fronte alle difficoltà. Certamente le cause di queste difficoltà devono essere affrontate, ma è anche necessario fornire alle persone un supporto per il benessere psicologico e mentale.


https://www.who.int/publications/i/item/9789240003927?fbclid=IwAR3Onc3GUBu04QNz9N6U-ioHSOIgeVVMLg8rKccYtr3mMzT6u6wIByv3yac


 


Uguaglianza di genere e salute nell'Unione Europea

Obiettivo del  report della Commissione Europea  è fornire una visione trasversale dei principali temi sanitari nell'UE da una prospettiva di genere, analizzando le questioni principali con un'attenzione specifica alle differenze tra donne e uomini. Il genere viene discusso a livello di salute mentale e fisica individuale e all'interno dei sistemi sanitari. Il rapporto presenta i dati e la letteratura attuali e delinea le aree principali per lo sviluppo delle politiche e le azioni. Vengono fornite pratiche illustrative sull'accesso ai servizi e sui servizi sanitari sensibili al genere. Viene fornita una panoramica sulle questioni di genere in tempo di pandemia da COVID-19. Riconoscendo l'importanza dei determinanti sociali, ambientali ed economici per la salute (WHO, 2019), le conclusioni e le raccomandazioni collocano i dati nel quadro più ampio delle politiche sociali e dell'equità di genere nella salute.


Donne e uomini devono affrontare rischi e malattie per la salute specifici del genere. Sebbene l'aspettativa di vita sia inferiore per gli uomini, il vantaggio delle donne non si traduce in anni più sani poiché le donne in Europa riferiscono uno stato di salute peggiore rispetto agli uomini e soffrono di un carico maggiore di condizioni non fatali e debilitanti. Le norme di genere influenzano lo stato di salute, nonché l'accesso ai dei servizi sanitari. Il primo è in parte dovuto a differenze biologiche, ma diversi fattori sociali sono anche alla base delle differenze di salute e certamente di accesso e assorbimento. Ad esempio, uomini e donne sono influenzati in modo diverso dai determinanti sociali della salute, con le donne particolarmente colpite da fattori socioeconomici e psicosociali sfavorevoli. Lo svantaggio di morbilità delle donne - e lo svantaggio di mortalità degli uomini - possono essere una conseguenza delle strutture sociali, delle tradizioni, della discriminazione, delle norme di genere e delle politiche che limitano l'accesso delle donne ai privilegi sociali e legati all'occupazione e alle risorse economiche. È anche più probabile che la tensione lavorativa familiare abbia un impatto sulla salute fisica e mentale delle donne. Le donne hanno maggiori probabilità di sperimentare la genitorialità single e di essere disoccupate o sottoccupate a causa delle responsabilità familiari e, soprattutto storicamente, di un accesso inferiore all'istruzione. Le disuguaglianze di genere nel campo della salute devono essere analizzate e affrontate per promuovere l'uguaglianza di genere e sostenere tutti gli europei a prosperare e raggiungere il loro pieno potenziale.


La strategia dell'Unione Europea per l'uguaglianza di genere 2020-2025 riconosce i rischi per la salute specifici al genere e, tra gli altri, prevede l'agevolazione di scambi regolari di buone pratiche tra gli Stati membri e le parti interessate sugli aspetti di genere della salute, inclusi i diritti sessuali e riproduttivi.


 European Commission. New visions for Gender Equality 2021 Luxembourg: Publications Office of the European Union 2021. ISBN 978-92-76-28109-2


 


 


 


Violenza del partner intimo (IPV) durante la pandemia: Politiche, strategie e raccomandazioni di contrasto

Durante la pandemia da Covid-19 si è registrato un notevole aumento di casi di violenza alle donne da parte del partner intimo (IPV). DoRS ha individuato e analizzato studi e revisioni che si sono occupate dell’argomento per ricavare strategie e raccomandazioni a contrasto del fenomeno.


Skills for health: Up- and re-skilling for a sustainable recovery

La “chiave di volta” per trasformare questo periodo di transizione in una ripresa sostenibile sono le nuove competenze per la vita che riguardano le politiche e la società. Per la sanità e il sociale sono centrali le competenze sulla health/digital literacy dentro una ri-organizzazione dei servizi orientati alla prossimità e al lavoro di rete nella comunità locale.


Riaprire le scuola in sicurezza durante la pandemia: una mappa di tutte le misure messe in atto

Le scuole, pur in mezzo a discussioni e controversie, sono ripartite. Hanno deciso di riaprire, tra mascherine, distanziamento fisico e tutte quelle misure necessarie per garantire la sicurezza innanzitutto. Ma quante  e quali sono queste misure a livello mondiale? Dors propone la sintesi di una revisione Cochrane che offre una panoramica esaustiva di tutte le misure scolastiche adottate e valutate. 


Non siamo tutti uguali: le disuguaglianze di salute in tempo di pandemia

La rete CHAIN - Centre for Global Health Inequalities Research - ha realizzato un’infografica che illustra gli ultimi dati sulla correlazione tra disuguaglianze di salute e pandemia di Covid-19 e spiega come possono essere utilizzati per guidare le scelte a livello sociale e politico, necessarie nella gestione dei prossimi mesi.


Dors ha curato la traduzione italiana dell'infografica “The COVID-19 pandemic and health inequalities: We are not all in it together” in collaborazione con EuroHealthNet, partner della rete CHAIN.


 


Effetti della pandemia di COVID-19 sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

Molti professionisti della salute mentale segnalano un aumento di situazioni di disagio riguardanti la popolazione, anche la fascia in età evolutiva, correlati alla situazione di pandemia di COVID-19 e delle misure restrittive adottate. Da più fonti arriva il monito ad agire tempestivamente ed efficacemente a vari livelli (politico, organizzativo, sanitario, educativo, sociale), e la messa a disposizione di risorse a supporto delle famiglie, in particolare quelle più vulnerabili.


Il benessere degli insegnanti in una scuola che Promuove Salute

Contributo rivolto agli Insegnanti e ai Dirigenti Scolastici, che per primi hanno vissuto (e vivono ancora) un periodo di incertezza e insoddisfazione professionale, e agli operatori sanitari, che con le scuole lavorano e hanno collaborato con costanza, con lo scopo di riflettere su modalità di sostegno innovative e alternative.


Eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro


Il Senato italiano ha ratificato, a gennaio 2021, la Convenzione 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, datata 21/06/2019, che concerne l’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. Il documento andrebbe considerato congiuntamente alla Raccomandazione 206 di pari data (https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---europe/---ro-geneva/---ilo-rome/documents/normativeinstrument/wcms_713418.pdf ).


Fra le motivazioni della Convenzione: tutela dei diritti umani, ripercussioni sulla salute e dignità delle persone, sostenibilità delle imprese.
Dopo avere riconosciuto che molestie e violenze di genere colpiscono donne e ragazze in maniera sproporzionata, il documento sottolinea l'importanza di intervenire sulle cause all’origine e sui fattori di rischio, fra i quali stereotipi di genere, forme di discriminazione, squilibri nei rapporti di potere.


Vaccinazione COVID-19 per persone con gravi malattie mentali

Le persone con gravi problemi di salute mentale e patologie psichiatriche hanno un rischio elevato di contagio e mortalità collegato al covid-19, pertanto bisognerebbe offrire loro un accesso prioritario alla vaccinazione.
Per questo gruppo di popolazione, inoltre, è necessario:
- riconoscere che si tratta di persone "vulnerabili"
- creare delle linee guida specifiche (con un taglio "etico", che ad esempio tenga conto degli atteggiamenti di questo tipo di persone rispetto al vaccino)
- valutare l'efficacia e la sicurezza dei vaccini e  le interazioni con i farmaci psicotropi
- predisporre un piano di vaccinazione efficiente (potenziali ostacoli vs soluzioni possibili)
- informare in maniera appropriata su benefici e rischi della vaccinazione


Fattori di rischio per i femminicidi

Il femminicidio è il risultato letale della violenza contro le donne ed è  un fenomeno mondiale. Nonostante l'incidenza di omicidi di donne e il fatto che un numero significativo di donne sia stato ucciso dal proprio partner o ex partner, ancora pochi studi sono stati condotti per identificare le vittime di fattori di rischio letali di femminicidio. In particolare, pochissimi studi hanno indagato i fattori di rischio fatali considerando la fascia di età delle vittime e nessuno studio ha confrontato i fattori di rischio fatali delle vittime per femminicidio considerando tre diversi gruppi di età, cioè donne adolescenti / giovani, adulte e anziane, effettuando uno studio d'archivio su un periodo di dieci anni di femminicidi in Italia al fine di valutare anche possibili cambiamenti nel tempo sulle uccisioni di donne.


Dal 2010 al 2019 si sono registrati 1207 casi di femminicidio in Italia, rilevando un trend decrescente significativo nel tempo delle percentuali di vittime annuali di femminicidio. Questa tendenza al ribasso sembra partire dal 2013, anno cruciale per l'Italia, in quanto quell’anno corrisponde sia al maggior numero di femminicidi registrato sia alla ratifica della Convenzione di Istanbul  in Italia. Sulla base dei risultati si può ipotizzare che il 2013 abbia rappresentato una pietra miliare per i movimenti e partiti governativi, politici e sociali italiani, dopo che la Legge n° 119/2013 e la Legge n° 69/2019 sono state introdotte dal Parlamento italiano. Anche se ad oggi non sono disponibili dati sull'efficacia di queste misure legislative in termini di prevenzione e riduzione dei tassi di femminicidio, la maggiore attenzione dei media e dei social media al femminicidio potrebbe aver sensibilizzato l'opinione pubblica, come sottolineato da un recente rapporto secondo il quale oltre il 90% degli italiani considera l'IPV  (Intimate Partner Violence) non accettabile.


Coerentemente con la letteratura internazionale, i riceratori hanno evidenziato come la maggior parte dei femminicidi delle donne (60,3%) siano stati perpetrati da un partner intimo. Inoltre, i risultati relativi alle caratteristiche delle vittime e degli autori e la loro relazione erano coerenti con i fattori di rischio noti nella ricerca internazionale. In considerazione di ciò, e tenuto conto che il femminicidio è trasversale a tutte le fasce d'età la ricerca ha indagato su un aspetto particolare e poco approfondito relativo al femminicidio, ovvero l'età delle vittime, al fine di valutare eventuali differenze di fasce d'età rispetto ai due principali fattori di rischio letali descritti in letteratura, che sono precedenti violenze subite e motivi del femminicidio.


Come previsto, i risultati hanno sottolineato l'esistenza di differenze significative tra i gruppi di età delle vittime. Indipendentemente dall'età delle vittime, tutti i tipi di comportamenti violenti considerati erano abbastanza diffusi nel  campione. Analogamente ad altri studi il tipo più comune di comportamenti violenti sperimentati dalle vittime erano i comportamenti di controllo, seguiti dallo stalking per le donne adulte e dalla violenza fisica per le vittime più anziane. In particolare, le donne adolescenti / giovani hanno riportato livelli più elevati di stalking e comportamenti di controllo subiti rispetto agli altri due gruppi di donne considerati. Questi risultati sembrano evidenziare e confermare che per le vittime giovani e adolescenti tali forme di controllo e comportamenti intrusivi sono fattori di rischio letali significativi. Per quanto riguarda il secondo fattore di rischio fatale indagato, ovvero i motivi del femminicidio, i risultati hanno confermato che tra le vittime adulte i principali motivi dell'uccisione delle donne erano la gelosia, l'incapacità di accettare la fine della relazione, i litigi e i conflitti indicando anche che, rispetto alle altre vittime, la presenza di tali motivi sembra aumentare significativamente il rischio di morte delle donne adulte. Diversamente, le donne anziane rispetto alle adolescenti / giovani e alle donne adulte avevano una probabilità significativamente maggiore di essere uccise a causa della malattia mentale e / o fisica della vittima e / o dell'autore.


Lo studio di tali aspetti potrebbe avere diverse implicazioni di prevenzione e intervento. I risultati, coerenti con altri studi, hanno sottolineato la necessità di sviluppare attività di prevenzione primaria e secondaria e la necessità di ulteriori studi sui fattori di rischio letali nei gruppi di età delle vittime. Ciò in termini di prevenzione primaria, significa la necessità di sviluppare strumenti di autovalutazione adeguati all'età e di valutarne l'efficacia in termini di accresciuta consapevolezza e riconoscimento dei rischi. Lo sviluppo di questi strumenti insieme ad altre attività di prevenzione primaria rivolte a bambini e adolescenti, volte a rifiutare la violenza e riconoscere comportamenti a rischio, dovrebbe portare al riconoscimento precoce di alcuni comportamenti sottovalutati e normalizzati spesso considerati semplicemente gesti d'amore.


La previsione della rivittimizzazione è diventata uno dei principali obiettivi di ricerca nell'area della violenza da partner intimo e, quindi, la comprensione dei fattori associati alla rivittimizzazione e all'evento fatale ha implicazioni cruciali, sia per i professionisti sia per le donne,  nell'aiutarle a massimizzare la loro capacità di adottare misure preventive. Inoltre, in termini di attività di prevenzione secondaria, la presenza di comportamenti di stalking e di controllo nelle adolescenti / giovani donne, potrebbe essere considerata come fattore di rischio significativo e letale per il femminicidio di questa fascia di età, portando così ad un'adeguata valutazione del rischio da parte dei professionisti e all’attivazione di protocolli mirati e rapidi di gestione del rischio.


Per quanto riguarda le motivazioni del femminicidio, i risultati hanno sottolineato l'esistenza di differenze significative tra adolescenti / giovani, donne adulte e anziane, sostenendo la necessità di ulteriori studi. In particolare, coerente con la letteratura internazionale, gelosie, litigi e conflitti e l'incapacità del perpetratore di accettare la fine della relazione sono tutti motivi che aumentano significativamente il rischio di violenza letale delle vittime adulte. La presenza della malattia fisica e mentale della vittima e / o dell'autore del reato è risultata essere un fattore di rischio letale significativo, aumentando le probabilità di femminicidio tra le vittime più anziane. Coerentemente con altri studi si possono ipotizzare che di fatto queste donne siano state spesso dimenticate nella ricerca sul femminicidio. Diverse possibili spiegazioni dei motivi del femminicidio tra le donne anziane potrebbero essere trovate sia nel contesto culturale sia in quello educativo poiché alcuni di questi femminicidi potrebbero essere il risultato fatale di una lunga storia di violenza mai riconosciuta né denunciata o, al contrario, potrebbero avere un effetto salvifico, “come soluzione al deterioramento delle situazioni di salute”, che sottolinea la possibile necessità di aumentare i livelli di sostegno sociale delle persone anziane e ridurre il loro senso di isolamento.


Lo studio presenta alcune limitazioni. Come nella maggior parte degli studi sul femminicidio, le informazioni sull'evento, la vittima, l'autore e la loro relazione sono state raccolte cercando e leggendo articoli di giornale online. Un altro possibile limite potrebbe essere rappresentato dall'assenza del cosiddetto "gruppo di controllo" o "donne maltrattate", per confrontare i fattori di rischio letali e non letali tra i gruppi. Nonostante queste  limitazioni, lo studio è il primo volto a indagare i fattori di rischio del femminicidio in diversi gruppi di età. Ulteriori studi dovrebbero indagare meglio i fattori di rischio letali e non letali per il femminicidio, considerando le differenze di fascia di età delle vittime e confrontando le donne vittime di abusi e le vittime di femminicidio, al fine di progettare, implementare e valutare l'efficacia dei programmi di prevenzione e intervento basati sull'età.


 Sorrentino A, Guida C, Cinquegrana V, Baldry AC. Femicide Fatal Risk Factors: A Last Decade Comparison between Italian Victims of Femicide by Age Groups. Int J Environ Res Public Health. 2020 Oct 29;17(21):7953


 


La chiave maledetta

Pippo era spensierato quella mattina di Ferragosto quando gli chiesero di andare al cantiere per recuperare un escavatore. Per entrare doveva aprire il nuovo cancello recuperando la chiave nascosta. Aprì senza sapere che il cancello non era ancora dotato di protezioni, e mentre lo spingeva, il cancello fuoriuscì dai binari rovesciandosi sopra il giovane e provocando la sua morte per schiacciamento.


Violenza di genere: Progetto Libere di Essere – A scuola

Il progetto, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è destinato alle scuole dell’infanzia, nelle prime classi della scuola primaria e nei centri di istruzione/educazione.


Sono luoghi fondamentali della vita dei bambini e delle bambine e uno dei principali contesti in cui si svolge la socializzazione di genere ed in cui si creano, si mantengono e si trasmettono comportamenti ed atteggiamenti stereotipati.


Il progetto ha sperimentato alcune azioni volte ad aumentare la consapevolezza sull’argomento nelle educatrici ed educatori, e negli/nelle insegnanti che quotidianamente sono in contatto con bambini e bambine della fascia di età 4- 7 anni.


Con questa linea di intervento D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) vuole promuovere attraverso i centri antiviolenza la diffusione di strumenti didattici per attività dedicate a una fascia di età importante e delicata per la costruzione della propria identità e delle relazioni con l’altro/altra.


Sono stati realizzati quattro video animati della durata di circa un minuto ciascuno, destinati a una fascia di età 4-7 anni. I video sono stati utilizzati per attività di sensibilizzazione in sedici città su tutto il territorio nazionale, con l’organizzazione di laboratori didattici. Questi erano rivolti a un gruppo ristretto di insegnanti, educatrici ed educatori, allo scopo di far conoscere gli strumenti pedagogici prodotti, sperimentarli, e per programmare attività in aula con bambini/e.


 


L'impatto della pandemia Covid-19 sull'aumento della violenza da parte del partner

Le organizzazioni internazionali hanno documentato un aumento delle segnalazioni di “Intimate Partner Violence” (IPV), ovvero la violenza perpetrata dal partner, durante l'attuale pandemia. Riflettendo sui fattori di rischio associati all'IPV e sulla necessità di fondo degli autori della violenza di esercitare il controllo sulle vittime, diventa sempre più importante capire come le attuali politiche di allontanamento sociale, autoisolamento e blocco possano accelerare episodi di IPV. Inoltre, l'accesso a servizi specializzati e assistenza sanitaria può essere compromesso e gli operatori sanitari devono affrontare nuove sfide e richieste imposte dalla pandemia durante la gestione dei casi di IPV. L’articolo inizia esaminando i principali fattori di rischio più comunemente associati all'IPV in letteratura. Procede riflettendo su come questi fattori di rischio possono essere esacerbati durante la pandemia Covid-19, il che può spiegare l'aumento del numero di segnalazioni. Infine, sottolinea le nuove sfide affrontate dagli operatori sanitari, mentre assistono le vittime di IPV durante la pandemia e fornisce possibili raccomandazioni sulle azioni da attuare durante e oltre la pandemia Covid-19 per prevenire tali casi.


 Moreira DN, Pinto da Costa M. The impact of the Covid-19 pandemic in the precipitation of intimate partner violence. Int J Law Psychiatry. 2020 Jul-Aug;71:101606.


 


Pandemia e salute mentale: l'aiuto della medicina narrativa

Ogni giorno nel mondo muoiono migliaia di persone a causa del COVID-19  e non sapremo mai veramente quante. Per questo, abbiamo anche il dovere di guardare oltre e documentare questo tempo nel modo più autentico e appropriato per chi verrà dopo. In tale direzione, la Medicina Narrativa, oltre che strumento clinico attuale, rappresenta anche la metodologia di ricerca qualitativa che potrebbe integrare i dati che stanno emergendo dalle analisi statistico quantitative svolte su popolazioni diverse circa la salute mentale durante la attuale pandemia.


Questa pandemia potrebbe darci un’occasione unica per confrontare parallelamente misure e vissuti attraverso le narrazioni di curanti e pazienti di diversi paesi del mondo e quindi anche su possibili fattori comuni del rapporto medico-paziente fino ad ora poco studiati.   


La Medicina Narrativa unita alla EBM potrebbe gettare luce su aspetti della nostra natura, della salute mentale e del rapporto tra questa e la depressione ancora non “scientificamente” considerati


(Articolo a cura di Ubaldo Sagripanti, Psichiatra, ASUR Marche DSM AV3)


 


Parlamento Europeo: Strategia per la parità di genere 2020-2025

Il Parlamento Europeo ha approvato il 21 gennaio 20121 la nuova strategia UE per la parità di genere.


La strategia per la parità di genere 2020-2025, presentata a marzo 2020 dalla Commissione Europea, traccia le azioni chiave per porre fine alle discriminazioni e alla violenza di genere, per garantire pari partecipazione e opportunità nel mercato lavorativo e il raggiungimento dell’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico. 


Dati recenti dimostrano che la pandemia di covid-19 e i periodi di confinamento hanno portato ad un aumento della violenza contro le donne, del divario di genere nei lavori assistenziali non retribuiti, nonché altri potenziali impatti a lungo termine sul lavoro retribuito e sui redditi delle donne.


Vengono chieste  misure vincolanti contro la violenze di genere. In particolare l’accesso a meccanismi sicuri ed efficaci per la denuncia e la risoluzione delle controversie, campagne informative, servizi di supporto per le donne vittime di violenza  e azioni di risarcimento.


La Commissione propone inoltre che nel 2021 vengano poste in atto misure per raggiungere gli obiettivi della Convenzione di Istanbul, nel caso non venga applicata da alcuni Stati membri. 


Per quanto attiene al mercato del lavoro, si chiede che gli stipendi e le condizioni lavorative siano uniformati fra donne e uomini.


I deputati sono poi profondamente preoccupati per il contraccolpo a sfavore dei diritti delle donne in alcuni Paesi UE, in particolare per il diritto all'aborto e l'accesso ad un'educazione sessuale completa in Polonia e per la riforma adottata in Ungheria che attacca i diritti della comunità transessuale e intersessuale. Il PE chiede che la situazione dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere sia continuamente monitorata, comprese le campagne di disinformazione e le iniziative regressive in tutti i Paesi UE, e che venga messo a punto un sistema di allarme che avvisi quando questi diritti vengono negati.


Impatto della pandemia COVID-19 sulla salute mentale di bambini e adolescenti

Da quando è stata annunciata la pandemia da COVID-19,si è registrato un cambiamento senza precedenti nel modo in cui ci organizziamo socialmente e nella nostra routine quotidiana. Anche i bambini e gli adolescenti sono stati fortemente influenzati dal brusco ritiro dalla scuola, dalla vita sociale e dalle attività all'aperto. Alcuni di loro hanno anche sperimentato una crescita della violenza domestica. Lo stress a cui sono sottoposti ha un impatto diretto sulla loro salute mentale a causa dell'aumento dell'ansia, dei cambiamenti nella loro dieta e nelle dinamiche scolastiche, paura o incapacità di ridimensionare il problema. Scopo dello studio  è di avviare una discussione sotto diversi aspetti e di allertare gli operatori della sanità pubblica e del governo sulla necessità di sorveglianza e cura di bambini e adolescenti, affinché pongano in essere interventi adeguati e tempestivi.


I ricercatori, ai fini della discussione, pongono in luce  i cambiamenti neurobiologici innescati dallo stress causato dalle diverse sfaccettature dell'epidemia di COVID-19, gli effetti dello stress  e ventilano la possibilità dell’innesco di disturbi psichiatrici come ansia e depressione. Si discute inoltre di neuroinfiammazione, delle diete, della plasticità cerebrale, del comportamento sociale e della salute pubblica


De Figueiredo CS, Sandre PC, Portugal LCL, Mázala-de-Oliveira T, da Silva Chagas L, Raony Í, Ferreira ES, Giestal-de-Araujo E, Dos Santos AA, Bomfim PO. COVID-19 pandemic impact on children and adolescents' mental health: Biological, environmental, and social factors. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry. 2021 Mar 2;106:110171.


Infortuni lavorativi da aggressioni nel personale sanitario

Per violenze sul luogo di lavoro si intendono gli eventi in cui i lavoratori sono minacciati, aggrediti o abusati in situazioni correlate al lavoro, e che comportano un rischio per la loro sicurezza, benessere o salute. Il settore dei servizi sanitari e sociali risulta tra quelli a maggior rischio. Nei setting sanitari, la violenza verso operatori è compiuta prevalentemente da pazienti o loro familiari (violenza di tipo II). I fattori di rischio sono classificabili in: organizzativi, caratteristiche dell’operatore (capacità comunicativa, esperienza) e caratteristiche di paziente e familiari (livello socioeconomico, storie pregresse di violenza). La reale dimensione del problema non è ben conosciuta, poiché molti episodi di violenza, soprattutto verbale e psicologica, ma anche fisica, non vengono denunciati dagli operatori.


Si è utilizzata la fonte INAIL degli infortuni sul lavoro denunciati e riconosciuti per provare a costruire degli indicatori di occorrenza e di impatto sulla salute.


 Attraverso un disegno di studio di tipo descrittivo e retrospettivo, si sono analizzati i dati del flusso corrente INAIL.


 Nell’interpretazione delle frequenze, va sempre tenuto conto dell’alto grado di sottonotifica di questi eventi, stimata in circa il 70%, sia tra i medici che tra gli infermieri (4). Le vittime temono conseguenze professionali negative, come essere considerate incapaci di adattarsi alle situazioni o di stabilire buone relazioni con il paziente (3). Sebbene tale sottonotifica riguardi verosimilmente episodi con danni lievi, è indicatore delle difficoltà organizzative a far emergere tali episodi e rappresenta una zona d’ombra conoscitiva determinante problemi di burnout oggi ancora non quantificabili.


 L’occorrenza del problema rappresenta un indicatore del rapporto di fiducia tra operatori sanitari e pazienti, oltre che un termometro sensibile dei fattori di rischio psicosociali e del burnout a cui la riorganizzazione dei servizi ha sottoposto negli ultimi anni medici e infermieri. Una percentuale minore di violenze su operatori sanitari, ma comunque allarmante, è compiuta da altri operatori.


 I dati epidemiologici sottolineano la necessità di intervenire sui fattori organizzativi, nonché di garantire il necessario supporto alle vittime da parte delle direzioni aziendali, spesso carente e concausa dell’alto livello di sottonotifica. Alla luce dell’evoluzione dell’offerta assistenziale verso il territorio, una particolare attenzione va rivolta ai setting extraospedalieri e agli operatori dedicati.










Mamo C, Penasso M, Quarta D. Infortuni lavorativi da aggressioni nel personale sanitario: dimensioni e trend del problema. Boll Epidemiol Naz 2020;1(2):15-21.





 





 


 


 


"I tuoi amici contano": colloquio di gruppo tra pari in adolescenza e violenza di genere

La ricerca sulla violenza di genere ha identificato come componente principale che porta alla violenza un processo di socializzazione dominante che associa l'attrattiva agli uomini che mostrano comportamenti e atteggiamenti violenti, mentre gli uomini egualitari e non violenti sono svuotati di attrattiva. Questo è noto come discorso dominante coercitivo. Partendo dall'evidenza che il gruppo dei pari è un contesto principale di socializzazione nell'adolescenza, sono stati raccolti dati quantitativi in sei classi di istruzione secondaria (adolescenti di 14-15 anni) per esplorare se il discorso coercitivo dominante è presente nelle interazioni sociali nel  gruppo dei pari e, in questol caso, come influenza i modelli di attrattiva e il comportamento sessuale-affettivo nell'adolescenza. Le analisi rivelano che il discorso dominante coercitivo è spesso riprodotto nelle interazioni del gruppo di pari, creando pressione di gruppo e spingendo alcune ragazze a relazioni violente. Vengono anche segnalate modalità di interazione alternative, che consentono una socializzazione che porta a più libertà, meno coercizione e relazioni più sane.


Racionero-Plaza, S.; Duque, E.; Padrós, M.; Molina Roldán, S. “Your Friends Do Matter”: Peer Group Talk in Adolescence and Gender Violence Victimization. Children 2021,8, 65


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Operatori sanitari e salute mentale durante la pandemia: fattori protettivi e interventi di supporto

La pandemia da coronavirus sta lasciando un segno profondo su medici, infermieri, operatori della sanità impegnati in prima linea, ma anche su coloro che lavorano in reparti no-Covid. Alcuni recentissimi studi hanno affrontato il problema delle conseguenze psicologiche e degli aiuti che possono essere offerti a questi operatori. DoRS offre una panoramica dei principali risultati emersi nella letteratura scientifica.


Pandemia e stranieri a Torino: il valore delle culture

La ripartenza della promozione della salute a Torino avviene con le comunità degli stranieri. Durante l'epidemia di Covid-19 le loro comunità sono state ritenute una risorsa inestimabile, perché utilizzano gli stessi linguaggi e sistemi simbolici. L'ASL e il progetto Rete Torino Plurale del Comune hanno interpellato e ascoltato le Associazioni per essere di supporto alla comprensione dei provvedimenti e alla loro adesione.


L’impatto della Brexit sui trattamenti di dati personali per scopi di ricerca scientifica.

Dal 1.1.2021 Gran Bretagna e Irlanda del Nord non fanno più parte dell’Unione Europea. Questo nuovo assetto ha riflessi anche per  i programmi di ricerca scientifica comune che necessitano di trattare dati personali. Fino alla fine di giugno 2021 varranno le regole precedenti alla Brexit e si auspica che questo arco di tempo  permetta di trovare un nuovo accordo specifico.


 


Buone pratiche cercasi: il programma Workplace Health Promotion di Regione Lombardia ha ottenuto il riconoscimento di Buona Pratica Trasferibile

Ottiene il riconoscimento di "buona pratica" il programma "Aziende che Promuovono Salute - Rete WHP Lombardia" che ha l'obiettivo generale promuovere cambiamenti organizzativi dei luoghi di lavoro e renderli ambienti favorevoli alla adozione consapevole ed alla diffusione di stili di vita salutari.


Associazione tra stress post-traumatico e sintomi depressivi con la mortalità nelle donne
 

Uno studio di coorte ha indagato se la compresenza di disturbo post traumatico da stress (PTSD) e correlati sintomi depressivi in pazienti donne è associata a un aumento del rischio di mortalità. A tale scopo, sono state "seguite" per 9 anni 51.602 donne affette da entrambe le condizioni, ed è emerso che il rischio di mortalità aumenta di 3.8 volte se confrontato con donne non esposte a traumi e senza sintomi depressivi. Anche un indice di massa corporea ridotto, la condizione di non fumatrice, un'attività motoria costante e lo status di coniugata sono state rilevate come caratteristiche associate a una riduzione del rischio di mortalità. Ne emerge l'utilità di promuovere/rinforzare i comportamenti e stili di vita "sani" per ridurre il rischio di mortalità in questa popolazione.


 Roberts A.L. et al,  Association of Posttraumatic Stress and Depressive Symptoms With Mortality in Women, JAMA Netw Open. December 2020;3(12)

 

Associazione fra supporto sociale durante l'adolescenza con depressione, ansia e ideazione suicidaria nei giovani adulti

Uno studio longitudinale di coorte, che ha coinvolto 1174 giovani tra i 19 e il 20 anni,ha evidenziato che il supporto sociale percepito è statisticamente e significativamente associato a una riduzione di problemi di salute mentale nel periodo di transizione dalla fase adolescenziale alla fase di giovane adulto, in particolare: riduzione di sintomi depressivi e ansiosi, riduzione di tentativi di suicidio al follow up di 1 anno, anche in situazioni di pregressi problemi psichiatrici durante l'adolescenza. Perciò, fornire e garantire supporto sociale agli adolescenti e ai giovani ha un ruolo importante nella prevenzione e gestione dei problemi di salute mentale. 


Scardera S. et al, Association of Social Support During Adolescence With Depression, Anxiety, and Suicidal Ideation in Young Adults, JAMA Netw Open. December 2020;3(12)


Revenge porn e violenza sulle donne

Fra le tante conseguenze negative della pandemia di Covid-19, le restrizioni alla libera circolazione delle persone hanno peggiorato ulteriormente le situazioni di violenza all’interno delle mura domestiche. Molte donne si sono ritrovate recluse in casa, in compagnia di uomini violenti, maltrattanti, senza alcuna possibilità di abbandonare l’abitazione. 


Il Centro Antiviolenza “Uscire dal Silenzio” di Settimo Torinese da dieci anni continua attraverso un’opera di volontariato a sostenere le donne vittime di violenza. Il Centro è nato nel 2011 come Associazione da un’idea della commissione di Pari Opportunità del Comune di Settimo, per aiutare le donne in situazioni di disagio e vittime di violenza.


L’Associazione continua a promuovere dal 2017 sul territorio i percorsi di crescita nelle scuole sugli stereotipi di genere. Laboratori rivolti alle classi seconde e quarte delle scuole primarie, con lo scopo di far riflettere i bambini e le bambine sui preconcetti legati al genere.


Tra le iniziative organizzate, vi è il progetto Calendario Maestre 2021. Il progetto è nato in collaborazione con un gruppo di insegnanti provenienti da tutta Italia. Dopo l’episodio della maestra vittima di revenge porn e di vittimizzazione secondaria da parte della dirigente scolastica e delle mamme dei propri alunni, le docenti hanno deciso di mettersi insieme per creare disegni volti a rappresentare la vita di una maestra nella sfera più intima e personale, proprio per contrapporsi all’idea che una maestra non possa avere una vita privata. Dall’idea è nato così un calendario la cui vendita andrà  a finanziare le iniziative del Centro antiviolenza.


 


 


 


 


 


Stereotipi di genere: una ricerca IPSOS

La ricerca, realizzata da Ipsos, indaga la percezione degli stereotipi di genere nelle opinioni e nei comportamenti degli adolescenti in Italia.


I risultati dell’indagine, condotta per conto di Save the Children su un campione di ragazzi tra i 14 e i 18 anni in Italia, sono stati diffusi il 24 novembre 2020.


Il 70% delle ragazze intervistate dichiara di aver subito molestie nei luoghi pubblici e apprezzamenti sessuali; al 64% di loro è capitato di sentirsi a disagio per commenti o avance da parte di un adulto di riferimento. Quasi un intervistato su 5 (18%) ha assistito a un episodio in cui un’amica è stata vittima di una forma di violenza In quasi un caso su dieci (9%) la paura ha impedito qualsiasi tipo di intervento.


Il  39% dei ragazzi e delle ragazze in Italia sono esposti online a contenuti che giustificano la violenza contro le donne, con una forbice che si allarga dal 31% dei maschi al 48% delle femmine. Tra le ragazze il 41% ha visto postare dai propri contatti social contenuti che l’hanno fatta sentire offesa e/o umiliata come donna (il 10% si è sentita maggiormente esposta durante il lockdown).


Il 15% degli adolescenti (il 21% tra i maschi e il 9% tra le ragazze) pensa che le vittime di violenza sessuale possano contribuire a provocarla con il loro modo di vestire e/o di comportarsi».


Rimane negli adolescenti (29%) la percezione che tutte le giovani sognino di sposarsi (lo pensa il 35% dei maschi a fronte del 23% delle ragazze) e che le ragazze debbano fare un figlio per sentirsi pienamente donne (ne è convinto il 17% dei ragazzi contro il 9% delle coetanee).


 


 



 


 


Covid 19 e servizi di salute mentale in Europa

L’area della salute mentale è direttamente interessata alla pandemia e alle sue conseguenze, per varie ragioni: 1. la pandemia ha innescato un lockdown planetario, con drammatiche ripercussioni socioeconomiche e quindi psico-sociali; 2. i servizi di salute mentale (SSM), che trattano per definizione una popolazione fragile dal punto di vista psichico, biologico e sociale, hanno una complessa trama organizzativa, ed era prevedibile che questa sarebbe stata coinvolta (o travolta) dalla pandemia; 3. gli SSM dovrebbero, almeno in teoria, poter contribuire a orientare le politiche di sanità pubblica laddove queste implicano una modificazione significativa dei comportamenti individuali.È stata operata una revisione narrativa delle pubblicazioni prodotte da ricercatori europei nel periodo febbraio-giugno 2020 e indicizzate su PubMed. In totale sono stati analizzati 34 lavori, che testimoniano dei profondi cambiamenti organizzativi, assistenziali e procedurali introdotti nei SSM a seguito di questo evento planetario eccezionale e in larga misura imprevisto. Tra le principali innovazioni registrate dappertutto va innanzitutto menzionata la fortissima spinta all’impiego di tecniche di telemedicina: queste tuttavia necessitano di un’adeguata valutazione critica, che ne metta in luce possibilità, limiti, vantaggi e svantaggi in luogo di frettolosi giudizi trionfalistici. Inoltre, va sottolineata l’esiguità di studi di tipo quantitativo condotti in questo periodo e l’assenza di studi volti per esempio a esplorare le conseguenze del prolungato e forzoso contatto faccia a faccia tra pazienti gravi e familiari a elevato indice di “emozioni espresse".


Serena Meloni, Giovanni de Girolamo, Roberta Rossi. COVID-19 e servizi di salute mentale in Europa. Epidemiologia e Prevenzione. Anno 44 (5-6) settembre-dicembre 2020


 


COVID-19 e salute mentale perinatale

L’Istituto Superiore di Sanità organizza e coordina lo studio “COVID-19 e salute mentale perinatale: impatto del COVID-19 sul vissuto e lo stato emotivo in epoca perinatale delle donne in contatto con i Consultori Familiari (CF)". Lo studio ha come obiettivo di raccogliere informazioni sull’impatto della pandemia sulla salute mentale delle donne in gravidanza o con un bimbo/a fino ai sei mesi di età, dar voce alla loro esperienza nei servizi del percorso nascita e ai loro bisogni di assistenza. Avviato nel mese di ottobre, lo studio mira a coinvolgere le utenti dei CF di 9 Aziende sanitarie collocate in 8 Regioni italiane. 


Le partecipanti compilano online la versione italiana del questionario Coronavirus Perinatal Experiences Impact Survey (COPE-IS) messo a punto negli USA nel marzo 2020 da un gruppo di esperti e adattato al contesto europeo. 


Violenza di genere tra i giovani: un efficace programma per un problema di salute pubblica

La violenza di genere tra i giovani è un problema di salute pubblica mondiale. I giovani sono sempre più esposti alla violenza nelle relazioni sessuali-affettive, sia stabili che sporadiche, e l'età delle vittime tende a diminuire. Questa esperienza di vita colpisce molti settori della vita dei giovani, come l'istruzione, le relazioni sociali e, in particolare, la loro salute fisica e mentale, con conseguenze che possono essere molto dannose a breve e lungo termine. Questa situazione ha dato origine a molti programmi antiviolenza per adolescenti e giovani, ma come hanno sottolineato alcune prestigiose organizzazioni mondiali, come l'American Psychological Association, molti di questi programmi non funzionano. Nell’articolo viene presentato un programma di socializzazione, preventiva della violenza di genere, rivolto agli adolescenti, che si è dimostrato efficace. Il programma era composto da sette interventi basati sull'impatto sociale delle prove sulla socializzazione preventiva della violenza di genere. È stato applicato a livello di gruppo in gruppi di adolescenti di 15-16 anni in tre scuole superiori a Barcellona. Gli interventi sono stati condotti nell'arco di un anno scolastico e hanno condiviso la caratteristica di discutere le prove della ricerca sulla socializzazione preventiva della violenza di genere con i giovani, attraverso il dialogo egualitario. Questi interventi hanno dimostrato di avere un effetto preventivo sugli adolescenti partecipanti, aumentando la loro coscienza critica riguardo a un discorso dominante coercitivo nella società che associa attrattiva e violenza, supportando la trasformazione dei loro ricordi di relazioni sessuali-affettive violente e fornendo strumenti per analizzare meglio le loro relazioni e quelle dei loro amici, sulla falsariga dell'identificazione della violenza di genere ed essere più preparati ad aiutare gli altri in questo senso. L’articolo descrive tutti gli interventi applicati.


Racionero-Plaza, Itxaso Tellado, Antonio Aguilera, Mar Prados. Gender violence among youth: an effective program of preventive socialization to address a public health problem[J]. AIMS Public Health, 2021, 8(1): 66-80. doi: 10.3934/publichealth.2021005

Sandra Racionero-Plaza, Itxaso Tellado, Antonio Aguilera, Mar Prados. Gender violence among youth: an effective program of preventive socialization to address a public health problem[J]. AIMS Public Health, 2021, 8(1): 66-80.


Vaccino Covid-19: tutto, o quasi, quello che c’è da sapere

Dal 27 di dicembre scorso, ha preso il via la campagna vaccinale contro la Covid-19, dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia. 


Dors, in qualità di centro di documentazione per la salute, raccoglie, aggiornando in modo costante la pagina, una serie di fonti informative accreditate e articoli divulgativi per conoscere i nuovi vaccini contro la Covid-19 e trovare le risposte alle domande più frequenti.


"UN Women": l'istituzione delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere
UN Women è l'organismo delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere e all'emancipazione delle donne. UN Women sostiene gli Stati membri delle Nazioni Unite mentre stabiliscono standard globali per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e collabora con i governi e la società civile per progettare leggi, politiche, programmi e servizi necessari per garantire che gli standard siano effettivamente implementati e vadano veramente a beneficio di donne e ragazze in tutto il mondo. Lavora a livello globale per rendere la visione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile una realtà per donne e ragazze e sostiene la partecipazione paritaria delle donne in tutti gli aspetti della vita, concentrandosi su quattro priorità strategiche: Le donne guidano, partecipano e traggono ugualmente vantaggio dai sistemi di governance Le donne hanno sicurezza del reddito, lavoro dignitoso e autonomia economica Tutte le donne e le ragazze vivono una vita libera da ogni forma di violenza Le donne e le ragazze contribuiscono e hanno una maggiore influenza nella costruzione di pace e resilienza sostenibili e traggono ugualmente vantaggio dalla prevenzione di disastri naturali e conflitti e dall'azione umanitaria UN Women coordina anche il lavoro del sistema delle Nazioni Unite nel promuovere l'uguaglianza di genere e in tutte le deliberazioni e gli accordi legati all'Agenda 2030.

 

L'uguaglianza di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma il suo raggiungimento ha enormi ramificazioni socioeconomiche. Dare potere alle donne alimenta economie fiorenti, stimolando la produttività e la crescita. Eppure le disuguaglianze di genere rimangono profondamente radicate in ogni società. Le donne non hanno accesso a un lavoro dignitoso e devono affrontare la segregazione professionale e il divario salariale di genere. Troppo spesso viene loro negato l'accesso all'istruzione di base e all'assistenza sanitaria. Le donne in tutte le parti del mondo subiscono violenza e discriminazione. Sono sottorappresentate nei processi decisionali politici ed economici. Nel corso di molti decenni, le Nazioni Unite hanno compiuto progressi significativi nel promuovere l'uguaglianza di genere, anche attraverso accordi storici come la Dichiarazione e Piattaforma d'azione di Pechino e la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW). Lavorando per l'empowerment e i diritti delle donne e delle ragazze a livello globale, i ruoli principali di UN Women sono: Supportare gli organismi intergovernativi, come la Commissione sulla condizione delle donne, nella formulazione di politiche, standard e norme globali. Aiutare gli Stati membri ad attuare questi standard, pronti a fornire un adeguato supporto tecnico e finanziario a quei paesi che lo richiedono, e creare partenariati efficaci con la società civile. Guidare e coordinare il lavoro del sistema delle Nazioni Unite sull'uguaglianza di genere, nonché promuovere la responsabilità, anche attraverso il monitoraggio regolare dei progressi a livello di sistema.

 

 

 


Lotta alla violenza di genere: un corso di formazione

ActionAid insieme a La Fabbrica (ente accreditato MIUR 170/2016) ha elaborato il corso di formazione online  “SDG 5 e il ruolo della scuola nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere”, che si inserisce nelle Linee guida nazionali del MIUR per l'attuazione del comma 16 della legge 107 del 2015 per la promozione dell'educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere


Secondo le parole di  Corinne Reier, school expert di Youth for Love “Il corso nasce dalle attività formative e laboratoriali di Youth for Love che stanno continuando con dei webinar con docenti e studenti, per fornire ai e le docenti, anche coloro che non partecipano al progetto specifico, efficaci strumenti pratici e teorici per decostruire gli stereotipi di genere e sviluppare abilità e competenze, in particolare quelle di cittadinanza attiva, per il rispetto delle pari opportunità per tutte e tutti, contrastando fenomeni di bullismo e ogni altra forma di violenza o discriminazione”.


Durante il processo di crescita vari stereotipi perpetrati nella nostra società legati al genere, alla condizione sociale, all’origine, all’orientamento sessuale, condizionano i comportamenti e sono spesso alla base di violenza e bullismo. La violenza di genere tra i/le adolescenti è un fenomeno complesso che si manifesta in molteplici forme e colpisce milioni di bambine e bambini, famiglie e comunità (dati UNESCO e UN Women). L’intera comunità educante gioca un ruolo chiave nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. In particolare le scuole hanno la responsabilità etica e legale di prevenire la violenza di genere ed educare al rispetto e alle differenze e di gestire adeguatamente gli episodi di violenza attraverso programmi educativi e procedure facilmente attuabili, in collaborazione con attori chiave del territorio.