Healing Garden - il giardino parlante

Il 12 aprile si è svolto a Torino il Convegno su “Healing Garden – il giardino parlante”, organizzato dall’Ospedale Mauriziano in collaborazione con una rete di partner locali tra cui DoRS Regione Piemonte. Il convegno è una tappa del progetto del Rito Laico del 2022 che si svolgerà il 4 luglio.


Quello che gli occhi non vedono

Edin lavorava in una fornace per la produzione di laterizi. Era addetto alla manutenzione della linea di trasporto che convogliava l’argilla al forno essiccatore. Un giorno la linea si era bloccata e Edin ha preso un utensile e un martello per far fuoriuscire dalla sede il cuscinetto. Ma durante i colpi uno sfrido metallico proveniente dal cuscinetto si è proiettato verso l’occhio sinistro, provocando una grave lesione al nervo ottico che ha fatto perdere a Edin l’uso del suo occhio sinistro.


Costruire un sistema attività fisica

A sostegno di processi e iniziative di advocacy per l’attività fisica, Dors ha curato la traduzione italiana del documento ‘Fair Play: Building a strong physical activity system for more active people’, pubblicato da World Health Organization a ottobre 2021.


Indagine ISTAT su discriminazione in ambito lavorativo per la persone LGBT+

l’Istat sta partecipando a un progetto, tutt'ora in corso, finanziato dal Fondo EU, in collaborazione con UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sul tema delle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ e le diversity policies attuate negli ambienti lavorativi dalle imprese.
Il progetto prevede 4 tipologie di indagine, riferite a imprese, stakeholder e differenti gruppi di popolazione LGBT+. 
L’indagine sul diversity management nelle imprese si è svolta a fine 2019 e i risultati sono stati pubblicati a novembre 2020.
Delle tre rilevazioni indirizzate alle persone LGBT+, la prima ha riguardato le persone in unione civile o già in unione, si è conclusa nel 2021: i risultati sono stati diffusi a marzo di quest’anno; le altre due indagini, dedicate rispettivamente alle persone LGBT+ che non sono in unione civile e non lo sono state in passato, e alle persone transgender, sono tuttora in corso di realizzazione.


 I risultati della prima indagine sono stati pubblicati sotto forma di Report, dal titolo:  DIVERSITÀ LGBT+ E AMBITO LAVORATIVO: UN QUADRO D’INSIEME


Contiene un'analisi delle statistiche su inclusione e diversità LGBT+ per gli anni 2019, 2020 e 2021, una versione sintetica è scaricabile al seguente LINK: https://unar.it/portale/documents/20125/0/REPORT+LGBT%2B_2019_2021.pdf/c4bcc94e-2758-53fe-d912-4d56192eef6c?t=1652787352872


UNA SINTESI DEI RISULTATI DEL REPORT:


Secondo i dati dell’“Indagine sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle "persone LGBT+ in unione civile o unite in passato” realizzata nel 2020-2021, il 26% delle persone che si dichiarano omosessuali o bisessuali afferma che il proprio orientamento sessuale ha rappresentato uno svantaggio nel corso della vita lavorativa in almeno uno dei tre ambiti considerati (retribuzione, avanzamenti di carriera, riconoscimento delle capacità professionali).


Il 12,6% non si è presentato a un colloquio di lavoro o non ha fatto domanda poiché pensava che l’ambiente lavorativo sarebbe stato ostile al suo orientamento sessuale. Questi dati sono riferibili solamente a una piccola parte della popolazione LGBT+ (le persone in unione civile o già in unione), il segmento più propenso a vivere il proprio orientamento sessuale in una dimensione pubblica.


Per quanto riguarda le diversity policies, nel 2019 solo il 5,1% delle imprese con almeno 50 dipendenti dell’Industria e dei Servizi ha adottato almeno una misura, non obbligatoria per legge, volta a favorire l’inclusione dei lavoratori LGBT+. La quota sale al 14,6% tra le imprese con almeno 500 dipendenti. Le misure più diffuse sono quelle destinate ai lavoratori transgender, in particolare la presenza di servizi igienici, spogliatoi, ecc. che consentano un utilizzo coerente con la propria identità di genere (3,3% delle imprese). 


Stakeholder e persone LGBT+ in unione civile o ex-unite, intervistate nell’ambito del progetto, ritengono fondamentale un cambiamento culturale: sostengono siano necessarie attività di formazione sulle tematiche LGBT+ dedicate a differenti attori (datori di lavoro, operatori sanitari, insegnanti, dipendenti pubblici, ecc.), ma soprattutto iniziative più generali di educazione, informazione e sensibilizzazione da realizzarsi anche nelle scuole.
Un ampio accordo viene espresso in favore di una legge nazionale contro l’omolesbobitransfobia, sui diritti per le famiglie LGBT+, tra cui il riconoscimento legale di entrambi i genitori per i figli di coppie omogenitoriali. Viene inoltre segnalata la carenza di leggi e iniziative a favore delle persone transgender, non binarie e intersessuali


 


Le sigarette contengono tabacco essiccato. Sì, ma non solo

Dieci o anche venti diversi ingredienti in ogni sigaretta. Per sapere quali sono si può consultare un sito che li riporta tutti. Non solo per le sigarette ma anche per sigari, tabacco da pipa, tabacco da rollare e sigarette elettroniche. Scopriamo che sono migliaia gli ingredienti utilizzati, con diverse funzioni.


La fragilità psichica di chi emigra da paesi in guerra è emergenza sanitaria

Il conflitto Russia Ucraina ripropone un tema noto: l'alto rischio di conseguenze sulla salute mentale dei tanti uomini, donne e bambini coinvolti e la necessità di garantire cure e supporto adeguati da parte dei paesi che li ospitano. Dati aggiornati e alcuni spunti di rilessione li offre una revisione sistematica del 2022. 


Impatto della pandemia di COVID-19 sulla salute mentale della popolazione LGBTQIA+

Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. DoRS, per l’occasione, ha preparato un articolo per indagare l’impatto della pandemia di COVID-19 sul benessere psicologico e sociale delle persone LGBTQIA+. La pandemia di COVID-19 e le strategie di contenimento della trasmissione del virus hanno comportato conseguenze potenzialmente negative in termini di benessere psicologico e sociale in tutta la popolazione, in particolare per le popolazioni vulnerabili, tra cui le persone LGBTQIA+, già gravate dal peso di condizioni sociali avverse o precarie e stigmatizzanti.


La violenza di genere e il ruolo del medico di famiglia

Più della metà delle donne vittime di femminicidio è uccisa dal proprio partner, che in quasi 8 casi su 10 abitava con la donna.

Sono dati della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha provato ad analizzare il fenomeno in Italia soffermandosi anche sul ruolo del medico, in particolare su quello dei medici di famiglia: dall’indagine è emerso infatti che molte donne avevano confidato solo a loro gli atteggiamenti vessatori subiti.


Nel percorso sanitario delle vittime di violenza un ruolo centrale e decisivo dovrebbe essere assunto dai medici di famiglia, in particolare nei piccoli centri, ai fini di individuare i segnali di rischio per la vita delle donne.


 


Il marketing delle sigarette elettroniche e del tabacco riscaldato.

Le sigarette elettroniche e il tabacco da riscaldare sono prodotti su cui le ditte di tabacco puntano per recuperare le fette di mercato perse e per conquistarne di nuove. Questi prodotti sono presentati come alternative meno dannose o addirittura non dannose rispetto alle sigarette tradizionali. Ma che cosa sappiamo veramente?


Associazione tra attività fisica e rischio di depressione

La revisione indaga l’associazione – in specifico il legame causa-effetto - tra l’attività fisica e il rischio di depressione in età adulta.


Sono stati inclusi 15 studi prospettici (o di coorte) che hanno coinvolto più di 2 milioni di persone, che hanno evidenziato un’associazione “curvilinea” inversa tra l’attività fisica e l’insorgenza della depressione, con un aumento del rischio nei casi di livelli di attività più bassi: gli adulti che seguivano le raccomandazioni inerenti l’attività fisica avevano un più basso rischio di depressione rispetto agli adulti che non svolgevano alcun tipo di movimento fisico, e il rischio si riduceva in maniera significativa anche con dosi di attività fisica relativamente basse.


Inoltre, una stima sulla prevalenza dell’ esposizione tra le coorti considerate ha consentito di dire che: se gli adulti meno attivi avessero adottato le raccomandazioni inerenti i livelli ottimali di attività fisica, si sarebbe potuto prevenire/evitare l’11,5% di casi di depressione.


 La review e meta-analisi sistematica conclude evidenziando i benefici significativi a livello di salute mentale derivanti dall’essere fisicamente attivi, anche con livelli di attività un po' ridotti rispetto alle raccomandazioni di sanità pubblica, ed esortando gli operatori a promuovere l’attività fisica per migliorare il benessere mentale.


Pearce M, Garcia L, Abbas A, et al. Association Between Physical Activity and Risk of DepressionA Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Psychiatry. Published online April 13, 2022.


Rapporto salute mentale

 


Il Rapporto rappresenta un’analisi a livello nazionale dei dati rilevati attraverso il Sistema Informativo per la Salute Mentale (SISM) riferiti all’anno 2020.


In sintesi:


Sono 728.338 le persone con problemi di salute mentale assistite dai servizi specialistici. I pazienti di sesso femminile sono il 53,6%.


La composizione per età: un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (69,0%). In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti al di sotto dei 25 anni mentre la più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni (46,8% in entrambi i sessi); le femmine presentano, rispetto ai maschi, una percentuale più elevata nella classe > 75 anni (6,7% nei maschi e 10,7% nelle femmine).


Nel 2020 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono 253.164, di cui il 91,8% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita.


Negli uomini le patologie maggiormente segnalate sono disturbi schizofrenici, ai disturbi di personalità, ai disturbi da abuso di sostanze e al ritardo mentale;


nelle donne disturbi affettivi, nevrotici e depressivi, in quest’ultimo caso il doppio rispetto agli uomini;


8.299.120 di prestazioni erogate nel 2020, il 79,6% in sede, 8,9% a domicilio;


pari a 10.594.206 le giornate di presenza presso strutture residenziali, 1.032.170 gli accessi alle strutture semiresidenziali;


84.491 le dimissioni dalle strutture psichiatriche ospedaliere pubbliche e private;


1.130.499 giornate di degenza;


al 13,5% le riammissioni non programmate entro 30 giorni nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, riammissioni non programmate a 7 giorni il 7,5%;


5.398 i trattamenti sanitari obbligatori nei SPDC, ovvero il 7,1% dei ricoveri nei reparti psichiatrici;


421.208 gli accessi in Pronto Soccorso, il 3,2% del totale degli accessi al pronto soccorso e il 53% esita in ricovero;


nel 2020 spesi 391 milioni di euro in assistenza convenzionata per antidepressivi, 77 milioni per antipsicotici, 3,6 milioni per Litio.


 


 


La durata dell’efficacia dei vaccini contro l’infezione da SARS-CoV-2 e la malattia da COVID-19: risultati di una metanalisi.

Obiettivo dello studio è stato verificare se l'efficacia del vaccino COVID-19 diminuisce nel tempo, questione fondamentale per informare la politica sui vaccini e la tempistica delle dosi di richiamo. L'efficacia del vaccino contro la malattia grave è rimasta elevata dopo 6 mesi, mentre è diminuita di circa 20-30 punti percentuali contro l'infezione e la malattia sintomatica.


Dossier natura, ambienti e salute

Raccolta ragionata di risorse autorevoli sui benefici della connessione con la natura nei contesti di vita a favore della salute mentale e del benessere, degli stili di vita attivi, dell’equità e dell’ambiente.


Newsletter Dors n.200

Pubblichiamo la newsletter Dors n.200! Ringraziamo tutti coloro che in questi anni ci stanno accompagnando e che seguono le pubblicazioni della nostra newsletter che ha ogni mese nuove segnalazioni di eventi, notizie, documenti, pubblicazioni, esperienze di qualità e buone pratiche in ambito di prevenzione e promozione della salute.


Comportamenti: non si cambia con la sola informazione

E' davvero  possibile cambiare il comportamento individuale o collettivo? Si possono influenzare le attitudini, le rappresentazioni e le norme sociali che sono ben radicate nelle persone e che rendono difficile modificare i comportamenti di salute? Come garantire il funzionamento dei programmi di prevenzione e promozione della salute ? Il Marketing sociale e la teoria dei nudge possono aumentare l'efficacia degli interventi sul cambiamento dei comportamenti.


 


Prima le signore! Percorsi di sensibilizzazione sulla salute delle donne

Progetto per promuovere percorsi di sensibilizzazione sulla salute delle donne tra le nuove generazioni. 


L’iniziativa, promossa dal Comune di Bologna - Unità Salute e Città Sana, si propone di avvicinare, senza paure e superstizioni, le studentesse e gli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado alla prevenzione del tumore al seno, attraverso incontri e performance teatrali.


La danza contro la depressione

Nel Bergamasco è andato in scena uno spettacolo per sensibilizzare sulle malattie mentali e il disagio ideato dalla scienziata Annamaria Cattaneo, responsabile del Laboratorio di Psichiatria Biologica dell’Istituto IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, e dalla coreografa bulgara Zvetomira Todorova.     


Sii è affrontato il tema della salute mentale attraverso il balletto classico e contemporaneo, in uno show che ha tratteggiato temi importanti quali la depressione in gravidanza e in adolescenza, il cyber bullismo e l'emarginazione. 


L’evento ha previsto una prima parte dedicata agli esperti del settore medico scientifico  che, dal palco, hanno approfondito le diverse aree di competenza.


Progettazione e attuazione di interventi per prevenire la violenza contro donne e ragazze. Cosa funziona?

La violenza intima del partner (IPV) ha un impatto ampio e duraturo sulla salute mentale delle donne, quindi una prevenzione efficace è fondamentale.


Una revisione di 96 valutazioni rigorose degli interventi per il loro impatto sulla violenza contro donne e ragazze (per lo più IPV) ha rilevato che diversi approcci di intervento erano efficaci.


Tuttavia, non tutte le valutazioni di un "approccio di successo" hanno mostrato successo nella riduzione dell'IPV.


Per capire cos'altro influisce sul successo, sono stati analizzati i resoconti dei professionisti e la documentazione della progettazione e dell'attuazione di diciassette interventi valutati nell'ambito di What Works to Prevent Violence against Women and Girls (VAWG). Sono state identificate alcune caratteristiche di tutti gli interventi di successo tra cui:


un intervento rigorosamente pianificato con una solida teoria del cambiamento (ToC), in sintonia con il contesto locale;


sostegno alle sopravvissute;


lavorare con donne e uomini;


disporre di personale e volontari sufficienti, ben selezionati, formati e supportati.


Quattro caratteristiche erano necessarie per il successo  per l'approccio di intervento:


attività di gruppo di genere e responsabilizzazione sociale e promozione di relazioni interpersonali positive;


metodi di apprendimento partecipativo, sottolineando l'empowerment, la riflessione critica e le capacità comunicative;


manuali di facile utilizzo attentamente progettati e seguiti sistematicamente;


quando si lavora con i bambini, avere un design adatto all'età con tempo per l'apprendimento e una pedagogia coinvolgente.


Questa analisi fornisce al campo della prevenzione dell'IPV informazioni critiche per migliorare l'impatto degli interventi di gruppo e di comunità nella prevenzione dell'IPV e, attraverso questo, rafforzare la salute mentale delle donne.


Jewkes R, Willan S, Heise L, Washington L, Shai N, Kerr-Wilson A, Gibbs A, Stern E, Christofides N. Elements of the Design and Implementation of Interventions to Prevent Violence against Women and Girls Associated with Success: Reflections from the What Works to Prevent Violence against Women and Girls? Global Programme. Int J Environ Res Public Health. 2021 Nov 19;18(22):12129.


Un altro passo dell’UE per migliorare la protezione dei lavoratori esposti a sostanze chimiche pericolose

Si definiscono reprotossiche le sostanze tossiche per la riproduzione, in grado cioè di avere un’influenza negativa sulla capacità di uomini e donne di riprodursi e di alterare lo sviluppo del bambino durante la gestazione e dopo la nascita.


Il 5 aprile 2022 è entrata in vigore la Direttiva (UE) 2022/431 con l’obiettivo di limitare l’esposizione dei lavoratori alle sostanze cancerogene, mutagene e, per la prima volta, alle sostanze reprotossiche.


I benefici psicologici e fisiologici delle arti

Il ruolo delle arti nella guarigione ha una lunga storia. Dai primi segni rupestri e dai rituali di performance di guarigione, le arti sono state utilizzate per rappresentare, comunicare ed elevare l'esperienza umana. In riconoscimento del potere delle arti di migliorare il benessere, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un rapporto sulle prove per le arti nel miglioramento della salute e del benessere (Fancourt e Finn, 2019). Inoltre, l'OMS ha lanciato ufficialmente il proprio programma artistico e sanitario, organizzando eventi, sostenendo la ricerca e sensibilizzando (Arti e Salute). 


 Nell’editoriale, gli studi sono stati organizzati con un'enfasi sui benefici della pratica artistica per gli individui e i gruppi in contesti specifici come scuole, musei, ospedali, strutture per l'assistenza agli anziani e centri comunitari. Sono presenti anche studi che combinano diverse forme di pratiche artistiche . La raccolta di studi afferma il valore delle arti nell'affrontare e comunicare i problemi di salute e nel migliorare la qualità della vita, rafforzando ulteriormente così la necessità di quadri nazionali, come quelli sviluppati nel Regno Unito (Arts for Health and Wellbeing) e in Australia (National Arts and Wellbeing, Health Framework), per migliorare il profilo delle arti e della salute e promuovere una migliore integrazione della pratica artistica tra strutture e agenzie. Data la gamma di metodi utilizzati, la raccolta offre anche importanti tabelle di marcia su come misurare l'impatto delle arti sul benessere e rafforza la necessità di dedicare fondi a ulteriori ricerche in questo settore.


Karkou V, Sajnani N, Orkibi H, Groarke JM, Czamanski-Cohen J, Panero ME, Drake J, Jola C, Baker FA. Editorial: The Psychological and Physiological Benefits of the Arts. Front Psychol. 2022 Mar 8


L'influenza della leadership e dell'empowerment sul burnout degli infermieri

Gli infermieri in burnout continuano ad aumentare con conseguenti impatti negativi sull'ambiente di lavoro infermieristico, sui risultati sui pazienti e sul mantenimento di infermieri qualificati. I leader infermieristici sono essenziali nello sviluppo e nella promozione di ambienti di lavoro positivi che mantengano una forza lavoro autorizzata e motivata. La ricerca indica che gli stili di leadership positivi e relazionali possono migliorare la soddisfazione sul lavoro, l'impegno organizzativo e la fidelizzazione degli infermieri riducendo contemporaneamente l'esaurimento emotivo e il burnout.


Hall VP, White KM, Morrison J. The Influence of Leadership Style and Nurse Empowerment on Burnout. Nurs Clin North Am. 2022 Mar;57(1):131-141.


Percezione della violenza di genere fra gli adolescenti spagnoli





Contesto: la violenza di genere tra gli adolescenti è un problema globale. Nel contesto della sanità pubblica, gli infermieri svolgono un ruolo importante.

 

Obiettivo: lo scopo di questo studio era determinare la consapevolezza, le informazioni e le convinzioni riguardo alla violenza di genere negli adolescenti e identificare i loro bisogni educativi.

 

Partecipanti e ambiente: sono stati utilizzati i dati di uno studio condotto dal Centro spagnolo per la ricerca sociologica e dall'Ufficio governativo per la violenza di genere nel 2013. Il campione conteneva 698 adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni.

Metodi: questa è un'analisi secondaria di un'indagine sui dati. Vengono seguite le linee guida per il rafforzamento della segnalazione degli studi osservazionali in epidemiologia. Sono state analizzate le variabili sociodemografiche e sette temi di interesse: disuguaglianza di genere, relazioni intime, definizione di abuso, identificazione di abuso, consapevolezza dei casi di abuso nelle donne e reti di supporto informali e formali.

 

 

Risultati: i risultati mostrano che gli adolescenti sono ben informati, sono consapevoli delle reti di supporto informali e formali, usano la parola "rispetto", identificano gli abusi e li considerano inaccettabili e ritengono che la copertura mediatica sia utile per dare visibilità alla violenza di genere. Non sono state riscontrate differenze significative di genere, classe sociale o istruzione e la loro idea di amore romantico rimane intatta.

 

Conclusioni: I ricercatori concludono che, in Spagna, la consapevolezza degli adolescenti sulla violenza di genere è fortemente influenzata da fattori ambientali e culturali. Interventi formali come l'educazione sanitaria fornita da professionisti infermieristici nelle scuole o dalla comunità più ampia possono avere un effetto positivo sulla salute degli adolescenti. Gli infermieri di assistenza primaria dovrebbero utilizzare questi risultati per supportare lo sviluppo di programmi di promozione della salute per i giovani adulti.

 

Rodríguez-Borrego MA, Rodríguez-Muñoz PM, López-Soto PJ, Carmona-Torres JM. Perceptions of Gender Violence in Spanish Adolescents. J Forensic Nurs. 2022 Apr 1.





 

 









Spazi verdi e blu e salute mentale: nuove prove e prospettive di azione

Una pubblicazione WHO contenente la descrizione e sintesi di due recenti review sistematiche che indagano quali caratteristiche e tipologie di spazi verdi e spazi blu urbani siano maggiormente efficaci nel promuovere/migliorare la salute mentale della popolazione. 


La prima review sistematica ha incluso 134 studi (55 studi trasversali/longitudinali, 67 studi sperimentali, 12 studi qualitativi, con vari tipi di target ad es. bambini, anziani, studenti, impiegati, popolazione generale, campioni clinici, studenti) e conferma in generale la correlazione positiva in termini di beneficio tra spazi verdi - progettati ad hoc e informali/spontanei - urbani e periferici  e la salute mentale, a breve e a lungo termine, in particolare per quel che riguarda la dimensione affettivo-emotiva, lo stress fisiologico, la percezione di benessere soggettivo. Questo risultato vale per qualsiasi tipo di verde (parchi, boschi, giardini, orti urbani, viali alberati, prati, ecc.): i confronti effettuati non permettono di individuare se un particolare tipo di spazio verde o specifiche caratteristiche degli spazi sono migliori di altri/e. Alcuni studi evidenziano che fattori quali l'accessibilità e l'esposizione/luminosità, le differenze geografiche/contestuali e individuali/gruppali potrebbero giustificare i risultati così eterogenei. D'altro canto, segnalano comunque che gli spazi verdi, di qualsiasi tipo essi siano, possono contribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere psico-fisico delle comunità cittadine, in particolare dei gruppi vulnerabili, contrastando contemporaneamente l'urbanizzazione crescente e i cambiamenti climatici. Gli autori incoraggiano a effettuare nuove ricerche per individuare e incrociare tipologie di bisogni e di target, e tipologia di spazio verde, per poter formulare della Raccomandazioni che orientino i programmi politici  (una progettazione evidence-based) e le prassi operative (specifici esiti di salute per specifici target).


La seconda review review ha incluso 25 studi (7 studi trasversali/longitudinali, 12 studi sperimentali e 6 studi qualitativi), di cui il più "vecchio" risale al 2013. Le categorie di spazi blu urbani studiati: l'ambiente costiero (sabbioso e roccioso), le acque interne (fiumi, laghi, stagni, canali, ma anche le lagune e i bacini di acque salmastre), l'ambiente marino (ad esempio la barriera corallina). 
Gli studi hanno rilevato effetti benefici degli spazi blu urbani, sia a livello di benessere generale, sia in particolare - come per gli spazi verdi urbani - a livello di stress fisiologico e stato affettivo-emotivo, anche a livello terapeutico. Per quanto riguarda le tipologie, è meno facile individuare delle evidenti associazioni positive tra salute mentale e acque interne, rispetto all'ambiente costiero. Tra le caratteristiche individuate: la prospettiva visiva "aperta", la fluidità dell'acqua, la percezione di sicurezza. 


 


 


 


Salute mentale e ambiente: riportare la natura nella vita delle persone

Il contatto con la natura può avere degli effetti positivi enormi sulla salute mentale delle persone, secondo un numero sempre maggiore di studi e ricerche. Di contro, il degrado ambientale, inclusi il cambiamento climatico e l'inquinamento, rappresentano una grave minaccia al nostro benessere e al nostro equilibrio emotivo. A partire da un documento preliminare  dell'Institute for European Environmental Policy - IEEP (Istituto europeo di politica ambientale) e dell' Institute for Global Health  - ISGlobal (Istituto per la Salute Mondiale) di Barcellona, questo Policy Brief fornisce Raccomandazioni di decision-makers che spingono a riflettere sui legami tra la salute mentale e la regolamentazione dello stato dell'ambiente naturale da parte dei programmi politici, in particolare nel contesto della crisi pandemica di COVID-19.


 


Prevenire la violenza contro le donne attraverso l'istruzione

Pubblicazione, a cura della Divisione Violenza contro le Donne del Consiglio d’ Europa, sul ruolo dell'istruzione formale e informale nella prevenzione della violenza contro le donne e della violenza domestica. Fa parte di una serie di approfondimenti di articoli della Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Offre una guida sull'attuazione dell'articolo 14 della Convenzione di Istanbul, che richiede agli Stati di includere - nei programmi di studio e per i gruppi di età che ritengono appropriati - materiale didattico su questioni quali la parità tra donne e uomini, ruoli di genere non stereotipati, rispetto reciproco, risoluzione non violenta dei conflitti nelle relazioni interpersonali, violenza di genere contro le donne e diritto all'integrità personale. Sulla base di promettenti pratiche educative nazionali, offre idee a responsabili politici, professionisti dell'istruzione, operatori giovanili e altri professionisti su come incoraggiare le generazioni più giovani a difendere l'uguaglianza di genere e aiutare a contrastare la violenza contro le donne.


Esamina le iniziative intraprese dalle strutture educative informali (sportive, culturali e ricreative) per promuovere tali principi e discute argomenti chiave come il coinvolgimento di ragazzi e uomini come partner nella lotta alla violenza contro donne e ragazze, l'importanza dell'alfabetizzazione digitale e delle iniziative educative guidate da ONG.


Il documento si conclude con un elenco di controllo che dovrebbe aiutare nella progettazione e nell'attuazione di misure legislative, politiche e pratiche per attuare l'articolo 14.


Garantire la non discriminazione nella risposta alla violenza contro le donne

Pubblicazione che spiega come garantire l'attuazione non discriminatoria delle misure contro la violenza contro le donne e la violenza domestica, sulla base della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Offre una guida sull'attuazione dell'articolo 4, paragrafo 3, che richiede che tutte le misure, in particolare quelle a tutela dei diritti delle vittime, siano garantite senza discriminazioni per nessun motivo. Questa disposizione si basa sulla comprensione che le donne che sono o potrebbero essere a rischio di discriminazione intersezionale come le donne con disabilità, le donne anziane, le donne appartenenti a minoranze nazionali o etniche, o le donne lesbiche, bisessuali, transgender e intersessuali (LBTI) possono affrontare ulteriori ostacoli all'accesso alla protezione, al sostegno e alla giustizia.


Sulla base di promettenti legislazioni, politiche e pratiche nazionali, offre idee ai responsabili politici e ai professionisti della giustizia, delle forze dell'ordine, dei settori psicosociali, medici e di altri settori pertinenti su come rispondere in modo adeguato alla violenza di genere contro le donne al fine di ridurre le barriere nella ricerca di aiuto, sostegno e giustizia. Il documento mette al centro la partecipazione delle donne alla progettazione e all'attuazione di tali misure, al fine di catturare le loro esperienze e contribuire alla loro responsabilizzazione.


Il documento si conclude con un elenco di controllo che dovrebbe aiutare nella progettazione e nell'attuazione delle misure legislative, politiche e pratiche per attuare l'articolo 4, paragrafo 3.


Salute mentale, i dati 2020 sui pazienti e sui servizi di assistenza

Sono 728.338 le persone con problemi di salute mentale assistite dai servizi specialistici nel corso del 2020. I pazienti di sesso femminile sono il 53,6%.


La composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (69,0%). In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti al di sotto dei 25 anni mentre la più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni (46,8% in entrambi i sessi); le femmine presentano, rispetto ai maschi, una percentuale più elevata nella classe > 75 anni (6,7% nei maschi e 10,7% nelle femmine).


Nel 2020 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono 253.164, di cui il 91,8% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita.


Questi alcuni dati contenuti nel Rapporto sulla salute mentale 2020, rilevazione, istituita dal decreto del Ministro della salute 15 ottobre 2010, e che costituisce, a livello nazionale, la più ricca fonte di informazioni sugli interventi sanitari e socio-sanitari dell’assistenza alle persone adulte con problemi di salute mentale e alle loro famiglie. (Fonte Ministero della Salute)


Conoscere per decidere. L’attuazione del Piano Nazionale sulla violenza di genere contro le donne attraverso i dati

Il 23 marzo, si è svolto, in modalità virtuale organizzato dall'ISTAT, il convegno scientifico dal titolo “Conoscere per decidere. L’attuazione del Piano Nazionale sulla violenza di genere contro le donne attraverso i dati”.


 L’evento è stato  l’occasione per presentare i principali esiti dell’Accordo di collaborazione tra l’Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità, siglato nel 2017, con la finalità di costruire il sistema integrato di raccolta ed elaborazione dati, previsto dal Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.


 Nel corso dell’incontro, alla presenza di relatori istituzionali, esperti ed esponenti del mondo delle associazioni, è stato illustrato lo stato dell’arte della misurazione della violenza contro le donne.


Vivere con la sclerosi multipla

Il libro descrive un progetto di ricerca e di intervento psicologico per persone che hanno ricevuto una diagnosi di sclerosi multipla da meno di tre anni e che hanno un livello di disabilità lieve e medio.


Un dito fortunato

Valentina ha 20 anni, lavora in un'azienda di stampaggio materie plastiche durante il giorno mentre la sera studia, fra qualche anno vorrebbe cambiare lavoro.


Nuovo portale e secondo rapporto CIIP su infortuni e malattie professionali

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP), ha pubblicato il secondo rapporto su infortuni e malattie professionali avvenuti in Italia nel 2010-2020.


La Dichiarazione di Girona

Il 15 e 16 giugno 2021 si è svolta in modalità on line l’11esima Conferenza Europea sulla Promozione della Salute, promossa da IUHPE – International Unit for Health promotion and Education: dalle riflessioni e dal confronto tra i partecipanti è scaturita la Dichiarazione di Girona, tradotto in italiano da Dors.


Associazione fra interventi musicali e qualità della vita correlata alla salute

 Gli autori si chiedono se gli interventi musicali (ascolto e produzione musica) producono dei cambiamenti positivi a livello di qualità di vita associata allo stato di salute.


La review e metanalisi sistematica di 26 studi ha coinvolto 779 persone, per le quali gli interventi che utilizzavano la musica erano associati a cambiamenti statisticamente e clinicamente significativi attraverso rilevazioni pre e post intervento, sia quando gli interventi musicali affiancavano il trattamento principale sia quando rappresentavano la terapia principale. 


Questi risultati confermano le conclusioni di precedenti review.


 McCrary JM, Altenmüller E, Kretschmer C, Scholz DS. Association of Music Interventions With Health-Related Quality of Life: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Netw Open. 2022;5(3)


Interventi psicologici "task-shared" per la depressione: revisione con metanalisi

 Gli autori si chiedono quali siano gli esiti e i fattori moderatori a livello di depressione che possono essere associati a interventi psicologici denominati "task-shared", cioè effettuati da operatori non professionisti, nei Paesi a medio e basso reddito. I risultati evidenziano che questo tipo di interventi è associato in maniera significativa a una ampia riduzione - anche a livello di gravità - della sintomatologia depressiva, e a un aumento della capacità reattiva e della possibilità di remissione. Viene perciò consigliato l'utilizzo di questo tipo di interventi, con l'accortezza dell'adattamento in base alle caratteristiche individuali.


Karyotaki E, Araya R, Kessler RC, et al. Association of Task-Shared Psychological Interventions With Depression Outcomes in Low- and Middle-Income Countries: A Systematic Review and Individual Patient Data Meta-analysis. JAMA Psychiatry. Published online March 23, 2022.


Le attività di Dors 2021 e il programma di lavoro 2022

Il gruppo di lavoro Dors pubblica una sintesi del lavoro svolto nel 2021 nel secondo difficile anno di pandemia, e il proprio piano di lavoro 2022 per rilanciare le attività di sostegno ai servizi di prevenzione e promozione della salute.


Giornata mondiale dell'attività fisica. I materiali per l’edizione 2022

Un poster, un decalogo e un kit per le iniziative di advocacy sono i prodotti che Dors mette a disposizione per celebrare questo evento e continuare a investire nella promozione dell’attività fisica.


La nascita delle Monografie IARC nel racconto di Benedetto Terracini

Il Prof. Benedetto Terracini, figura di spicco e padre dell'epidemiologia italiana, ha vissuto in prima persona la nascita delle Monografie IARC. Nell'ambito del Master di epidemiologia di Torino ha tenuto una lezione dal titolo: Half a century since the first IARC Monograph on carcinogenic hazards: the recollection of a member of the Working Group. Riportiamo una sintesi degli argomenti trattati.


Qual è la relazione tra smart working e benessere del lavoratore?

Lo smart working è una strategia di lavoro flessibile che può essere efficace sul benessere dei lavoratori quanto più i responsabili delle risorse umane si impegnano a coinvolgere e supportare i dipendenti proteggendoli dai periodi di criticità dovuti al cambiamento organizzativo.


Sostanze perfluoroalchiliche (PFAS): la preoccupazione è giustificata

Negli ultimi anni i PFAS e i loro derivati hanno destato preoccupazione per il loro effetto negativo sull’ambiente e sulla salute. 


Proviamo a fare il punto su cosa sappiamo e su cosa si sta facendo per limitarne la produzione e l’utilizzo.


La prevenzione degli episodi di violenza sulle lavoratrici della sanità

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2021 è stato organizzato, sotto l'egida del Ministero della Salute, il convegno “La prevenzione degli episodi di violenza sulle lavoratrici della sanità” che ha visto la partecipazione delle principali Federazioni degli ordini professionali.


Si è parlato del fenomeno della violenza sulle operatrici sanitarie sulla base dei dati Inail, dello stato dell’arte della legge 14 agosto 2020 n. 113 e delle azioni di prevenzione degli episodi di violenza sulle donne.


Adulti con depressione: interventi per migliorare i risultati in termini di recovery

 


I fattori socio-economici sono associati a un aumento della prevalenza della depressione, ma poco si sa della loro associazione con la prognosi - legame che potrebbe aiutare a migliorare la gestione clinica di questo disturbo.


Perciò, la Review sistematica indaga l'esistenza di una associazione/correlazione tra i fattori socio-economici e gli esiti degli interventi terapeutici per la depressione.


Sono stati inclusi 9 studi che hanno coinvolto 4.864 partecipanti con svantaggio socio-economico per condizione lavorativa e abitativa, rilevando una prognosi peggiore - a prescindere dal tipo di trattamento e nonostante gli adeguamenti/aggiustamenti terapeutici in base ai fattori prognostici. Poco significativa, invece, la correlazione con il livello di istruzione e le difficoltà economiche.


Ne deriva che le informazioni sullo stato occupazionale e sulla situazione abitativa delle persone affette da depressione può orientare il trattamento e facilitare il ricorso a un supporto di tipo professionale; inoltre, approcciare i bisogni legati alla casa e al lavoro può aiutare i pazienti a impegnarsi maggiormente all'interno di un percorso terapeutico e a raggiungere risultati migliori in termini di recovery.


Buckman JEJ, Saunders R, Stott J, et al. Socioeconomic Indicators of Treatment Prognosis for Adults With Depression: A Systematic Review and Individual Patient Data Meta-analysis. JAMA Psychiatry. Published online March 09, 2022. doi:10.1001/jamapsychiatry.2022.0100


Rimuovere gli ostacoli nell'accesso ai servizi per migliorare la salute mentale materno-infantile

Durante la pandemia di COVID-19 lo stress psicologico del periodo perinatale è aumentato. Una revisione sistematica (81 studi, 132.917 partecipanti comprendenti donne incinte o che avevano appena partorito) ha evidenziato l'aumento della prevalenza del disturbo ansioso-depressivo dal 20 al 64% durante la pandemia (Iyengar  U, Jaiprakash  B, Haitsuka  H, Kim  S, 2021). Uno studio statunitense trasversale su larga scala ha confermato questi risultati, rilevando livelli clinici di depressione al 36% nelle donne nel periodo perinatale (in gravidanza o con un bimbo fino a 6 mesi: fonte ISS-Epidentro), più elevati rispetto alla prevalenza stimata pre-pandemia dall'11 al 17%. I cambiamenti inerenti la cura/assistenza pre e perinatale, conclusa la mancanza di supporto durante il parto e nella successiva fase di recupero, possono aver contribuito ad aumentare la percezione dello stress. Le donne che hanno partorito durante la pandemia hanno reagito al parto/nascita con una risposta elevata ad uno stress acuto, correlata all'aumento di sintomi da disturbo post traumatico da stress e problemi riguardanti l'allattamento e l'attaccamento (sviluppo del legame, emotivamente significativo, con la figura principale di accudimento: teoria di Bowlby, 1983).


L'articolo esamina le possibili conseguenze sulla salute mentale delle donne e lo sviluppo del bebè durante il periodo perinatale, ed evidenzia le disuguaglianze provocate da "barriere strutturali" (quali, ad esempio, la ridotta accessibilità ai servizi da parte di donne con status socio-economico svantaggiato o appartenenti a minoranze etniche e linguistiche) da eliminare per ridurre lo stress psicologico delle neo mamme e migliorare la salute mentale materno-infantile.


Shuffrey LC, Thomason ME, Brito NH. Improving Perinatal Maternal Mental Health Starts With Addressing Structural Inequities. JAMA Psychiatry. Published online March 09, 2022. doi:10.1001/jamapsychiatry.2022.0097


Salute mentale dei giovani LGBTQ durante il COVID-19

Sebbene siano riconosciuti gli impatti negativi del COVID-19 sulla salute mentale globale dei giovani e dei giovani adulti, è stata prestata meno attenzione ai giovani LGBTQ, una popolazione storicamente trascurata nell'assistenza sanitaria, nelle politiche e nella ricerca, nonostante l'evidenza di elevati bisogni di salute mentale insoddisfatti. Sfortunatamente, è probabile che la pandemia abbia effetti negativi di vasta portata sulla salute e sul benessere delle persone LGBTQ.


Prima del COVID-19, i giovani LGBTQ sopportavano un carico sproporzionato di problemi di salute mentale, con la loro identità sessuale e di genere come fattori di rischio per vittimizzazione, traumi, discriminazione e abusi. Inoltre, i giovani LGBTQ, in particolare i giovani non binari e transgender, sono a rischio più elevato di depressione, suicidio, uso di sostanze e ansia. Le misure di controllo del COVID-19, come blocchi, lavoro da casa, chiusura delle scuole e apprendimento a distanza, potrebbero aver esacerbato questi disturbi mentali. Sebbene le conoscenze sull'impatto a lungo termine del COVID-19 sulla salute mentale dei giovani LGBTQ siano ancora in evoluzione, la ricerca preliminare suggerisce che i giovani LGBTQ siano colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia. Inoltre, i giovani LGBTQ che vivono in case senza supporto sono vulnerabili agli abusi, non si sentono sicuri di esprimersi o sono tagliati fuori dai coetanei. Dall'inizio della pandemia di COVID-19, oltre il 50% dei giovani delle minoranze sessuali e di genere negli Stati Uniti ha segnalato un aumento di ansia o sintomi depressivi. I fattori che possono determinare tali risultati sono l'isolamento dai sistemi di supporto, l'assenza di supporto familiare e le interruzioni dei servizi sanitari. La mancanza di sostegno familiare è particolarmente allarmante dato che i giovani LGBTQ che subiscono il rifiuto dei genitori sono a maggior rischio di suicidio e depressione. Sebbene si sappia meno sui giovani transgender, la ricerca prima di COVID-19 suggerisce che i giovani transgender sperimentino tassi più elevati di rifiuto dei genitori rispetto ai giovani cisgender.


 Inoltre, i giovani con identità intersezionali, come i neri, gli indigeni e le persone di colore (BIPOC), le persone con uno status socioeconomico basso e i giovani LGBTQ senza fissa dimora, sono particolarmente vulnerabili durante la pandemia. Anche i giovani LGBTQ BIPOC e con uno status socioeconomico basso possono avere accesso ridotto ai servizi a causa delle barriere risultanti dalla combinazione della loro identità sessuale e di genere, etnia e status socioeconomico.  È quindi urgente affrontare il bilancio sproporzionato di COVID-19 sui giovani LGBTQ.


 Fondamentalmente, la pandemia ha interrotto i servizi di salute mentale in un momento in cui la necessità di tali servizi è aumentata, con i giovani e i servizi scolastici particolarmente colpiti.


Operatori sanitari, ricercatori, insegnanti, responsabili politici e membri della comunità hanno tutti un ruolo nel sostenere la salute mentale dei giovani LGBTQ. In primo luogo, gli operatori sanitari hanno bisogno di una formazione sulle cure e sui problemi unici che i giovani LGBTQ potrebbero dover affrontare a causa dell'impatto della pandemia di COVID-19. La formazione dovrebbe essere intersezionale e includere argomenti come lo sviluppo dell'identità, un linguaggio non stigmatizzante e le preoccupazioni e le esigenze specifiche dei giovani LGBTQ. Gli operatori sanitari dovrebbero continuare a fornire servizi di telemedicina riservati ai giovani che non hanno accesso ai servizi di persona pur riconoscendo i potenziali problemi di privacy per i giovani che vivono in ambienti non sicuri o scomodi. In secondo luogo, i dirigenti scolastici e gli amministratori devono fornire e promuovere spazi sicuri e inclusivi per i giovani LGBTQ quando tornano a scuola, inclusa la fornitura di salute mentale di persona e di servizi online. In terzo luogo, le politiche e gli interventi basati sull'evidenza dovrebbero includere il linguaggio e le questioni specifiche per LGBTQ e aumentare l'accesso ai servizi convenienti e affermativi. È anche essenziale affrontare le barriere strutturali, comprese le istituzioni e le politiche prevenute e discriminatorie. 


Infine, nella ricerca sanitaria continua a persistere un divario di conoscenze sulle questioni relative ai giovani LGBTQ. Gli studi dovrebbero essere progettati in modo migliore per catturare in modo accurato e completo la salute e il benessere dei giovani LGBTQ. La salute mentale dei giovani LGBTQ è una questione globale e la ricerca dovrebbe riflettere e indagare sulle esperienze dei giovani LGBTQ nei paesi a basso e medio reddito. I ricercatori dovrebbe collaborare con le popolazioni LGBTQ e gli esperti di salute LGBTQ e fornire opzioni per rivelare l'orientamento sessuale e di genere durante la raccolta di dati sociodemografici. Gli studi dovrebbero mirare a comprendere in modo completo le esigenze diverse e in evoluzione dei giovani LGBTQ mentre affrontano la pandemia; una migliore ricerca informa meglio le politiche per migliorare la salute e il benessere dei giovani LGBTQ. Bisogna creare spazi che promuovano la resilienza e l'azione per i giovani LGBTQ nelle  comunità e istituzioni.


Ormiston CK, Williams F. LGBTQ youth mental health during COVID-19: unmet needs in public health and policy. Lancet (London, England). 2022 Feb;399(10324):501-503. 


Video brevi “sociali” riducono gli atteggiamenti transfobici e lo stigma negli adolescenti

La transfobia e lo stigma continuano a minare la salute mentale di adolescenti con diversi orientamenti sessuali (lett. GENDER DIVERSE).


 Uno studio clinico randomizzato ha esaminato l’utilità di interventi video volti alla riduzione della transfobia e dello stigma associato alla depressione e al rinforzo della motivazione trattamentale nei giovani: i brevi video “a contenuto sociale”, di 110 secondi circa, sono interpretati da un protagonista transgender che racconta la propria storia di gestione della depressione e “superamento” attraverso la ricerca di aiuto.


Lo studio ha coinvolto 1.098 adolescenti, rilevando nel solo gruppo sperimentale (oggetto dell’intervento) un cambiamento significativo nell’ atteggiamento verso i giovani transgender. In entrambi i gruppi, inoltre, si è verificata una riduzione significativa dello stigma associato alla depressione. Sembra perciò che i video brevi di contenuto sociale siano efficaci nel ridurre gli atteggiamenti transfobici e lo stigma della depressione tra gli adolescenti, nonché nell’aumentare la motivazione alla ricerca di aiuto professionale. Personificare, individuare e e dare un volto/una voce all’esperienza di giovani transgender fa sì che gli altri adolescenti – soprattutto di orientamento cisgender od eterosessuale – possano sviluppare capacità empatiche verso le vite dei giovani pari spesso marginalizzati e stigmatizzati.


 Transgender:  aggettivo "che descrive una persona il cui senso di identità personale e di genere non corrisponde al proprio sesso di nascita, o che non è conforme alle nozioni convenzionali di sesso e genere (dizionario Oxford Language)


 Cisgender: persona che si sente a proprio agio con il sesso e il genere che gli sono stati attribuiti alla nascita


 Amsalem D, Halloran J, Penque B, Celentano J, Martin A. Effect of a Brief Social Contact Video on Transphobia and Depression-Related Stigma Among AdolescentsA Randomized Clinical TrialJAMA Netw Open. 2022;5(2):e220376. doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.0376


 


Rapporto sulla violenza di genere su donne rifugiate e migranti durante la pandemia

La ricerca di Unicef si è proposta di studiare lo specifico impatto della pandemia sulla sicurezza e sul benessere delle ragazze e delle donne rifugiate e migranti in Italia. La ricerca si è concentrata su ragazze e donne rifugiate e migranti per via dell’intersezionalità delle vulnerabilità legate al loro genere e al loro status migratorio. I risultati mostrano che la pandemia ha peggiorato le già precarie condizioni economiche e di benessere psicosociale delle ragazze e delle donne rifugiate e migranti in Italia. Le misure di distanziamento sociale hanno aumentato il senso di solitudine percepito da chi, a fronte del percorso migratorio, può contare solo su limitate reti di supporto familiari e amicali. In particolare, le ragazze adolescenti, le giovani donne e le madri hanno riferito un aumento dei livelli di stress causato da una combinazione di fattori preesistenti e nuovi, tra cui le misure di distanziamento sociale, l’interruzione o il rallentamento delle opportunità di apprendimento, l’aumento delle responsabilità nella cura dei figli, la riduzione delle risorse per provvedere alla famiglia a causa delle gravi difficoltà economiche.



Lo studio ha rivelato che le misure di contenimento di COVID-19 (come le restrizioni di movimento e il distanziamento sociale) e l’impatto socio-economico della pandemia hanno aumentato i rischi di violenza di genere per le ragazze e le donne rifugiate e migranti, sia negli spazi abitativi che negli spazi pubblici, aggravando le molteplici vulnerabilità preesistenti e creandone di nuove. La maggior parte dei/delle partecipanti ha ritenuto che la pandemia abbia esacerbato i principali fattori scatenanti della violenza, tra cui la coesistenza forzata in spazi piccoli e/o sovraffollati, il sostegno sociale limitato, le difficoltà economiche e la precarietà lavorativa, il rallentamento delle opportunità di apprendimento, la xenofobia e l’aumento della tensione sociale alimentata dall’emergenza sanitaria. Le ragazze adolescenti e le giovani donne sono state particolarmente esposte a episodi di molestie e discriminazione per strada.


 


I risultati mostrano anche che la pandemia ha ostacolato l’invio tempestivo a servizi specializzati delle persone sopravvissute a violenza di genere che vivono in strutture di accoglienza, così come le procedure per mitigare il rischio di violenza di genere all’interno di alcune di queste strutture, come risultato della riduzione del personale, di condizioni abitative sovraffollate e della privacy limitata.


Lo studio indica che la pandemia non solo ha esacerbato gli ostacoli che le ragazze e le donne rifugiate e migranti già affrontavano nell’accedere ai servizi di contrasto alla violenza di genere, ma ne ha anche creati di nuovi. Come risultato delle restrizioni legate al COVID-19, molti servizi sono stati ridotti o hanno dovuto ricorrere a modalità operative da remoto, il che ha creato ulteriori difficoltà per le ragazze e le donne rifugiate e migranti in cerca di aiuto, dato il loro limitato accesso a strumenti tecnologici e digitali e a spazi privati, e a causa di diffuse barriere linguistiche. Diverse ragazze adolescenti e giovani donne hanno riferito di una limitata consapevolezza dei servizi disponibili durante la pandemia e della difficoltà nel tenere il passo con i cambiamenti dei regolamenti relativi alle modalità di fruizione e agli orari di apertura dei servizi.


Da questo studio sono emerse tre raccomandazioni chiave:
- Dare priorità allo sviluppo e l’attuazione di meccanismi di prevenzione e mitigazione della violenza di genere e promuovere l’empowerment di ragazze e donne rifugiate e migranti.
- Promuovere l’accesso inclusivo e sicuro ai servizi di contrasto alla violenza di genere per le ragazze e donne
rifugiate e migranti, e rafforzare la capacità di questi servizi di rispondere ai loro bisogni specifici.
- Rafforzare la preparazione e la capacità di adattamento dei servizi di contrasto alla violenza di genere a livello
locale e centrale per assicurare la tempestiva presa in carico in caso di crisi future.


Otto marzo 2022: Giornata Internazionale della Donna. Eventi in giro per il mondo

La Giornata Internazionale della donna si celebra ogni anno l'8 marzo per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze che le donne subiscono in ogni Paese. Nell'articolo una sintesi delle principali iniziative, internazionali e locali, per la Giornata.  


Teoria del cambiamento: gli aumenti dell'empowerment genitoriale sono associati a pratiche genitoriali più sane legate al peso?

L'empowerment correlato alla salute dei genitori è definito come il processo attraverso il quale i genitori realizzano il controllo sulla loro situazione di vita e agiscono per promuovere uno stile di vita più sano. Per decenni, i ricercatori hanno descritto il potenziale teorico dell'empowerment negli sforzi di promozione della salute, sebbene pochi abbiano esaminato empiricamente questa relazione ipotizzata. Lo studio è uno dei primi a esaminare la relazione tra l'empowerment dei genitori e le pratiche genitoriali con un peso sano (cioè cibo, attività fisica, sonno e genitorialità mediatica), come meccanismo per la promozione della salute della prima infanzia negli ambienti della comunità.


Metodi: i genitori a basso reddito di bambini in età prescolare che frequentavano Head Start nella Greater Boston tra l'autunno 2017 e la primavera 2019 sono stati invitati a completare un sondaggio nell'autunno e nella primavera di ogni anno scolastico (n = 578 con due sondaggi e n = 45 con quattro). L'empowerment dei genitori e le pratiche genitoriali con un peso sano sono state valutate utilizzando sondaggi convalidati. È stato utilizzato un approccio multilivello per stimare i cambiamenti nel punteggio delle pratiche genitoriali con peso sano in base ai cambiamenti nel punteggio dell'empowerment genitoriale.


Un aumento dell'empowerment genitoriale è stato associato a un aumento delle pratiche genitoriali più sane.


L’empowerment dei genitori può essere un obiettivo importante negli interventi per prevenire l'obesità nei bambini provenienti da famiglie a basso reddito.


Gago CM, Jurkowski J, Beckerman-Hsu JP, Aftosmes-Tobio A, Figueroa R, Oddleifson C, Mattei J, Kenney EL, Haneuse S, Davison KK. Exploring a theory of change: Are increases in parental empowerment associated with healthier weight-related parenting practices? Soc Sci Med. 2022 Jan 31;296:114761.


interventi salutogenici tra gli anziani residenti in comunità: una revisione sistematica e una metanalisi

La salutogenesi è un orientamento che promuove la salute e il senso di coerenza (SOC) ed è un fattore di coping vitale associato alla qualità della vita (QOL) e all'autoefficacia. Sebbene gli interventi salutogenici abbiano mostrato il potenziale per migliorare i risultati sulla salute, l'applicazione dei concetti salutogenici e l'efficacia su SOC, QOL e autoefficacia tra gli anziani che vivono in comunità sono poco chiare. La revisione mirava a consolidare le prove sugli approcci salutogenici e valutare l'efficacia degli interventi salutogenici su SOC, QOL e autoefficacia negli anziani che vivono in comunità.


Laddove la metanalisi non era possibile, si è ricorsi alla sintesi narrativa. Nella revisione sono stati inclusi otto studi che hanno coinvolto 1201 anziani. L'analisi dei sottogruppi su SOC ha mostrato effetti significativi a favore di interventi salutogenici utilizzando il modello di autogestione potenziante o approcci basati su punti di forza/risorse. Tuttavia, i risultati sono stati contrastanti per l'approccio basato sulla riflessione. Non sono stati trovati effetti significativi a favore degli interventi salutogenici sugli esiti della QOL. È stata osservata un'elevata eterogeneità per il risultato sull'autoefficacia. Si è scoperto che due processi di rafforzamento del SOC, responsabilizzazione e riflessione, sono potenzialmente alla base dei meccanismi di intervento su base salutogenica. I futuri interventi salutogenici dovrebbero impiegare progetti longitudinali e standardizzazione sull'erogazione dell'intervento, utilizzando un duplice percorso attraverso l'empowerment e la riflessione.


Edmund Kit Mun Chow, Betsy Seah, Janice Jia Ying Chan, Wenru Wang, Salutogenic-based interventions among community-dwelling older adults: a systematic review and meta-analysis, Health Promotion International, 2022;, daac007


Teatro e Covid-19

La tesi si propone di indagare le modalità di interazione, presenti e passate, all’interno del contesto teatrale, al fine di produrre soluzioni progettuali nel campo dell’interaction design. Queste ambiranno a garantire la salute dei sog - getti coinvolti durante la performance e a per - mettere loro di conservare, se non addirittura amplificare, le proprie modalità di interazione e comunicazione. L’obiettivo è quello di tutelare e valorizzare un’arte come il teatro che, già prima della pan - demia, soffriva di grandi difficoltà economiche e di partecipazione del pubblico e che, con il lockdown, ha dovuto affrontare enormi proble - matiche a causa della sua essenziale natura sociale. La tesi si concluderà quindi con l’individuazio - ne di nuovi scenari di interazione, rappresen - tazione e interpretazione che siano in grado di accogliere elementi della tradizione declinati in modo innovativo e sicuro.


Tesi di laurea magistrale 2020-2021. Gianantonio Vecelli. Teatro e Covid-19. La pandemia come impulso per la progettazione di una nuova esperienza di interazione. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Design sistemico


Per la IARC il lavoro notturno è probabilmente cancerogeno per l’uomo

Il lavoro notturno altera l'esposizione al fotoperiodo (alternanza luce/oscurità), interferisce sui ritmi circadiani, perturba il ciclo naturale del sonno e della veglia e modifica i modelli di attività e riposo (es. ora dei pasti, vita sociale). Stare svegli di notte e cercare di dormire durante il giorno non è una condizione fisiologica per creature “diurne” come gli umani. La IARC ha selezionato un gran numero di studi effettuati in tutto il mondo che hanno valutato gli effetti cancerogeni dei turni di lavoro notturni sull’uomo e sull’animale.


Le competenze da acquisire per apprendere in movimento

Per docenti qualificati e futuri insegnanti, è on line e gratuito il curriculum europeo delle competenze da mettere in campo per coniugare la didattica con l’attività fisica, in tutte le materie, durante l’orario scolastico.


Luci e ombre dei Piani di Ripresa e Resilienza dei Paesi europei

EuroHealthNet ha pubblicato un report per analizzare le potenzialità dei Piani di Ripresa e Resilienza degli Stati EU, compresa l’Italia, che nei prossimi anni dovranno guidare la ricostruzione dopo l’emergenza pandemica, promuovendo in maniera sistematica, strutturale e sostenibile l’equità, la salute e il benessere psico-fisico-sociale.


Le misure efficaci a contenere la pandemia da covid-19 nelle scuole

La recente riapertura delle scuole apre interrogativi sull'efficacia delle misure già attuate per garantire sicurezza ad alunni e personale scolastico, famiglie e comunità. Una revisione rapida offre risposte. 


Rapporto sugli infortuni mortali e gravi in Piemonte negli anni 2018 -2019

È disponibile il rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali e gravi sul lavoro accaduti nel 2018 e 2019 in Piemonte indagati e approfonditi dai Servizi PreSAL delle ASL del Piemonte. L’obiettivo è illustrare quali siano le cause principali degli infortuni sul lavoro, con particolare attenzione agli eventi con esito mortale, per coglierne i cambiamenti più significativi.


La Covid 19 nella stanza dell'eco

Che cosa sono le stanze dell'eco? Come agiscono e in che modo possono influenzare le nostre decisioni? Un'analisi del meccanismo delle echo chambers e alcune strategie per non rimanerne intrappolati.


Politica, Scienza, Società: insieme è meglio

La pandemia di COVID-19 ha messo in luce, a livello mondiale, le fragilità di una società interconnessa e altamente complessa. Per far fronte a questa complessità è sempre più evidente la necessità di un cambio di paradigma nei rapporti tra Scienza, Politica e Cittadini instaurando una consuetudine di dialogo che permetta un coinvolgimento attivo di tutta la società nell’attuazione delle buone pratiche anti-contagio e nella gestione dei momenti di crisi.


 


La generazione del Covid: gli effetti della pandemia sulla salute mentale dei giovani

La rivista Horizon – The EU Research & Innovation Magazine ha pubblicato un articolo in cui si evidenzia che numerosi studi hanno osservato un forte aumento dei tassi di depressione, ansia, solitudine e tentativi di suicidi tra i giovani europei, a causa di coprifuoco e chiusure dovute alla pandemia di Covid-19.


 


Nell’articolo, inoltre, vengono illustrati brevemente alcuni progetti finanziati dall’UE che si occupano di tale emergenza.


 



  • Il progetto di ricerca RISE si concentra sulla prevenzione dei problemi legati alla salute mentale dei bambini ed evidenzia come siano i comportamenti di tipo aggressivo quelli più facili da osservare. Eppure la maggior parte dei giovani non si comporta male ma, invece, nasconde i propri sentimenti, difficili da osservare e facilmente trascurati. Ciò significa che i tassi segnalati di problemi di salute mentale tra i giovani europei sono probabilmente una sottostima.


 



  • Il progetto PROSOCIAL ha realizzato e somministrato questionari a più di 600 adolescenti a Rotterdam chiedendo loro lo stato del loro umore e le esperienze quotidiane. I risultati hanno mostrato che con il progredire della pandemia, i tassi di tensione aumentavano mentre il vigore diminuiva. Queste tendenze non si sono attenuate nemmeno durante la tregua dai blocchi e da altre restrizioni, ad esempio durante l'estate. Prima della pandemia c'era circa il 10-20% dei bambini che soffrivano di problemi di malattia mentale. Ora, negli ultimi due anni, sembra che salirà al 20-25%.


 



  • Il progetto HEY BABY, invece, mira a valutare i percorsi di promozione della resilienza per le famiglie, affette da un enorme stress dovuto anche agli effetti economici del Covid, tra cui la riduzione del reddito e la perdita di posti di lavoro. HEY BABY ha anche rivelato un relativo aumento globale della violenza in famiglia, sia nei confronti del partner che nei bambini. Tutto ciò aggrava direttamente i problemi di malattia mentale dei minori, causando inoltre l'aumento del cyberbullismo.


 



  • Il progetto UPRIGHT si basa sull’assunto che la resilienza può essere insegnata, soprattutto ai giovani prima che incontrino problemi seri. Ciò consentirebbe a bambini e adolescenti di prosperare meglio nella maggior parte delle situazioni ed evitare lo sviluppo di malattie mentali come risposta a eventi stressanti.


Effetti della pandemia sulle disuguaglianze sanitarie e sulla salute mentale





Scopo dell'articolo è esaminare gli effetti della pandemia di COVID-19 sulle disuguaglianze sanitarie e sui disturbi mentali e analizzare le politiche pubbliche più efficaci per contenerli. Il COVID-19, oltre a causare la peggiore crisi sanitaria dalla seconda guerra mondiale, ha generato una grave recessione economica e un aumento della disoccupazione. Le classi socioeconomiche più povere sono state le più colpite dalle infezioni e dai decessi causati dal virus SARS-CoV-2 a causa delle disuguaglianze nelle condizioni lavorative, abitative e dell'area di residenza, fattori psicosociali e accesso ineguale all'assistenza sanitaria. La crisi pandemica, oltre a causare problemi psichiatrici e neurologici nelle persone ricoverate in ospedale, sembra aver aumentato il rischio di problemi psicologici attraverso vari meccanismi come il distanziamento sociale, la perdita di una persona cara, la disoccupazione e le difficoltà economiche. In molti paesi, tuttavia, nel 2020 non si è registrato un aumento significativo dei suicidi e si sono addirittura registrate tendenze temporali decrescenti. È possibile che la crisi, oltre a creare stress e isolamento sociale, abbia promosso reciprocità, aiuto interpersonale e maggiore motivazione a prendersi cura della propria salute. Le politiche più efficaci per ridurre la mortalità da COVID-19 hanno il potenziale di limitare il la maggior parte degli effetti negativi della pandemia sulle disuguaglianze sanitarie e sulla salute mentale. Grazie a vigorosi interventi preventivi sul territorio, basati su testare, rintracciare, isolare, i Paesi che hanno gestito al meglio la pandemia hanno evitato lockdown prolungati e ripetuti, tutelato la salute pubblica e l'economia. Tuttavia, sono necessarie misure di protezione sociale più vigorose a favore delle popolazioni più colpite dalla crisi sanitaria e dai suoi effetti socioeconomici. Questa pandemia offre l'opportunità di apprendere lezioni sulla tutela della salute pubblica e sottolinea la necessità di adottare un modello sindemico orientato alla prevenzione.

 

De Vogli, Roberto & Buio, Maria & De Falco, Rossella. (2021). Effects of the COVID-19 pandemic on health inequalities and mental health: effective public policies. Epidemiologia e prevenzione. 45. 588-597.

 






 

Impatto della perdita perinatale sulla salute mentale: una revisione sistematica con metanalisi





La perdita perinatale può rappresentare un rischio significativo per la salute mentale materna. Esistono dati limitati sulla forza dell'associazione tra perdita perinatale e successivi disturbi comuni di salute mentale (CMHD) come ansia, depressione e sintomi post-traumatici (PTS). Una revisione sistematica e una metanalisi hanno identificato studi con gruppi di controllo, pubblicati tra gennaio 1995 e marzo 2020 che riportano esiti di salute mentale convalidati a seguito di perdita perinatale. Sono stati identificato 29 studi provenienti da 17 Paesi, che rappresentano un campione di perdita perinatale (n = 31.072) e un gruppo di controllo di donne che non hanno subito perdite (n = 1.261.517). Sono state confrontate le probabilità di un aumento della CMHD in entrambi i gruppi.  I risultati confermano che i livelli di ansia e depressione a seguito di perdita perinatale sono significativamente elevati rispetto ai controlli "nessuna perdita". Sono stati segnalati anche tassi elevati di depressione e ansia per coloro che hanno subito la perdita durante le fasi successive della gravidanza. Valutare la salute mentale dopo la perdita è una priorità per la salute materna.

 

Herbert D, Young K, Pietrusińska M, MacBeth A. The mental health impact of perinatal loss: A systematic review and meta-analysis. J Affect Disord. 2022 Jan 15;297:118-129. 

 





 










 

Interventi scolastici per migliorare l'alfabetizzazione e ridurre lo stigma sulla salute mentale: una revisione sistematica

La prevalenza in costante aumento dei disturbi mentali nei bambini e negli adolescenti si presenta come una sfida per la salute pubblica, soprattutto in considerazione del peso sanitario, sociale ed economico dei disturbi mentali. Gli interventi scolastici volti a migliorare l'alfabetizzazione sulla salute mentale e a ridurre lo stigma hanno il potenziale per prevenire i disturbi mentali e promuovere il benessere mentale, riducendo così il carico dei disturbi mentali. La revisione ha identificato e sintetizzato prove sull'efficacia degli interventi scolastici progettati per migliorare l'alfabetizzazione sulla salute mentale e ridurre lo stigma. Sono stati inclusi studi randomizzati controllati (RCT) che hanno valutato l'efficacia o il rapporto costo-efficacia dell'intervento scolastico volto a migliorare l'alfabetizzazione sulla salute mentale e ridurre lo stigma per bambini e giovani di età compresa tra 4 e 18 anni. Sono stati identificati 21 studi che descrivono 20 interventi di salute mentale unici a livello scolastico. Nel complesso, ci sono prove moderate che suggeriscono che gli interventi di salute mentale a scuola possono essere efficaci nel migliorare l'alfabetizzazione sulla salute mentale e ridurre lo stigma  definito come atteggiamenti e convinzioni riguardo ai disturbi mentali. Tuttavia, ci sono meno prove della loro efficacia a lungo termine, poiché la maggior parte degli studi non includeva follow-up. 


Ma KKY, Anderson JK, Burn AM. Review: School-based interventions to improve mental health literacy and reduce mental health stigma - a systematic review. Child Adolesc Ment Health. 2022 Jan 10. 


Il mio piede destro | storia d'infortunio

Daniele stava montando, da solo, un grande aspiratore atto ad assorbire i fumi insalubri di una serigrafia. Stava per terminare il lavoro di montaggio, ma mentre era in cima a una scala di 5 m, la scala è scivolata ed è caduto in piedi dall’altezza di 3,5 m. Il piede destro è finito sul montante della scala e il tallone ha riportato fratture multiple. Inoltre, la posizione del piede, giratosi di 90°, ha causato la rottura di entrambi i malleoli e la fuoriuscita dell’astragalo.


Glenn Laverack commenta la Carta di Ginevra (OMS) sulle Società promotrici di benessere sostenibile

È disponibile la traduzione italiana della Carta. Indica una nuova direzione: l’urgenza di creare società promotrici di ben-essere sostenibile, impegnate a raggiungere una salute equa nel presente e per le generazioni future, senza oltrepassare i limiti ecologici. È una sfida difficile, che richiede investimenti decisi sulla ri-organizzazione della promozione della salute e la formazione di nuove competenze, soprattutto culturali. Abbiamo chiesto a Glenn Laverack, advisor di DoRS, di fare un commento critico indipendente.


Prossimità e promozione della salute. Fattori di resilienza per il welfare che verrà?

La rivista La Salute Umana promuove una Call for Papers su approfondimenti e esperienze legate alla relazione: prossimità e promozione della salute. Invio contributi entro il 15 marzo 2022.


L'uso dei social media e il suo impatto sulla salute mentale degli adolescenti: una revisione

Le revisioni della letteratura su come l'uso dei social media influenzi la salute mentale degli adolescenti si sono accumulate a un ritmo senza precedenti negli ultimi tempi. Tuttavia, manca ancora un'integrazione di livello superiore delle prove. La revisione degli studi pubblicati tra il 2019 e la metà del 2021 vuole colmare questa lacuna. La ricerca ha prodotto venticinque recensioni: sette metanalisi, nove revisioni sistematiche e nove narrative. I risultati hanno mostrato che la maggior parte degli studi ha interpretato le associazioni tra l'uso dei social media e la salute mentale come "deboli" o "incoerenti", mentre alcune hanno qualificato le stesse associazioni come "sostanziali" e "dannose". Vengono riassunte le lacune identificate negli studi, fornendo una spiegazione per le interpretazioni divergenti e suggerendo diverse strade per la ricerca futura.


Patti M. Valkenburg, Adrian Meier, Ine Beyens, Social media use and its impact on adolescent mental health: An umbrella review of the evidence, Current Opinion in Psychology, Volume 44, 2022,
Pages 58-68,


 


La salute mentale dei giovani e i danni dei media

Dal 2020 non è stato attuato alcun intervento sistematico di prevenzione interno alle scuole rispetto alla salute mentale, che erano e rimangono un luogo di esacerbazione del rischio di disturbi mentali e condotte suicidarie per studenti e studentesse più vulnerabili.


Quella che vediamo ripetuta in questi giorni è una vera e propria ridefinizione del tema, successiva alla sua semplificazione, che sta producendo una narrazione irresponsabile sui suicidi nei più giovani non priva di conseguenze.


Gli errori nella copertura mediatica in tema di suicidio ne determinano l’incremento, inducendo emulazione (quando ne vengono forniti tutti i dettagli) e normalizzazione (quando viene presentato come una via accettabile di risoluzione dei problemi).


Fonte: Metitieri T. La salute mentale dei giovani e i danni del sensazionalismo mediatico.“valigia blu” 18 gennaio 2022


Lasciare un partner violento e restare senza casa.

Le donne che vivono relazioni di abuso hanno due alternative: abbandonare la loro casa, rischiando di restare senzatetto, talvolta adattandosi a soluzioni abitative provvisorie e inadeguate o continuare a vivere accanto a partner violenti. Soprattutto se ci sono di mezzo dei figli da tutelare. Che si tratti di rifugi temporanei o di modelli residenziali a più lungo termine, offrire un supporto abitativo incide positivamente sulla salute mentale di queste donne, la loro decisione di lasciare il partner, la sicurezza e lo stress di cercare una casa. Lo afferma un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Lancet public health.


Interventi abitativi per le donne che subiscono violenza dai partner: una revisione sistematica

La revisione ha indagato sugli effetti degli interventi abitativi sul benessere fisico, psicosociale ed economico delle donne vittime di violenza da parte del partner attraverso 34 studi.


La maggior parte degli studi ha valutato i risultati degli interventi sui rifugi (18 studi [53%]) o sui rifugi più qualche altra programmazione (otto [24%]). I restanti otto studi hanno valutato soluzioni abitative a lungo termine. Non vi era alcuna evidenza di svantaggi a seguito di qualsiasi intervento sugli alloggi. L'evidenza dei benefici è stata più forte per i risultati di salute mentale, l'intenzione di lasciare il partner, la sicurezza percepita e lo stress correlato al partner. 


Esistono prove promettenti sul continuum dei servizi di alloggio IPV per le donne, soprattutto in termini di esiti prossimali, come salute mentale, intenzione di lasciare il partner, sicurezza e stress abitativo. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche di qualità superiore, in particolare su soluzioni abitative a lungo termine e al di fuori degli Stati Uniti.


Yakubovich, Alexa R et al. Housing interventions for women experiencing intimate partner violence: a systematic review. The Lancet Public Health, Volume 7, Issue 1, e23 - e35


Rapporto dell’Osservatorio regionale contro la violenza di genere (Emilia Romagna)

Quarto report dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, che prende in esame l’andamento del fenomeno della violenza maschile contro le donne nel contesto della Regione Emilia-Romagna, analizzando i servizi esistenti e la domanda di accesso ad essi, riferiti all’anno 2020.


 Viene presentata nel primo capitolo, aggiornata al 2020, la mappatura dei servizi, cui si affianca il dettaglio dei finanziamenti erogati suddivisi per provincia, e una ricognizione delle attività realizzate dai distretti socio-sanitari.


Segue una parte dedicata alle iniziative regionali sul piano culturale e di sensibilizzazione. A questi si aggiunge una rilevazione delle attività messe in campo dalle associazioni di migranti, rivolte alle donne, durante la pandemia.


La terza parte contiene una serie di informazioni e dati rispetto al fenomeno. Si riportano i dati di accesso delle donne ai servizi della rete di Emergenza. L’analisi di quest’anno si svolge su un duplice fronte: sia quello degli accessi, come in precedenza, sia quello dei casi accertati.


Il report rileva poi i dati delle donne accolte nei Cenri Antiviolenza della Regione ed ospitate nelle Case rifugio, con due approfondimenti: il primo considera le richieste di aiuto durante la pandemia al numero di pubblica utilità 1522 contro la violenza sulle donne e lo stalking; il secondo approfondimento è frutto di una rilevazione sperimentale, promossa dall’ISTAT cui hanno partecipato 22 Centri del territorio, riguardante i percorsi di uscita dalla violenza iniziati nel corso del 2020. Seguono, ancora come in precedenza, i dati di accesso degli uomini che si sono rivolti ai Centri per comportamenti violenti. Il testo si conclude quindi con una analisi delle risorse e delle criticità rilevate nelle azioni di contrasto alla violenza di genere e di supporto alle donne nel contesto della pandemia da Covid-19 e nelle varie fasi di gestione dell’emergenza.


Partner intimo e prevenzione primaria della violenza sessuale tra i giovani: una revisione sistematica

La violenza intima del partner e la violenza sessuale sono diffuse e spesso si verificano all'inizio della vita. La revisione sistematica esamina l'efficacia degli interventi per la prevenzione primaria della violenza del partner intimo e della violenza sessuale tra i giovani.


Gli studi sono stati identificati da 2 precedenti revisioni sistematiche e da una ricerca aggiornata (gennaio 2012-giugno 2016). Sono stati implementati studi inclusi tra i giovani, condotti in paesi ad alto reddito e mirati a prevenire o ridurre la perpetrazione di violenze da parte del partner intimo o violenze sessuali. Nel 2016-2017 sono stati utilizzati i metodi della Guida ai servizi preventivi comunitari (Community Guide).


Un totale di 28 studi ha soddisfatto i criteri di inclusione e qualità dell'esecuzione. Gli interventi hanno utilizzato combinazioni di insegnamento di abilità relazionali sane, promozione di norme sociali per la protezione dalla violenza o creazione di ambienti protettivi. Complessivamente, 18 studi hanno riportato risultati favorevoli.


In conclusione gli interventi per la prevenzione primaria della violenza del partner intimo e della violenza sessuale si sono rilevati efficaci. I risultati possono aiutare i ricercatori, il personale scolastico, la sanità pubblica e altri decisori sulle strategie efficaci per prevenire la violenza del partner intimo e la violenza sessuale tra i giovani.


La violenza di genere nell'UE. Le misure per eliminarla

L'UE sta adottando varie misure per eliminare la violenza di genere e quella domestica.


Nell'UE 1 donna su 3 ha subito violenza fisica e/o sessuale fin dall'età di 15 anni.


La maggior parte dei paesi dell'UE dispone di leggi per contrastare la violenza basata sul genere o sull'orientamento sessuale. Tuttavia, l'assenza di una definizione unica e di regole comuni, impedisce che venga affrontarla in modo efficace. Per questo il Parlamento europeo è tornato più volte a chiedere una normativa europea a riguardo.


L’articolo illustra le norme specifiche poste in essere e ancora in fase di discussione per sanzionare la violenza di genere compresa la cyberviolenza.


Cure universali gratuite per la salute mentale in Danimarca, grazie alle linee guida nazionali

Il Ministero della Salute danese ha sviluppato delle linee guida nazionali per una vasta serie di condizioni psichiatriche, le quali si basano su revisioni sistematiche e meta-analisi: l’attività dei servizi è perciò orientata dall’Evidence-based Medicine (EBM).


Nelle linee guida nazionali vengono raccomandati alcuni trattamenti, descritti in maniera dettagliata, e articolati in programmi per specifici gruppi di popolazione (bambini, adolescenti, ….)


Attualmente ci sono 15 programmi riguardanti la schizofrenia, il disturbo bipolare, sintomi ansiosi, depressione, disturbi del comportamento alimentare, il disturbo post traumatico da stress, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD), raccomandati per adulti, adolescenti e bambini con problematiche psichiatriche, e organizzati in cosiddetti “pacchetti” a livello delle singole regioni, con caratteristiche e durata specifiche.


Questi interventi sono erogati dal settore salute mentale del servizio sanitario pubblico, che decide le metodologie organizzative in base alla situazione locale (ad esempio setting di gruppo o individuale, collaborazione con il settore privato, attivazione del servizio di cure primarie e/o del medico di base per i casi di depressione lieve, ecc), e si occupa del monitoraggio e della valutazione inserendo i dati – prettamente qualitativi - su una piattaforma nazionale.
Tra il 2010 e il 2020 il numero di pazienti in trattamento presso i servizi è aumentato del 28% grazie all’accesso facilitato dalle indicazioni delle linee guida.


Nordentoft M, Krantz MF, Hageman I. Right-Based Mental Health Care—Advantages of Tax-Financed Universal Mental Health CareLessons From DenmarkJAMA Psychiatry. 2022;79(1):7–8. doi:10.1001/jamapsychiatry.2021.3167


Società, network, media: quale salute all'epoca della disinformazione?

Come cambiano i concetti di sanità pubblica, salute e benessere nell'epoca delle reti digitali e delle molteplici forme di mediazione?


Il libro di F. Giorgino e M. Liuccio, utilizzando la chiave interpretativa delle scienze sociali e della comunicazione offre un quadro della situazione attuale delineando i possibili scenari futuri del sistema salute.