Repertorio delle storie di infortunio

Il repertorio raccoglie le storie di infortunio scritte dagli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Aziende Sanitarie del Piemonte e della Lombardia a partire dalle inchieste di infortunio.
Il simbolo indica che le indicazioni per la prevenzione di ogni storia sono state validate dalla comunità di pratica costituita dagli operatori che ne hanno curato la redazione.

Per approfondire:
- Fubini L, Pasqualini O, Gilardi L, Ferro E, Marino M, Santoro S, Tosco E, Bena , A, Coffano ME. La narrazione degli infortuni sul lavoro come base per il miglioramento delle attività preventive Med Lav. 2016 Maggio 26;107(3):178-90
- Gilardi L, Marino M, Fubini L, Pasqualini O, Ferro E, Santoro S, Tosco E, Bena A, Coffano ME. La comunità di pratica come luogo di prevenzione:il valore della conoscenza collettiva nella sicurezza sul lavoro. Med Lav. 2017 Giugno 28;108(3):222-227.

Fili invisibili nella notte

Luogo: provincia di Milano

Data: 30 gennaio 2006

Comparto produttivo: Trasporti

Esito: l’infortunato è rimasto folgorato dal contatto con la corda d’acciaio che serviva a legare i new jersey che doveva scaricare dal camion. La corda d’acciaio era appesa alla gru, il cui braccio aveva toccato i cavi elettrici.

Dove è avvenuto: su uno svincolo autostradale lungo l’autostrada Milano – Venezia (svincolo per Dalmine).

Cosa si stava facendo: l’infortunato doveva scaricare dei new jersey dal camion legandoli con dei cavi d’acciaio alla gru. I new jersey servivano a delimitare le zone in cui si stavano facendo i lavori di ampliamento dell’autostrada.

Descrizione infortunio: nel cantiere stradale dell’infortunio era in corso l’ampliamento a quattro corsie più emergenza della A4 - Autostrada Milano-Venezia. Quella sera, Ugo, l’infortunato, doveva scaricare i new jersey che erano stati trasportati lì con alcuni camion. Per fare questa operazione era salito sul camion e aveva cominciato a legarli uno per volta con dei cavi d’acciaio.

A un certo punto Guido che stava manovrando la gru, sposta il braccio e tocca i cavi elettrici che si trovavano a circa 10 metri di distanza, la corrente elettrica passa nei cavi d’acciaio e folgora Ugo.

Come prevenire: occorreva seguire quanto disegnato e descritto nelle planimetrie allegate al Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), ovvero due misure tecniche specifiche per gestire il rischio di folgorazione: un limitatore dello sbraccio della gru che assicurasse sempre e comunque una distanza minima di cinque metri dalla linea oppure la sua disattivazione temporanea.

Un sistema di illuminazione più efficiente avrebbe probabilmente permesso di vedere i cavi elettrici sopra l’area di lavoro della gru.

La gestione delle interferenze tra camionisti, gruista, addetto allo scarico, capocantiere e preposti presenti alle operazioni avrebbe dovuto essere gestita con maggior attenzione ai rispettivi ruoli e responsabilità.

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