LINEE PROGETTUALI
I residenti
biomonitoraggio

BIOMONITORAGGIO UMANO (BMU) NELLA POPOLAZIONE RESIDENTE

Responsabile: dott. Enrico Procopio, dott. Giuseppe Salamina, dott.ssa Elena De Felip, dott. Alessandro Alimonti, dott.ssa Simona Giampaoli

 

L’obiettivo di SPoTT per l'attività di biomonitoraggio, è di valutare se la popolazione residente in prossimità del  termovalorizzatore presenta modifiche di alcuni indicatori di esposizione a causa di eventuali contaminazioni da sostanze tossiche, dopo l'entrata in funzione dell'impianto.

Lo strumento più efficace nella misura dell’esposizione umana ad una sostanza tossica è il biomonitoraggio, perché l’analisi degli inquinanti, o dei loro metaboliti, nel corpo umano (ad es. in un campione di sangue) fornisce una misura della reale "dose interna" risultante da tutte le possibili vie e fonti espositive.
Il monitoraggio di PCB e diossine  è stato inserito dal Ministero dell’Ambiente nella lista delle priorità nazionali, e una serie di attività a esso inerenti sono state avviate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Queste attività sono in linea con le raccomandazioni della Strategia Europea Ambiente e Salute 2004-2010 che ha incluso il biomonitoraggio umano di inquinanti tossici di origine ambientale tra le azioni da intraprendere a livello Comunitario.

SPoTT è il più ampio e completo programma italiano di biomonitoraggio sui residenti in prossimità di un impianto di incenerimento di rifiuti solidi urbani.

Sarà effettuata una comparazione tra residenti nell’area previsionale di ricaduta delle emissioni del termovalorizzatore (gruppo di esposti) e residenti in altra area (gruppo di controllo); i soggetti di entrambi i gruppi saranno campionati in modo casuale tra la popolazione residente rispettivamente nelle ASL TO3 e TO1. Il totale delle persone invitate a partecipare al biomonitoraggio è di circa 410 in età compresa tra 35 e 69 anni.

Alle persone coinvolte verrà fatto un check-up generale sullo stato di salute valutando i parametri ematologici e urinari di base, la funzionalità endocrina e respiratoria, il calcolo del punteggio del rischio cardiovascolare. Saranno raccolte informazioni utili per interpretare i risultati delle analisi cliniche, grazie ad un questionario particolareggiato con domande sull’ambiente, le abitudini di vita, la storia medica, le abitudini alimentari e la storia lavorativa del soggetto, la percezione del rischio. 

Saranno monitorate le seguenti sostanze inquinanti: metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, policlorobifenili.

I parametri suddetti saranno valutati in entrambi i gruppi prima dell’entrata in funzione del termovalorizzatore, dopo un anno e dopo tre anni dall’entrata in funzione.

Sono coinvolti anche gli allevatori residenti nell’area di esposizione.

Sarà costituita una banca di campioni biologici da conservare per 30 anni presso l'Istituto Superiore di Sanità.

I risultati degli esami tossicologici verranno pubblicati sul sito del programma in forma aggregata (come medie rilevate nel campione analizzato). I risultati individuali verranno invece consegnati su richiesta da parte dell’interessato.

La complessità delle analisi e la quantità dei campioni da analizzare impongono la restituzione della totalità dei risultati lungo un arco di tempo di un anno:

  • entro poche settimane dal prelievo per quanto riguarda i comuni parametri di laboratorio, funzionalità endocrina e respiratoria, il punteggio del rischio cardiovascolare
  • dopo alcuni mesi gli esami tossicologici dei metalli
  • dopo circa un anno quelli degli idrocarburi policiclici aromatici, diossine, policlorobifenili.

L'organizzazione di SPoTT garantisce assistenza e supporto alle persone coinvolte in tutte le fasi del programma.

Il costo complessivo del biomonitoraggio umano è di circa 1620 mila euro.