La sicurezza nelle piccole e medie imprese: il punto della situazione e suggerimenti per l’azione
a cura di Antonella Bena, Servizio di Epidemiologia ASL TO3

Le piccole e medie imprese (cosiddette SME) rappresentano il 99% di tutte le attività non agricole in Europa e l’Italia non fa eccezione. La ricerca, le politiche e la legislazione sono tuttavia perlopiù basate sulle imprese di grandi dimensioni. Eppure le SME non sono semplicemente grandi imprese di piccola dimensione ma hanno problemi di salute e sicurezza specifici: il rischio di infortuni e malattie è più alto rispetto alle imprese di grandi dimensioni; gli eventi meno gravi sono spesso sotto notificati; se c’è attenzione è dedicata agli infortuni (poco si sa sulle malattie); le esposizioni a rischi fisici e chimici è maggiore rispetto alle imprese di grandi dimensioni. La sicurezza è demandata ai titolari che spesso hanno una scarsa conoscenza dei rischi occupazionali e delle leggi e una percezione distorta dei problemi a causa del fatto che gli infortuni sono rari. Gli investimenti sulla sicurezza sono scarsi anche a causa della difficoltà nell’individuarne i benefici a lungo termine e nel comprendere e implementare le buone pratiche di sicurezza.

Nonostante questi presupposti, la letteratura è molto povera: una ricerca sistematica condotta su Science Direct nel periodo 2004-2014 haindividuato solo 25 articoli sul tema.La rivista Safety Scienceha dedicato un numero monografico alle SME ove si può trovare una sintesi delle attuali conoscenze e una serie di articoli nati dall’integrazione di competenze accademiche, di ricerca e di pratica sul campo che forniscono idee e suggerimenti attuati in diversi paesi.  

Nell’editoriale (Legg SJ, et al. Manging safety in small and medium enterprises. Safety science, 2015.), dopo aver analizzato le caratteristiche che distinguono le micro, le piccole e le medie imprese, è presentato un modello concettuale per migliorare gli standard per un accettabile ambiente lavorativo nelle SME. Le ispezioni sui luoghi di lavoro da parte delle autorità competenti, il riconoscimento degli standard da parte degli stakeholder e la disseminazione delle informazioni: sono questi i tre pilastri fondamentali necessari perché si creino i meccanismi che incoraggiano il datore di lavoro delle SME ad impegnarsi sulla sicurezza. Si crea così un circolo virtuoso basato sulla legittimazione sociale esplicita, su segnali di approvazione sociale e l’acquisizione di conoscenze sulle conseguenze dell’implementazione (o meno) dei miglioramenti. Le SME sono numerose, disperse geograficamente e molto eterogenee: vengono quindi proposte anche strategie concrete per l’azione. Per esempio si suggerisce di attivare un sistema di supporto che fornisca soluzioni concrete, integrate nelle strategie aziendali e basate su intermediari che conoscono direttamente i proprietari e il contesto. La letteratura recente ha iniziato a studiare più in profondità il ruolo degli intermediari: le SME sono infatti in contatto e tengono in grande considerazione un gran numero di stakeholders interni ed esterni (clienti, agenzie governative, professionisti della sicurezza, assicurazioni, sindacato, camere di commercio, agenzie formative, ecc) che possono essere un importante strumento per agire sulla salute e la sicurezza.

Il numero monografico presenta 10 articoli condotti in diversi paesi (USA, Canada, Italia, Danimarca, Estonia, Nuova Zelanda). Tra questi segnalo in particolare i due lavori italiani. La ricerca di Masi e Cagno (Masi D, Cagno E. Barriers to OHS interventions in Small and Medium-sized Enterprises. Safety science, 2015.) si basa su interviste e fornisce una panoramica sulle barriere per l’implementazione efficace di interventi di prevenzione. Il lavoro di Farina (Farina E, et al. Impact on safety of a preventive intervention in metalworking micro-enterprises. Safety science, 2015.) presenta i risultati della valutazione sul campo di un intervento di prevenzione nelle imprese di piccole dimensioni del comparto metalmeccanico di un’ASL del Piemonte. I materiali utilizzati e i risultati di tale lavoro sono disponibili anche in italiano sul sito DORS al presente collegamento.

Il testo completo degli articoli citati può essere reperito sul sito della Biblioteca Virtuale per la Salute del Piemonte. Chi non avesse diritto all’accesso, può farne richiesta a Dors, compilando il presente modulo e specificando l’articolo di interesse.


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