Progetto Europeo TRIP - Testing in Recreational-setting prevention – Interventions addressed to Polydrug-users
a cura di M. Di Pilato; V. Alotto, Dors

Introduzione

Il consumo di alcol e droghe nei locali del divertimento è un fenomeno diffuso in tutta Europa. Questo comportamento mette a rischio la salute dei giovani nel breve e medio-lungo termine (ad esempio nel breve termine aumenta la probabilità di avere rapporti sessuali non protetti e la probabilità di avere incidenti stradali; a lungo termine aumenta la probabilità dell’insorgenza di alcune malattie alcol correlate). Negli ultimi anni in Italia e all’estero sono stati realizzati diversi progetti di contrasto al consumo di sostanze psicoattive (soprattutto alcol), rivolti ai giovani. Tra questi vi proponiamo il progetto TRIP,  individuato per il rigore scientifico e metodologico e per i punti di forza che lo caratterizzano, per citarne alcuni: l’attenzione a massimizzare la penetrazione dell’intervento attraverso la targetizzazione dei destinatari e la scelta delle modalità e degli strumenti di comunicazione più appropriati; l’individuazione e la definizione precisa dei partner, delle loro funzioni e dei vantaggi per essi derivanti dalla partecipazione al progetto; la redazione di un manuale e di linee guida per la pianificazione di progetti di prevenzione per la riduzione del danno derivante dall’assunzione di sostanze legali e illegali nei contesti del divertimento notturno; l’attenzione alla valutazione di processo e di impatto.

 
Il progetto

Il progetto Europeo TRIP si sviluppa a livello transnazionale. Capofila del progetto è l’ASL di Bergamo supportata dalla società di ricerca sociale "Synergia", che ha lavorato in partnership con l’Università di St. Andrews (UK), il  NHS Fife (UK) e il National Board of Health - MidWest Region (DK) con l’obiettivo generale di rendere sicuro il divertimento notturno in discoteche, pub, bar ecc… attraverso la definizione e la contestualizzazione di interventi locali. Il target del progetto è la fascia giovanile tra i 15 e i 35 anni.  Il progetto si propone di: prevenire e ridurre i danni associati all’uso delle sostanze legali ed illegali (alcol e droghe) da parte di giovani in contesti ricreazionali,   individuare linee guida validate teoricamente ed empiricamente per la costruzione di progetti di prevenzione e di riduzione del danno, monitorare  l’efficacia e la valutazione di impatto di breve termine.

Il progetto ha previsto una prima parte di ricerca in cui gli stessi partner hanno studiato 20 buone pratiche europee di progetti di prevenzione e riduzione del danno nei contesti del divertimento, testando e validando empiricamente le metodologie e gli strumenti finalizzati.

La progettazione è stata di tipo partecipato, attraverso la collaborazione con gli stakeholder dei locali.

Gli interventi sono stati condotti tra l’autunno e la primavera 2011-2012 ed hanno previsto il confronto con un gruppo di controllo per verificare che i risultati ottenuti fossero realmente riconducibili all’intervento effettuato e non alle variabili: tempo, presenza di operatori sanitari e del mondo dell’associazione nei contesti del divertimento, compilazione del questionario.

 
Metodi e strumenti

L’intervento con il target selezionato prevedeva:

  • attività di tipo informativo basate sulla distribuzione di volantini dentro i locali del divertimento. Il contenuto del messaggio veicolato attraverso questo strumento riguardava informazioni di primo livello sul rischio legato all’assunzione di due o più sostanze psicoattive. A questa tipologia di attività veniva associato la distribuzione di gadgets o altro materiale accattivante per i frequentatori dei locali (braccialetti, alcol test, drug test);
  • attività educative consistenti in tecniche di interazione con educatori precedentemente formati, svolte sia nell’area chill out (l’area di chill out è un’area di relax dove i frequentatori del locale possono sostare in un luogo silenzioso e tranquillo e se necessario ricevere assistenza), sia nelle parti del locale dove abitualmente si consumano alcol e droghe. Nell’area di chill out venivano anche somministrati i questionari che indagavano il consumo di sostanze e il questionario per valutare il gradimento dell’iniziativa;
  • attività di training che coinvolgevano il personale dei locali (barman, buttafuori);
  • attività ricreative svolte nell’area di chill out che comprendevano (massaggi, offerta di tisane e altre bevande analcoliche, dimostrazioni di tattoo, …)

 

Risultati e prodotti realizzati

I dati sono stati raccolti con l’ausilio di questionari somministrati in dodici diverse serate presso i locali notturni individuati (6 per il gruppo di controllo e 6 per il gruppo sperimentale che riceveva l’intervento).

I questionari utilizzati prevedevano le seguenti aree tematiche: consumo di alcol nella serata, consumo di sostanze nella serata, problemi legati all’uso di alcol o sostanze, intenzione di guidare nonostante l’uso di alcol o sostanze, esperienze di eventi acuti legati all’uso di alcol o sostanze, comportamento sessuale.

I dati raccolti attraverso la compilazione del questionario nei due paesi Bergamo (Italia) e Fife (Scozia) hanno evidenziato che la maggior parte dei giovani contattati sostiene di aver bevuto durante la notte in cui sono stati intervistati. Un’interessante differenza tra il contesto scozzese e quello italiano, rilevata in merito alla domanda sull’intenzione di guidare seppur sotto l’effetto dell’alcol, è che i giovani scozzesi rispondono di ritenere non sicuro tornare a casa in auto sotto l’effetto dell’alcol mentre gli italiani, rispetto all’argomento, sono più ambivalenti.

Rispetto all’assunzione di droghe, la sostanza più utilizzata è risultata la cannabis (circa 1/3 dei giovani l’aveva assunta nella notte dell’intervento), la seconda sostanza più utilizzata è risultata l’ecstasy (assunta da circa il 14% dei giovani intervistati nella fase dell’intervento). In Italia 17 giovani su 37 dichiarano che torneranno a casa guidando l’auto nonostante l’assunzione di droga.
Per quanto riguarda la domanda sull’intenzione di usare il preservativo nell’eventualità di avere un rapporto sessuale, il 77% dei giovani scozzesi risponde che utilizzerà il preservativo, in Italia la percentuale di quelli intenzionati a usare il preservativo scende al 56%.
Infine il 75% dei giovani italiani e il 93% di quelli scozzesi dichiara di non aver mai avuto problemi connessi all’uso di alcol o droghe.

Un punto di forza del progetto TRIP è la capacità di documentare accuratamente il lavoro svolto attraverso la produzione di report: a) report sull’analisi dei dati raccolti; b) manuale multilingue di linee guida per progetti di prevenzione e riduzione del danno sul policonsumo di sostanze legali e illegali in contesti ricreazionali; c) documento che raccoglie e descrive interventi efficaci da implementare nei contesti del divertimento; d) report di valutazione quali-quantitativa dei risultati del progetto.

Il progetto ha avuto un buon impatto in termini di gradimento dell’intervento da parte dei giovani ed è riuscito a produrre dei cambiamenti rispetto all’intenzione di adottare comportamenti più salutari; tuttavia i responsabili del progetto sottolineano che per ottenere un cambiamento dei comportamenti è necessario avere a disposizione un tempo più lungo, per effettuare più interventi.

La documentazione disponibile in forma di allegato è in lingua inglese, con la sola eccezione del Manuale, in lingua italiana.


DOWNLOAD & LINK


TAG ARTICOLO