Cultura e Salute: verso un nuovo Welfare Culturale
a cura di Claudio Tortone, Dors, Catterina Seia, Alessandra Rossi Ghiglione e Luca Dal Pozzolo, Commissione Scientifica e Coordinamento CCW-Cultural Welfare Center

Quanto è profondo l’impatto della Cultura sul benessere di persone e comunità?

Fondazione Compagnia di San Paolo ha risposto con un webinar (23 marzo 2021) di presentazione del programma strategico pluriennale Cultura e Salute verso un nuovo welfare culturale, con cui intende contribuire nel prossimo futuro al terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Tra i relatori del webinar Francesco Profumo - Presidente Fondazione CSP, Pier Luigi Sacco – Università IULM, Giuseppe Costa - Università di Torino, Francesca Velani - Fondazione Promo PA, Elena Franco - Centro Studi Spedalità Cura e Comunità per le Medical Humanities (CSCC) dell’AO SS. Antonio, Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria.

La Compagnia di San Paolo per sviluppare questo programma ha creato un comitato scientifico multidisciplinare e sostiene un laboratorio di sperimentazione, ricerca e formazione che darà impulso alla creazione di un nuovo modello di welfare culturale. Tra le prime azioni è stata realizzata una ricerca con lo scopo di mappare e interpellare le realtà del territorio attive in questo campo nelle regioni italiane del nord-ovest.

Il rapporto di ricerca Cultura e Salute

Il rapporto Cultura e Salute: verso un nuovo Welfare Culturale raccoglie i risultati della ricerca che ha interessato Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria volta alla conoscenza dei soggetti con progetti attivi e/o sensibili alla relazione virtuosa tra Cultura e Salute. La ricerca si è sviluppata attraverso una mappatura (survey con questionario online), condotta tra il 13 luglio 2020 e il 25 settembre 2020, un’analisi desk e una rassegna di testimonianze trans-disciplinari e trans-settoriali di decisori, operatori e ricercatori protagonisti di una continua ricerca-azione tra Cultura e Salute.

La ricerca è stata affidata dalla Fondazione Compagnia San Paolo alla Fondazione Medicina a Misura di Donnaente con sede all’Ospedale S. Anna di Torino e impegnato da dieci anni nella ricerca-azione sul tema, e si avvalsa della collaborazione scientifica del CCW-Cultural Welfare Center e di DoRS Regione Piemonte, con la contributo operativo di Italia Non Profit.
Il percorso ha portato all’emersione di 247 soggetti promotori e 2.821 progetti negli ultimi 10 anni, di cui 389 descritti in dettaglio nella survey. Alla ricerca hanno risposto la maggior parte delle ASL e ASO del Piemonte. La ricerca non è esaustiva dell’humus esistente, ma ben rappresenta il fermento e il patrimonio culturale, professionale e civico diffuso nel territorio delle tre regioni, già rilevato negli ultimi anni da parte di osservatori qualificati.


Il grande patrimonio espresso dalla macro-regione Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è frutto di radici profonde in stagioni culturali di grande rinnovamento che hanno interessato questi territori dagli anni Settanta fino ai primi anni Duemila. Le esperienze progettuali intercettate possono essere ricondotte alle evidenze del report sulle arti in rapporto alla salute dell’OMS (2019) e valorizzate dentro un percorso di sostegno, orientamento e valorizzazione dei loro impatti sul benessere, sulla Salute e sulla stessa Cultura.


La presenza di un fenomeno di tale rilievo assume oggi un rinnovato significato in considerazione degli effetti prodotti dalla pandemia sul benessere mentale di tutta la popolazione, sulla coesione sociale e sulla crescita delle disuguaglianze, prefigurando una nuova idea e pratica di welfare culturale (come definito nell'Atlante della Treccani).
Dalla ricerca emerge in termini geografici una morfologia peculiare, simile a quella di una cometa, con un nucleo addensato sulla città di Torino, una chioma che si allarga all’intero Piemonte e una coda che si allunga su Liguria e Valle d’Aosta. La metà dei soggetti, infatti, è localizzato nella città di Torino e un ulteriore 15% nel resto della provincia.
Il 60% dei progetti è ancora in corso. Per quelli terminati emerge il tema della legacy, parzialmente evidenziato nella survey dal dato quantitativo di continuità di rapporto con i fruitori e dal dato qualitativo che emerge nella descrizione di impatto sulla dimensione organizzativa dell’ente promotore in termini di costruzione di competenze, partnership, rete e acquisizione di una prospettiva d’azione interdisciplinare e intersettoriale.

Un patrimonio di saperi da sostenere

La ricerca ha individuato quattro aree di azione:

  • Area 1 - Cultura e prevenzione primaria: 150 progetti, 109 soggetti promotori
  • Area 2 - Cultura, relazione di cura e medical humanities: 132 progetti, 75 soggetti promotori
  • Area 3 - Cultura per l’umanizzazione dei luoghi di cura: 31progetti, 21 soggetti promotori
  • Area 4 - Benessere e cura nelle istituzioni culturali: 76 progetti, 56 soggetti promotori

Il patrimonio emerso, rilevante nel panorama italiano, ha bisogno di un tessuto istituzionale e sociale di orientamento, supporto, capacitazione per passare dalla molteplicità di pratiche a un ecosistema che sappia dare un contributo efficace e sostenibile al nuovo scenario che si configura con la pandemia Covid. Occorrono politiche, accordi e infrastrutture settoriali e intersettoriali tra Cultura e Salute.
Tenendo presenti le considerazioni conclusive del report OMS su Arti e Salute (2019), che riguardano i settori della Cultura e Sanità, questa capacità trasformativa potrebbe essere sostenuta attraverso l'attuazione di alcune raccomandazioni (nel report in forma estesa) individuate nel report:

1. Sostegno a progetti, reti e partnership strategiche

  • favorire alleanze e comunità di pratiche tra realtà di diversi settori
  • promuovere tavoli di coordinamento e infrastrutture organizzative
  • sviluppare ecosistemi territoriali già in nuce che possano diventare un modello trasferibile e riproducibile
  • cogliere le potenzialità del cambiamento in corso attraverso un dialogo con il Terzo Settore
  • delineare politiche e accordi inter-settoriali a diversi livelli, che orientino le finalità, gli obiettivi, gli investimenti verso progetti di Cultura e Salute integrati e misurati nel loro impatto con particolare attenzione ai meccanismi di equità sociale.

2. Capacity building

  • istituire percorsi di formazione professionale e inter-professionale universitaria e permanente, orientati a sviluppare competenze progettuali trans-disciplinari, competenze relazionali secondo le medical humanities, competenze di salute digitale e innovazione sociale con un approccio di laboratorio e di ricerca-azione sul campo
  • attivare percorsi culturali ed artistici nella Sanità, nel Sociale e nella Scuola che siano di ascolto, cura e rigenerazione delle persone, nella loro dimensione professionale e umana, duramente provate nel periodo di emergenza sanitaria e convivenza con il Covid;
  • la creazione di un osservatorio come piattaforma di informazione e apprendimento.

3. Ricerca

  • ri-orientare e sviluppare la ricerca valutativa anche con il coinvolgimento delle Università, a sostegno dei progetti da consolidare nella loro efficacia e sostenibilità, sviluppo delle competenze valutative, alleanze con centri di competenza in termini di valutazione;
  • esplorare nuovi campi di applicazione, anche coinvolgendo il mondo culturale nei progetti di Terza Missione delle Università.

Il pieno coinvolgimento della Cultura nella condivisione delle nuove sfide sociali del territorio, della conoscenza delle risorse in campo, potrà costituire un fattore generativo. I progetti Cultura e Salute hanno dimostrato di essere potenzialmente una risorsa portatrice di valore, umanistico e scientifico, in quanto capaci di una trasformazione delle pratiche di promozione del benessere e della salute, della qualità dell’ambiente fisico e sociale, della qualità della vita e della cura (dai luoghi di lavoro, della Sanità, della Scuola, nella dimensione urbana), che possono concorre a una nuova pratica di welfare più prossimo alle persone e alle comunità.

 

Il report Wellimpact – Cultura e Salute. Verso un nuovo Welfare Culturale 

 

Per approfondire

Cultura e Salute verso un nuovo welfare culturale

Il Rapporto OMS su arti e salute inaugura il Cultural Welfare Center 

Le arti fanno bene alla salute e incidono sulle disuguaglianze (in particolare le azioni della collaborazione 2010-2020 tra DoRS e Social and Community Theatre Centre | UniTo)


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