Il divario economico, sociale e di salute è in aumento
Claudio Tortone, Dors Regione Piemonte. Si ringrazia per la collaborazione Nicolás Zengarini, SSEpi – ASL TO3

Le disuguaglianze di salute da dove nascono?

EuroHealthNet lancia un richiamo importante sulle fragilità del nostro tempo. Le disuguaglianze sociali privano le persone del diritto di vivere in condizioni di buona salute: insieme possiamo creare un mondo più in salute e più sostenibile, affrontando i suoi determinanti sociali. DoRS, membro di EuroHealthNet, ha tradotto in italiano il video (versione inglese e versione italiana) e la Dichiarazione dell’ultimo Consiglio Generale di tenutosi a Bruxelles a giugno 2018.
L’interrogativo "Le disuguaglianze di salute da dove nascono?" è cruciale perchè può fare la differenza nel cercare soluzioni. Molteplici possono essere le cause, ma quella che predomina su tutte sono le condizioni sociali delle persone. Esse sono rappresentate dalle risorse e dalle capacità. Sia le risorse a loro disposizione, interne alle persone stesse ed esterne nella società, sia le capacità con cui leggere i propri bisogni e sogni e trovare possibili risposte sono fonti preziose per poter vivere in buona salute, anche in presenza di malattia, ed essere cittadini partecipi del bene e dello sviluppo della propria comunità.

Uno sguardo europeo

Nel video viene ricordato che, in Europa, le persone con un livello d’istruzione elevato vivono in media cinque anni in più di quelle con un basso livello di istruzione. Famiglia di origine, scuola e università, la comunità locale sono contesti che possono fare la differenza, se diventano contesti educanti grazie a politiche orientate in questa direzione e a operatori e servizi che si ripensano come risorse per le nuove povertà. Diventa sempre più urgente avere un’attenzione sulla dimensione sociale delle persone e sulle loro relazioni nella comunità locale.

Questo richiamo viene da EuroHealthNet, che è un partenariato formato da organizzazioni che si occupano di salute pubblica, di promozione della salute e di prevenzione. Nel suo ultimo Consiglio Generale (Bruxelles, 6-7 giugno 2018), l’appuntamento annuale in cui si fa il bilancio delle attività e si discute il piano di lavoro successivo, ha voluto rinnovare il suo impegno a livello europeo e nazionale, tramite i propri membri, con una Dichiarazione.

La Dichiarazione trae spunto dai risultati del Seminario sulle Politiche intitolato “Investimenti Intelligenti – Parliamo di Prevenzione”  organizzato da EuroHealthNet nel giorno precedente al Consiglio, sottolineando in particolare:

  • La necessità di cambiamenti nella promozione della salute e nella prevenzione
  • Come garantire un uso intelligente dei fondi disponibili
  • Come impostare strutture organizzative in modo da renderle innovative
  • Come incoraggiare i finanziatori ad utilizzare il proprio potere per ri-orientare gli investimenti.

EuroHealthNet esprime il proprio apprezzamento per la decisione della Commissione Europea di integrare gli approcci e politiche comunitarie che riguardano la salute e il sociale, integrando i bandi europei del prossimo settennato in un unico programma che ricomprende i progetti della sanità (attuali Horizon Europe) con quelli del sociale (attuali FSE+). Questo avrà una ricaduta a livello nazionale e locale perché “obbligherà” i presentatori di progetti, provenienti da settori diversi, a parlarsi e presentare proposte congiunte. Quindi già da oggi gli operatori sanitari, sociali, scolastici, culturali… sono sollecitati in questa nuova direzione a confrontarsi e ri-conoscersi non solo come interlocutori, ma anche come possibili alleati progettuali.

Permangono, però, ancora molte criticità nelle proposte della Commissione Europea per il futuro Programma Salute dell'UE 2021-27 che:

  • prevedono delle riduzioni a fondi già attualmente modesti e non prestano esplicita attenzione alla promozione della salute
  • non si occupano a sufficienza di come contrastare la crescita dei livelli di malattie cronico-degenerative e delle disuguaglianze di salute
  • non promuovono adeguatamente la salute e il benessere in altri programmi proposti, che hanno un impatto sui determinanti di salute.

 

EuroHealthNet in Italia

EuroHealthNet si impegna a mobilitare le conoscenze, le competenze e le esperienze dei propri membri nazionali per:

  • supportare i decisori che si occupano di investimenti nel diventare più competenti su salute ed equità, aiutandoli a tenere presenti le evidenze relative ai benefici, al risparmio e al rapporto costo-efficacia della promozione della salute e della prevenzione, mettendo a disposizione linee-guida, valutazioni di impatto
  • aiutare i membri, i partner e i portatori di interesse del mondo della sanità a diventare più competenti dal punto di vista finanziario e ad impegnarsi maggiormente con le istituzioni che mettono a disposizione fondi e investimenti, le agenzie e gli investitori, verso iniziative più tempestive e finanziabili, comprese le obbligazioni a impatto sociale e sulla salute e altri strumenti finanziari
  • individuare intermediari e alleanze per contribuire allo sviluppo di proposte, progetti e modalità a breve, medio e lungo termine per mettere in rete e rendere scalabili innovazioni, buone pratiche e infrastrutture utili
  • aiutare a superare le barriere che ostacolano una governance intersettoriale, una leadership di servizio e l'inclusione dei principali portatori di interesse, creando condizioni abilitanti e avendo consapevolezza dei diversi ruoli e cambiamenti, costruendo metriche comuni.

Questo impegno verrà curato nella pratica secondo lo stile proposto nel modello REJUVENATE, elaborato dal Comitato Esecutivo e definito di comune accordo dal Consiglio Generale della EuroHealthNet nel 2017 quale contributo alla promozione della salute del 21esimo secolo. Noi, come Dors, l’abbiamo fatto nostro, non solo in quanto membri di EuroHealthNet, ma soprattutto cercando di essere attenti, reattivi, dinamici, innovativi. Vogliamo cogliere l’occasione dei nostri 20 anni di attività per ri-pensarci di fronte a questi nuovi scenari e rinnovarci nel nostro modo di “fare documentazione” attiva, pro-attiva e cooperativa secondo il modello della KTE (Knowledge Transfer and Exchange), favorendo i processi di trasferimento e scambio delle conoscenze e delle competenza tra i diversi operatori e decisori.

Cogliamo anche l’occasione per presentare i partner italiani di EuroHealthNet:

Anche a livello italiano e torinese siamo toccati e viviamo le fragilità sociali che danno adito alle disuguaglianze di salute e richiedono una più stretta collaborazione tra sociale e sanità, recuperando un’integrazione presente un tempo.

 

Uno sguardo italiano

Durante le ultime decadi in Italia si è visto un progressivo miglioramento delle condizioni di salute e livelli di disuguaglianze sociali che risultano meno pronunciati rispetto ad altri paesi Europei. Eppure, le medie mascherano l’esistenza di differenze sistematiche: le persone più abbienti stanno meglio, si ammalano di meno e vivono più a lungo. Guardando al periodo 2012-2014, ultimi dati disponibili a livello nazionale, i maschi italiani di 30 anni laureati potevano sperare di vivere 3 anni in più rispetto a coloro che avevano conseguito al massimo il titolo della scuola dell’obbligo, mentre tra le donne laureate il vantaggio sulle meno istruite era di un anno e mezzo.

Questi e altri dati e le azioni raccomandate sono presentate nel video “L’Italia per l’equità nella salute” con la testimonianza di Giuseppe Costa, coordinatore del gruppo di lavoro dei quattro enti centrali (INMP, Istituto Superiore di Sanità, Agenas e AIFA) incaricati di redigere il rapporto “L’Italia per l’equità nella Salute” (2017).

Nel tentativo di ridurre l’intensità e l’impatto delle disuguaglianze, sono stati predisposti nel corso degli anni alcuni importanti atti di programmazione sanitaria, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea, che hanno portato al precedente rapporto sull’equità. Per chi vuole conoscere brevemente questo percorso può leggere l’articolo di Nicolás Zengarini sul sito www.disuguaglianzedisalute.it.

 

Uno sguardo torinese

Si è recentemente conclusa un’esperienza locale di coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder engagement), realizzata a partire dalla pubblicazione di un rapporto sulle disuguaglianze di salute nella città di Torino. L’intero processo, guidato da un gruppo di ricerca coordinato dal Servizio di Epidemiologia della Regione Piemonte (SEPI) è partito dall’analisi di risultati epidemiologici e ha creato uno spazio di discussione inedito basato sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti. Durante l’inverno 2016-2017, molti rappresentanti di istituzioni ed enti torinesi hanno partecipato a due progetti europei sull’analisi delle disuguaglianze di salute, dei loro determinanti e delle loro implicazioni per le politiche urbane. Il documento finale riferisce nel dettaglio il percorso descritto: Dai dati alle politiche: il contributo degli attori istituzionali e sociali a Torino. Far parlare i dati sulla salute per rendere più informate le politiche locali.

Per chi vuole conoscere brevemente questo percorso può leggere l’articolo di Nicolás Zengarini sul sito www.disuguaglianzedisalute.it.

I video e i documenti, messi a disposizione in questo articolo, sono risorse strumentali che possono essere utilizzate, da operatori e decisori, in momenti di formazione, seminariali e in occasioni pubbliche di advocacy sui temi di salute, equità, inclusione e coesione sociale.

 

Altri documenti EuroHealthNet tradotti in italiano

 


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