10 ottobre: Giornata Mondiale della Salute Mentale
Marina Penasso, Dors

Mercoledì 10 ottobre è indetta la Giornata Mondiale per la Salute Mentale al fine di sensibilizzare, in generale, la popolazione sul tema dei disturbi mentali e di agire nell’ottica della consapevolezza e della prevenzione.

Il tema di quest'anno è "I giovani e la salute mentale in un mondo che cambia".

L'adolescenza e i primi anni dell'età adulta sono un momento della vita in cui si verificano molti cambiamenti, ad esempio si cambia scuola, si va ad abitare fuori casa, si inizia l'università o un nuovo lavoro. Per molte ragazze e molti ragazzi questi cambiamenti sono positivi. Per altri, invece, queste fasi di transizione sono fonte di apprensione e stress. In alcuni casi, se non riconosciuti e gestiti, queste tensioni possono portare a disturbi della sfera mentale. L'utilizzo in espansione dei social network, sebbene porti molti vantaggi, può anche generare ulteriori pressioni, come il bisogno compulsivo di essere connessi a Internet in qualsiasi momento del giorno e della notte. Molti adolescenti, inoltre, vivono in Paesi colpiti da emergenze umanitarie  derivanti da conflitti, guerre, disastri naturali, etc. I giovani che vivono in situazioni come queste sono più vulnerabili al disagio mentale e alla malattia.

Circa la metà di tutte le malattie mentali inizia in età precoce in adolescenza ma nella gran parte dei casi non vengono diagnosticate o sono sottovalutate. Il disturbo della sfera mentale più diffuso tra gli adolescenti è la depressione e/o l’ansia di cui soffrono circa il 10% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. il suicidio in questa fascia d’età rappresenta la seconda causa di morte.

 Secondo le rilevazioni ISTAT riferite al periodo 2015-2017, la depressione, in Italia, è il disturbo mentale più diffuso: si stima che in Italia sia superiore ai 2,8 milioni (5,4% delle persone di 15 anni e più) il numero di persone che ne ha sofferto nel corso del 2015 e siano 1,3 milioni (2,5%) le persone che hanno presentato i sintomi della depressione maggiore nelle due settimane precedenti l’intervista.

La depressione è spesso associata all’ansia cronica grave. Si stima che il 7% della popolazione oltre i 14 anni (3,7 milioni di persone) abbia sofferto nell’anno di disturbi ansioso-depressivi. Questi ultimi sono spesso associati a condizioni di svantaggio economico-sociale.

Le persone inattive o disoccupate tra i 35-64 anni riferiscono più spesso disturbi di depressione o ansia cronica grave (10,8% e 8,9%) rispetto ai coetanei occupati (3,5%). Il numero medio di giornate di assenza dal lavoro è tre volte superiore tra gli occupati che presentano depressione o ansia.

Nella classe di età tra i 20 e i 34 anni, il suicidio rappresenta una rilevante causa di morte (12% dei decessi).

Nel 2016 circa ottocentomila persone, di 18 anni e oltre, si sono rivolti ai servizi dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM). Tra gli uomini adulti il principale disturbo è la schizofrenia e altre psicosi funzionali; nelle donne le sindromi nevrotiche e di origine psicosomatica, fra gli anziani la depressione.

Anche la malattia di Alzheimer e le demenze sono diventate patologie rilevanti a causa dell’invecchiamento della popolazione. La stima mostra che a essere colpita sia il 4,7% della popolazione anziana, in particolare le donne con più di ottanta anni (14,2%). Queste due malattie rappresentano la causa di morte per oltre 52000 anziani.

Le patologie psichiche rappresentano il 30% di tutte le disabilità provocando ripercussioni sia sulla speranza di vita sia sulla sua qualità, con importanti risvolti sul piano personale, familiare, relazionale, lavorativo e chi ne soffre molto spesso si sente isolato e stigmatizzato. È molto importante rivolgersi a personale e a servizi qualificati per riuscire ad affrontare il problema e migliorare la qualità della propria vita. Molti disturbi psichiatrici possono essere guariti e laddove ciò non sia possibile, alcuni interventi possono migliorare la qualità della vita delle persone colpite da questi disturbi ma anche quella dei loro familiari che molto spesso si trovano ad affrontare in solitudine le difficoltà dei loro cari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha in più occasioni ribadito che le risorse stanziate per le persone che soffrono di malattie mentali o disturbi neurologici siano ampiamente insufficienti per affrontare l'aumento dei bisogni, non siano distribuite nel mondo in modo omogeneo e di come sia necessario un importante aumento dei fondi di investimento in questo settore.

Questi investimenti, precisa l’OMS, dovrebbero inoltre essere collegati a programmi per sensibilizzare adolescenti e giovani sui modi per migliorare la propria salute mentale e per coadiuvare, al contempo, genitori e insegnanti nel supporto ai propri figli e studenti.