Il Teatro Sociale e di Comunità: un teatro che fa bene alle persone
Claudio Tortone, DoRS e Alessandra Rossi Ghiglione, Social Community Theatre Centre | Università degli Studi di Torino

Un teatro da fare più che da vedere. E fa bene alle persone.

Il teatro è una pratica antica, che già Ippocrate “prescriveva” ai suoi pazienti. In questo articolo intervistiamo Alessandra Rossi Ghiglione, direttrice del Social Community Theatre Centre | Università degli Studi di Torino, per conoscere più da vicino il teatro al servizio dell’uomo, il Teatro Sociale e di Comunità. Abbinato all’articolo troverete una scheda metodologica dedicata, curata da lei insieme al prof. Alessandro Pontremoli dell’Università di Torino.
Questo teatro è attento alla crescita umana nelle dimensioni culturale-artistica e sociale. Ha come riferimento fondativo i valori e i principi del rispetto delle differenze quale che siano; dell’inclusione e del contrasto delle diseguaglianze; del diritto individuale e della responsabilità sociale anche in relazione al benessere, alla qualità della vita e alla salute; delle competenze cognitive, emotive e relazionali utili alla vita (life skill); della possibilità di poter essere creativi ed artistici per restituire bellezza al mondo….
Non solo quindi uno strumento terapeutico, come forse lo immaginava e lo prescriveva Ippocrate, ma una pratica artistica che è insieme pratica di vita, benessere e salute.
Dal 2010 esiste una collaborazione tra DoRS e SCT Centre che ha permesso di sviluppare una riflessione e un’integrazione tra Teatro Sociale di Comunità e Promozione della Salute attraverso un lavoro comune fatto di progetti realizzati in questi anni e appuntamenti a breve (vedi elenco ed annuncio in fondo all’articolo) aperti a chi vuole conoscere da vicino il teatro sociale e di comunità.
 

Il Teatro Sociale e di Comunità

Che cosa è il Teatro Sociale e di Comunità?


Il Teatro Sociale e di Comunità (d’ora in avanti TSC) è una forma teatrale che ha due finalità: una di tipo culturale-artistico, propria della dimensione teatrale e una di tipo sociale, che riguarda l’empowerment della persona e delle relazioni tra persone. Il TSC si caratterizza per coinvolgere attivamente le persone comuni nel processo creativo proprio del teatro in qualità di attori o altri ruoli. Un teatro da fare più che da vedere.
Dalla sua nascita, negli anni 1970, ad oggi, questa forma teatrale ha assunto nomi differenti. Dapprima denominato: Teatro della Diversità, Teatro del Disagio, Teatro Sociale o dell’Interazione Sociale fino ad arrivare negli anni 2000 a Teatro Sociale e di Comunità. In Italia, ma non solo, anche in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, si sono sviluppate molte forme di teatro che operano all’interno di contesti sociali svantaggiati. In particolare, in Italia, questa esperienza teatrale si è diffusa dapprima nei contesti della psichiatria, del carcere e della disabilità; via via andando ad includere altri ambiti dove le persone vivevano una condizione di fragilità e di sofferenza; ma anche considerando luoghi dove la dimensione del vivere quotidiano e della territorialità erano maggiormente caratterizzanti rispetto all’identità e alle condizioni della persona. Oggi in contesto internazionale si distingue tra teatro d’arte e applied theatre; sotto la definizione applied theatre sono incluse tutte le forme in cui il teatro è usato come strumento rispetto a fini sociali, educativi o di cura, in cui non c’è una ricerca artistica, rispetto alla forma teatrale. Negli ultimi 10-15 anni si è sviluppata nell’ambito di tutte le arti performative una tendenza ad agire attraverso l’arte nei contesti sociali per favorire una partecipazione culturale e sociale dei cittadini. Nel corso dell’ultimo decennio, l’esperienza teatrale del TSC in Italia, ha coinvolto non solo gli ambiti tradizionali del suo operato (scuola, carceri, centri di salute mentale), ma anche ospedali, periferie, aziende, contesti multiculturali. La scheda metodologica redatta con il prof. Alessandro Pontremoli dell’Università di Torino, che mettiamo a disposizione in questo articolo, è il frutto di questo lungo percorso di pratica, esperienze e riflessione fatta anche con il contributo fattivo di DoRS.

 

La sperimentazione di un approccio innovativo

Il vostro Centro, Social Community Theatre Centre | Unito, sta sperimentando un approccio innovativo. Potete presentarlo?
 
A Torino nei primi anni 2000, insieme al Prof. Alessandro Pontremoli abbiamo messo a punto una metodologia riconosciuta dall’Unione Europea come best practice di interventi di cultura e welfare (vincitore Bando Cultura Eacea nel 2011 e 2015 con due distinti progetti europei di cui ha curato ideazione e supervisione metodologica, e nel 2017 con un Interreg-Alcotra 2014-2020). La metodologia si fonda sull’efficacia del teatro e delle performing arts per lo sviluppo dell’uomo e delle sue relazioni in ogni condizione di vita personale, professionale e comunitaria, ed è parte di un processo di innovazione sociale, di cittadinanza e di promozione della salute. È nata quindi la definizione Teatro Sociale e di Comunità ad indicare una modalità specifica di lavoro teatrale sia con i gruppi, che possono avere condizioni di svantaggio e fragilità, sia con i territori e le comunità di abitanti. Nel TSC si lavora con persone che non hanno una particolare condizione di malessere, disagio e diversità, ma la loro caratteristica è di essere abitanti di un territorio e il TSC di questo territorio si fa promotore di relazioni positive e inclusive. In questo senso non esiste un destinatario unico o prevalente, ma questa metodologia può rivolgersi a chiunque con l’obiettivo di fare un’esperienza del bello e di relazione con sé e con gli altri, andando a valorizzare le risorse residuali e quelle più nascoste e più laterali. Il TSC, infatti, si distingue rispetto a modelli di lavoro teatrale di tipo terapeutico, che utilizzano il teatro come strumento di cura. Anche se un maggiore benessere è sempre un’attenzione e nella nostra metodologia anche una finalità, ma siamo sicuramente fuori da un’ottica terapeutica.
Nel 2014, a seguito della decennale esperienza maturata attraverso numerosi progetti e l’ideazione e attivazione di quattro edizioni di Master in Teatro Sociale e di Comunità, è nato il Social Community Theatre Centre (www.socialcommunitytheatre.com), un centro di ricerca-azione con le tre competenze dei suoi enti fondatori: la ricerca scientifica, la valutazione e la formazione (Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino), il management  (Corep), la pratica artistica e la progettazione culturale (Teatro Popolare Europeo). Al suo interno opera un team intergenerazionale che coniuga competenze scientifiche, culturali, artistiche e manageriali avvalendosi di una vasta rete di collaborazioni tra accademici, professionisti e operatori in possesso di un Master in Teatro Sociale e di Comunità. Abbiamo inoltre una fitta rete di partnership, costituita da università nazionali ed internazionali, fondazioni, organizzazioni profit e no profit, compagnie teatrali e associazioni ed è una risorsa significativa in termini di innovazione culturale, impatto sociale, ricerca interdisciplinare, progetti multilaterali e hub internazionali. Con DoRS, nello specifico, abbiamo una ricca e stimolante collaborazione dal 2010 su più fronti, dalla ricerca alla disseminazione alla formazione.
 

Le aree specifiche di intervento

Quali sono le aree specifiche di intervento di cui si occupa SCT Centre|Unito?
 
SCT Centre si occupa di sviluppare ricerche scientifiche interdisciplinari e intersettoriali, progetti artistici di innovazione culturale e di impatto sociale, formazione universitaria e capacity building, valutazione e supervisione attraverso la metodologia di TSC. In particolare, operiamo in 5 aree di intervento denominate: Culture and Communities, Education and Training, Health and Wellbeing, Emergency Contexts, Evaluation and Research.
Nell’area delle Culture and Communities l’obiettivo principale si fonda sulla valorizzazione delle diverse identità e del patrimonio culturale di comunità, per gettare ponti tra la memoria del passato e le visioni del futuro. La promozione della salute e del benessere, l’ascolto e la consapevolezza di sé, sia nell’ottica di prevenzione che di promozione, che di sostegno al benessere organizzativo e di ambienti salutari sono gli obiettivi che ci proponiamo in progetti dell’area Health and Wellbeing.
L’ambito Education, si inserisce invece nella storia di SCT Centre, da sempre infatti si occupa di formazione di giovani, adulti, cittadini e professionisti. Perché è una metodologia in grado di sviluppare competenze di comunicazione, cooperazione, di lavoro di team, di gestione dell’inaspettato e di analisi del contesto e dei ruoli.
 

I principi di lavoro e gli strumenti

Quali sono i principi di lavoro e gli strumenti nella metodologia di TSC che porta avanti il vostro Centro?
 
Nel TSC hanno un peso equivalente il percorso, che solitamente con i gruppi ha la forma di laboratorio con incontri a cadenza settimanale di due/tre ore, e lo spettacolo finale.
Il laboratorio è il luogo dove le persone formano un gruppo, esplorano dei temi che gli sono vicini, non necessariamente autobiografici, ma che possono essere sollecitanti per la loro esperienza di vita e si esprimono e apprendono il teatro come forma di espressione di sé, di relazione con gli altri e di ricerca di una qualità estetica.
Dal teatro imparano ad essere persone con più competenze, nello stesso tempo imparano una comunicazione specifica e una modalità creativa.
Lo spettacolo, che può avere molte forme, al di là di quella più nota su palcoscenico di fronte ad un pubblico seduto, è il momento in cui il gruppo incontra una comunità di sconosciuti e si rappresenta davanti a questa comunità. Inserito nel processo trasformativo che il teatro promuove tramite il laboratorio, è quel momento in cui le persone affrontano la questione della comunicazione a chi è esterno al percorso del gruppo. Significa quindi, cercare un modo per farsi capire, decidere a che cosa ‘parlare’ - alla pancia o alla testa dello spettatore-, che tipo dunque di azione è lo spettacolo nei confronti di un pubblico.
Nell’ottica del lavoro di comunità, lo spettacolo è quell’azione all’interno della comunità che cambia l’immagine delle persone e di quel gruppo di fronte agli occhi della comunità, lancia un tema e ricrea l’origine rituale del teatro, un momento in cui tutta una comunità di cittadini si confronta e si interroga intorno ad una questione che li riguarda. Per cui è importante poter prestare attenzione non solo al tema dello spettacolo, ma a chi è in scena a farlo, come lo si fa, come viene coinvolto il pubblico.
 

Una metodologia salutogenica

Può essere considerata una metodologia salutogenica?
 
Il TSC si inserisce in un mondo contemporaneo caratterizzato fortemente da disuguaglianze economiche, sociali, di potere; dal venir meno di un sistema di relazioni stabili - quali erano in passato la famiglia, la comunità territoriale- e da una forte individualizzazione dell’esperienza, della partecipazione e della scelta. Si osserva sempre di più un’assenza di relazioni strutturate e stabili, inserite in un contesto in cui ciascuno compie le proprie scelte di vita, -dalla partecipazione all’assunzione di valori- in modo solitario, sullo sfondo di un grande e confuso chiacchiericcio costante.
Su questi aspetti si genera un malessere relazionale diffuso, in cui le persone portano un disagio crescente a stare con sé stesse, ad accettarsi e valorizzare parte di sé, hanno difficoltà a stare con gli altri, soprattutto ad accattare e valorizzare la differenza e a conciliare le responsabilità e i ruoli della vita e della professione con la propria identità personale.
In quest’ottica una pratica che attraverso il rappresentarsi e il rappresentare aiuta a comprendersi, a comunicare, inteso come mettere in comune, costruendo legami e partecipazione promuove benessere e salute. Il TSC crea un dispositivo più accessibile, che è a disposizione nella dimensione normale e sana dell’esistenza, per cui si situa in un’ottica di promozione e protezione salutogenica. Pur non escludendo la necessità di dispositivi specifici clinici, svolge la funzione che nel passato avevano i rituali di comunità, cioè quella di funzione rituale nella quotidiana organizzazione della vita.
 

Le esperienze recenti e interessanti

Quali sono le esperienze recenti e interessanti del Centro all’interno dei vari contesti?
 
Attualmente stiamo portando avanti numerosi progetti che afferiscono a contesti differenti e i cui destinatari sono molteplici, per identità culturale, genere ed età.
Nell’ambito del dialogo interculturale, dell’inclusione sociale e della narrazione di comunità, abbiamo vinto per la seconda volta il Bando Europeo Creative Europe, con il progetto Caravan Next: Feed The Future. Caravan Next è un progetto di TSC e di audience development, ideato da SCT Centre, e Odin Teatret (Danimarca) insieme a 11 partner europei. Come Centro, oltre ad occuparci della supervisione metodologica dell’intero progetto quadriennale, abbiamo aperto a fine maggio 2016 con il primo Macro Event di 7 giorni di evento cittadino di TSC dal titolo Saving The Beauty, nelle Circoscrizioni 6 e 7 di Torino. Nei nove mesi di attività che hanno preceduto l’evento di maggio, gruppi di cittadini di diverse nazionalità e culture - già coinvolti da azioni sociali legate ai progetti S-NODI in Barriera di Milano e alle organizzazioni del Distretto Sociale Barolo - commercianti, associazioni culturali e musicali locali, insieme a studenti e cittadini provenienti da tutta Torino si sono incontrati all’interno di 15 diverse attività teatrali e percorsi creativi proposti e condotti dall’équipe di Caravan Torino. Hanno contribuito al percorso artistico anche scenografi, compositori e registi provenienti da compagnie teatrali di Polonia, Danimarca, Olanda, Spagna.

Parallelamente dal 2014 stiamo collaborando con CIFA Onlus su progetti in Etiopia di promozione dei diritti e di contrasto alle disuguaglianze di genere. Gli interventi si svolgono, dopo una prima fase di preparazione e supervisione metodologica in Italia, direttamente sul campo ad opera di operatori di TSC. I progetti coinvolgono attivamente bambini, donne, studenti e i referenti chiave delle varie comunità con l’obiettivo di promuove lo sviluppo della comunità e la formazione della popolazione rispetto ai temi della discriminazione, dello sfruttamento, della violenza di genere e dell’importanza dell’educazione scolastica, nell’ottica preventiva anche rispetto al flusso migratorio.

Dal 2005 con il Corso di Laurea in Infermieristica di Unito si è sviluppata una collaborazione in un’attività continua di didattica, ricerca e valutazione sul teatro nella formazione di base del professionista infermiere con la realizzazione di laboratori per studenti, spettacoli, convegni. L’obiettivo formativo per la professione infermieristica di acquisire competenze efficaci di relazione e di comunicazione con il paziente e con il team professionale ha portato negli anni ad affrontare diverse tematiche, quali il corpo e la corporeità, la relazione di cura, l’interprofessionalità e la discriminazione in ambito sanitario. È in corso dal 2006 una valutazione scientifica quali-quantitativa, condotta dal corso di Laurea in Infermieristica in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici e la Scuola di Medicina – Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche di Torino, che evidenzia l’impatto positivo dell’esperienza teatrale sulla formazione degli studenti, favorendo una maggiore consapevolezza sulle potenzialità e i limiti del proprio corpo e una riflessione critica sui propri vissuti personali e professionali. In questo contesto si inserisce il progetto di ricerca biennale Co-Health, co-finanziato da Fondazione CRT, i cui esiti sono stati esposti in un convegno internazionale a novembre 2015 organizzato in collaborazione con DoRS. Il progetto si è occupato di progettare, sperimentare e valutare un protocollo di formazione e intervento trasferibile rivolto a medici e infermieri per potenziarne le soft-skills e le competenze relazionali e comunicative; hanno preso parte attiva la Scuola di Medicina, alcuni poli ospedalieri di Torino e le ASLTO 3 e 4, sia negli aspetti valutativi, che per la partecipazione diretta ai laboratori di professioni che lavorano in contesti di cura.
 

I prossimi appuntamenti

... e i prossimi appuntamenti?

A ottobre 2018 invece partirà la nuova Scuola Nazionale di Teatro Sociale e di Comunità, frutto della recente collaborazione con il Centro di Cultura e Iniziativa Teatrale “Mario Apollonio” dell’Università Cattolica di Milano e quella consolidata con il Centro di Documentazione per la Promozione della Salute DoRS Regione Piemonte. Prevede percorsi formativi a livelli, a seconda delle esigenze e esperienze dei partecipanti, e con masterclass di professionisti e docenti esterni:
  • Livello base - Laboratorio Esperienziale di Teatro Sociale (allegato 2018_scuola base) a cadenza settimanale che si svolgerà a Torino (iscrizioni entro il 10 ottobre)
  • Livello avanzato 1 – La conduzione e la progettazione del laboratorio di teatro sociale, che si svolgerà a Milano con cadenza mensile su weekend (novembre 2018 - giugno 2020)
  • Livello avanzato 2 – Fare teatro sociale: elementi di drammaturgia e regia, che si terrà a Torino con cadenza mensile su weekend (gennaio-dicembre 2019)
 
Ci sono altri tre appuntamenti ad ottobre per chi volesse conoscere più da vicino il Teatro Sociale e di Comunità e sue forme di concretizzazione:
  • La Conferenza Internazionale Arte e Comunità che si terrà a Torino (11-12 ottobre) che presenta alcune best practice di community-based arts in Europa, con un focus specifico su quelle sviluppate secondo la metodologia di TSC nei progetti Caravan next e TerrAct – Gli Attori della Terra. Due giorni di riflessioni, testimonianze, workshop e performance suo ruolo dell’arte e, in particolare del teatro, nella costruzione di comunità aperte e plurali, intorno a questi interrrogativi: come può l’arte creare inclusione sociale? Come si può garantire l’accesso di tutti i cittadini ad attività creative e culturali di qualità? E quale impatto ha sulla vita delle persone l’esperienza artistica?
  • Il workshop The voice of the audience che si svolgerà (allegato 201810_voice audience_workshop) nei giorni precedenti alla Conferenza Arte e Comunità e proporrà la performance finale l’11 ottobre alle 20 grazie alla regia e alla conduzione di una compagnia danese. La partecipazione al workshop è gratuita: vi piacerebbe far parte di un coro? Creare musica non attraverso il canto, ma con tutti i tipi di suoni che il pubblico del teatro fa abitualmente? Suoni come colpi di tosse, sospiri, sussurri, il russare, le risa, il battere le mani: tutto questo può diventare un brano musicale.
  • Il Seminario HEALTH DESIGN: Design, Cultura, Arte e Teatro possono generare partecipazione, benessere e salute (Ospedale Mauriziano, 19 ottobre 2018 – ore 17-19.30) all’interno della manifestazione Torino Design of the City organizzato dalla Città di Torino, quale Città Creativa UNESCO. Il seminario è un dialogo fra nuove prospettive metodologiche e progetti innovativi per l’health design. Creare ambienti accessibili e accoglienti; realizzare azioni per la promozione del benessere, dell’umanizzazione e della qualità della vita dei cittadini nei contesti scolastici e ospedalieri: contributi teorici, case study, dibattito per nuove idee a Torino. Il Seminario vede tra gli organizzatori e i promotori DoRS: una delle occasioni per festeggiare i suoi 20 anni di vita.

 

Altre Schede Metodologiche su teatro, benessere e salute:

  • Psicodramma Classico in collaborazione con la Scuola di Psicodramma Estetico-Relazionale - PROSCENIA – Istituto di Psicodramma e Arti Sociali con sede a Torino
  • Teatro dell’Oppresso (in corso di redazione) in collaborazione con Giolli Società Cooperativa Sociale.

 

 

Foto: "Performance itinerante e festa di comunità nel quartiere Nizza Millefonti" da www.socialcommunitytheatre.com 

 

 


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