Gli infortuni occupazionali aumentano quando il lavoro è precario
Lidia Fubini, Dors

Da sapere

La definizione di lavoro precario data dall’International Labor Organization (ILO) prende in considerazione le seguenti condizioni: “situazioni incerte nella durata dell’impiego, disoccupazione mascherata, rapporti di lavoro ambigui, mancanza di accesso alla protezione sociale, privazione dei benefici, stipendi scarsi, ostacoli pratici e legali nell’accesso al sindacato, assenza di potere contrattuale”.

Negli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti sostanziali nel mercato del lavoro. Fattori quali la globalizzazione, le politiche neoliberali, gli avanzamenti tecnologici e la deindustrializzazione, hanno contribuito a spingere la forza lavoro verso contratti lavorativi più flessibili e svantaggiosi. Tali fattori sono stati aggravati dalla crisi finanziaria dei paesi occidentali: si calcola oggi che un terzo della forza lavoro in Europa abbia una situazione insicura.

I lavoratori precari sono esposti con maggiore frequenza a fattori di rischio che possono causare infortuni gravi o mortali. Nella presente revisione sistematica vengono presi in considerazione gli studi che hanno documentato questa associazione.

Molti studi hanno descritto l’associazione tra lavoro insicuro e problemi di salute, diminuzione della soddisfazione lavorativa e sfiducia nell’ambiente psicosociale; questa è la prima revisione sistematica che mette in relazione il precariato con gli infortuni sul lavoro.

Lo studio

Nella revisione sistematica (1), sono stati reperiti in letteratura 471 studi che documentano l’associazione tra precariato e infortuni sul lavoro. Gli autori hanno successivamente effettuato una severa selezione sulla base dei criteri di adeguatezza del disegno dello studio e dell’analisi statistica. Solo 17 sono stati giudicati aderenti ai criteri di inclusione: di questi, 2 sono stati eseguiti presso il Servizio di Epidemiologia dell’ASLTO3 della Regione Piemonte (2, 3).

Risultati dello studio

Non essendoci una definizione univoca di precarietà, sono stati valutati gli effetti sulla salute legati al lavoro temporaneo o multiplo, ai contratti in subappalto, al lavoro autonomo, al lavoro occasionale retribuito con buoni lavoro, con orari variabili, contratti insicuri, controllo dell’orario lavorativo e percorsi di carriera inadeguati.

Gli impiegati temporanei non affrontano una adeguata formazione sull’ambiente di lavoro, sono spesso soggetti a carichi più pesanti e stressanti ed hanno una maggiore tendenza a lavorare anche se ammalati. Il fatto di cambiare spesso mansione, è un fattore di rischio per gli infortuni.

Le associazioni più forti dal punto di vista statistico sono descritte nei seguenti casi: lavoratori con lavori multipli; lavoratori con contratti in subappalto; lavoratori impiegati presso agenzie di personale con lavori temporanei.

Bibliografia

  • Koranyi I, Jonsson J, Rönnblad T, Stockfelt L, Bodin T. Precarious employment and occupational accidents and injuries – a systematic review. Scand J Work Environ Health Online-first 
  • Bena A, Berchialla P, Debernardi ML, Pasqualini O, Farina E, Costa G. Impact of organization on occupational injury risk: evidence from high-speed railway construction. Am J Ind Med. 2011 Jun;54(6):428-37. https://doi.org/10.1002/ajim.20939
  • Giraudo M, Bena A, Leombruni R, Costa G. Occupational injuries in times of labour market flexibility: the different stories of employment-secure and precarious workers. BMC Public Health. 2016 Feb 13;16:150