SCHEDA COMPLETA DELL’AGENTE CANCEROGENO

Vinile cloruro [   ]

Codice CASNumero EINECSClasse IARCFormula brutaFamiglia chimica
75-01-4200-831-01C2H3ClOrganoalogenati
Sinonimi
Chlorethene; Chloroethene; Chloroethylene; Cloretene; Cloroetilene; Cloruro di vinile; Ethene, chloro-; Ethyl carbamate; Ethylene monochloride; Ethylurethan; Etilene monocloruro; Monochloroethene; Monochloroethylene; Monocloroetilene; Rcra waste number u043; Trovidur; Un 1086; Vc; Vcm; Vinile (cloruro di); Vinyl chloride; Vinyl chloride monomer; Vinyl monomer; Cvm; Cloruro di vinile monomero;

Classificazione CE (CLP n.1272/2008)

Per visualizzare le informazioni CLP aggiornate relative alla sostanza, consultare direttamente la scheda dell’ ECHA
http://www.echa.europa.eu/it/web/guest/information-on-chemicals/cl-inventory-database/-/discli/details/11609
Regolamento REACH

Organi Bersaglio

Evidenza sufficienteEvidenza limitata

L’evidenza epidemiologica della cancerogenicità umana del vinil cloruro deriva principalmente da due studi di coorte multicentrici di grandi dimensioni, uno realizzato in USA, l’altro in Europa. Questi studi hanno riguardato lavoratori di industrie che producevano vinil cloruro monomero, polivinil cloruro e prodotti derivati. Ulteriori informazioni sono fornite da studi di coorte di dimensioni minori. Entrambi gli studi hanno riscontrato un sostanziale incremento del rischio relativo di insorgenza dell’angiosarcoma del fegato nei lavoratori esposti. In entrambi gli studi, il rischio di angiosarcoma aumentava notevolmente con la durata dell’esposizione. Molteplici casi di angiosarcoma sono stati riportati in studi di dimensioni minori. In sintesi questi dati costituiscono la prova definitiva che il vinil cloruro provoca angiosarcoma epatico. Esistono evidenze più limitate per l'associazione con il carcinoma epatocellulare del fegato,il cui rischio è aumentato per quei lavoratori affetti dal virus dell'epatite o che fanno uso di alcol. Tra i lavoratori esposti al solo vinile cloruro monomero non vi è evidenza di insorgenza di tumore al polmone, riscontrata invece in lavoratori addetti alla lavorazione del pvc, in cui è presente un’esposizione a livelli elevati di polvere di pvc. Alcuni studi, infine, riportano una correlazione tra l’esposizione a vinil cloruro e l’insorgenza di tumori del tessuto connettivo e dei tessuti molli. I dati derivano da uno studio multicentrico realizzato nel Nord America, in cui si riscontrava un incremento del rischio con la durata dell’esposizione. Questi risultati non sono stati supportati dagli esiti dello studio multicentrico europeo.

Utilizzi della sostanza

Intermedio chimico per produrre polivinilcloruro e copolimeri vinilici, in varie sintesi organiche, come adesivo della plastica, nelle lavorazioni della gomma e della carta, usato anche come refrigerante.

Elenco lavorazioni associate

Industria cartotecnica. 
Industria dei prodotti chimici inorganici ed organici. 
Industria dei prodotti tossici e corrosivi. 
Industria petrolchimica. 
Lavorazione della gomma greggia. 
Produzione di gomma sintetica. 
Produzione di inchiostri, gomma arabica, colle, prodotti per tipografie. 
Produzione di polimeri sintetici ed artificiali. 
Visualizza dettaglio elenco lavorazioni:
Legenda:
Elenco delle lavorazioni collegate all’agente validate tramite i dati di letteratura
Elenco delle ditte, e dei relativi addetti, in cui può essere presente l’agente

Valori Limite di Soglia

American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH)Altri enti

TWA 1 ppm A1 Lung cancer; liver dam

Italia: TWA 2,6 mg/m³, 1 ppm (Decreto Ministeriale 11 febbraio 2021).

Note aggiuntive

Restrizioni e limiti - La sostanza è oggetto del DPR 10/9/1982 n° 962 relativo a: "Attuazione della Direttiva CEE n° 78/610/CEE relativa alla protezione sanitaria dei lavoratori esposti a cloruro di vinile monomero". (G.U. n° 5 del 6 gennaio 1983) La CEE associa alla classificazione la seguente nota: NOTA D: Talune sostanze che tendono spontaneamente alla polimerizzazione o decomposizione si riscontrano generalmente sul mercato sotto forma stabilizzata. È appunto sotto questa forma che sono elencate nell'allegato I della presente direttiva. Tuttavia, tali sostanze sono a volte immesse in commercio sotto forma non stabilizzata. In questo caso, il fabbricante o qualsiasi altra persona che le immette in commercio deve specificare sull'etichetta il nome della sostanza seguito dalla dicitura "non stabilizzata". Esempio: acido metacrilico (non stabilizzato).

Riferimenti bibliografici

Monografie IARC Vol. 7 (1974); Vol. 19 (1979); Suppl. 7 (1987); Vol. 97 (2008); Vol 100 parte F (2012).
Hazardous Substances Data Bank (HSDB).
American Conference of Governmental Industrial Hygienists. Threshold Limit Values and Biological Exposure Indices. Cincinnati, OH 2019.


 


 

Ultima modifica :

22/04/2021