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La faticosa ripresa delle persone ospedalizzate per l'infezione da coronavirus

L'autore, medico dello Stato del Massachussets, mette in evidenza la difficile ripresa delle persone che, a causa del contagio da Covid19, devono essere sottoposte a ricovero e a cure intensive lunghe e invasive. Accanto a malati asintomatici o con sintomi lievi ve ne sono altri in cui invece l'infezione ha un decorso acuto e spesso comporta mesi di riabilitazione in un ambiente non familiare, sottoposti alle cure di persone sconosciute con mascherine al volto, senza la possibilità di ricevere visite dall'esterno. Le conseguenze psicologiche di un'infezione grave da coronavirus in regime di ospedalizzazione e isolamento sono serie. 
Dal punto di vista emotivo e fisico è doloroso e faticoso anche per chi resta a casa, con una prospettiva di lunga separazione e dall'esito incerto: ad esempio, in circa i 2/3 delle donne rimaste a casa coi figli piccoli permangono sintomi depressivi anche dopo un anno dal ricovero del compagno/marito in un reparto di terapia intensiva. 
 


Dhruv Chullar. The challenges of post-COVID19 care, The New Yorker, Medical Dispatch, 23 aprile 2020


La salute mentale come priorità dell'agenda politica dei governi: il richiamo di EuroHealthNet
L'impatto della pandemia di covid 19 sulla salute mentale e sul benessere delle persone è ormai evidente; gli studi e le ricerche evidenziano chiaramente l'emergere di sintomi ansioso-depressivi, stati d'animo caratterizzati da paura e rabbia, che spesso comportano reazioni disadattive e disfunzionali quali abuso di sostanze, disturbi alimentari, comportamenti auto-lesivi e tentativi di suicidio, ecc. È ormai evidente anche come le conseguenze non siano uguali per tutti, ma impattino soprattutto su categorie vulnerabili quali ad esempio gli utenti dei servizi di salute mentale e i loro familiari (anche a causa dell'interruzione della continuità assistenziale), gli adolescenti e i bambini (privati del contatto fisico con il gruppo dei pari), le persone con livello socio-economico basso (che scenderà ancora più in basso), gli operatori sanitari (sottoposti a uno stress senza precedenti).
Di fronte a questo scenario - definito "una tempesta" - EuroHealthNet (rete no profit - a cui è affiliata anche DoRS - di organizzazioni a supporto degli Stati Membri per la promozione della salute e la riduzione delle disuguaglianze ) sta chiedendo con forza alla Commissione Europea una maggiore attenzione alla salute mentale durante e dopo la pandemia, e lancia un appello ai decisori politici europei e internazionali affinché inseriscano nella loro agenda una serie di azioni fondamentali:
- Inserire la salute mentale all'interno delle azioni di contrasto della crisi 
- adottare modalità di comunicazione efficaci per la popolazione per arginare panico e paura
- proteggere la salute mentale degli operatori impegnati in prima linea
- riconoscere il ruolo dei caregivers informali e fornire adeguati supporto e formazione
- valutare e gestire i rischi organizzativi all'interno degli ambienti di lavoro

- assicurare l'accesso tempestivo ai servizi e continuità di trattamento/cura a coloro che ne hanno bisogno
- proteggere la salute mentale dei gruppi vulnerabili, tra cui le persone anziane
- adottare un approccio comunitario e inter-settoriale per promuovere la salute mentale

Le azioni sono dettagliate nella pagina di EHN.