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"Mamma mi parli del Coronavirus?"

Da chi ricevono le informazioni sul Covid - 19 i bambini? Come possiamo parlare con loro della situazione attuale? Quali bisogni informativi hanno i più piccoli? E' sufficiente dire loro di stare a casa e lavarsi le mani? Uno recente studio della Edge Hill University, sollecita la riflessione su questo tema.


 


Test sierologici: le domande più frequenti.

È partita il 25 maggio l’indagine sulla sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-COV2 realizzata da Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, nell’ambito delle rispettive competenze sanitarie e statistiche. Dors risponde alle domande più frequenti sui test sierologici.


Salute a cielo aperto. Riflessioni e proposte di più settori

Quest’articolo è rivolto alle Amministrazioni Locali che studiano quali azioni attuare per tornare a promuovere il benessere psicofisico in sicurezza negli spazi verdi delle città. Abbiamo organizzato una breve raccolta di documenti che portano il punto di vista della Salute Pubblica, dell’Ambiente, della Pianificazione Urbanistica e dello Sport.


La violenza di genere durante il lockdown: i dati ISTAT

Durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate al numero 1522, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Le donne che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%).


Le denunce per maltrattamenti in famiglia sono diminuite del 43,6%, quelle per omicidi di donne del 33,5%, tra le quali risultano in calo dell’83,3% le denunce per omicidi femminili da parte del partner. Per poter dare una lettura adeguata del fenomeno sarà necessario un periodo di riferimento più lungo.


Per il Lazio, il tasso di incidenza passa dal 6,8 del 2019 al 12,4 dello stesso periodo del 2020, per la Toscana, dal 4,8 all’8,5 per 100 mila abitanti. Le vittime chiamano di più rispetto allo stesso periodo del 2019 anche dalla Sardegna e dall’Umbria.


Le chiamate motivate da una richiesta di aiuto per violenza subita ammontano a 1.543, ma si chiama anche per avere informazioni sul servizio 1522 (28,3%), o per manifestare altre situazioni di disagio diverse dalla violenza (17,1%).


Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito. Nel 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita.


 


Epidemia, Infodemia, Fase due... e la Promozione della salute?

La promozione della salute può essere più importante che mai nei momenti di crisi come quello generato dalla pandemia da covid 19. Abbiamo condotto una ricerca rapida di letteratura per provare a capire come.


Distanza fisica, contatto sociale

Durante la conferenza stampa del 20 marzo, una portavoce dell’OMS ha dichiarato che vada adottata, in questo periodo di pandemia, l’espressione “distanziamento fisico” facendo cadere in disuso “distanziamento sociale”. L’articolo analizza la differenza fra i due termini e le implicazioni che comporta tale scelta.


Lo sviluppo della resilienza organizzativa: un approccio evidence-based per favorire la gestione dello stress degli operatori sanitari in situazioni di epidemia

L’articolo prende spunto dalla descrizione di un approccio evidence-based sperimentato e valutato in varie realtà ospedaliere durante l’epidemia di Sars, che mira al contrasto degli effetti stressanti sul personale sanitario impegnato in prima linea, attraverso lo sviluppo/aumento delle abilità di resilienza. Si enfatizza il valore della costruzione di una “resilienza organizzativa” a livello dell’intero sistema sanitario, a partire da alcuni studi e raccomandazioni internazionali.


Covid 19 e sicurezza nei luoghi di lavoro: una rassegna degli strumenti

Nella fase attuale di emergenza sanitaria scaturita dalla diffusione del contagio da Coronavirus, DoRS ha svolto una ricerca in rete per individuare gli strumenti messi a disposizione, in questo frangente, dagli enti, italiani e internazionali, che si occupano di sicurezza nei luoghi di lavoro.


Comunicare il rischio: condividere informazioni per favorire scelte consapevoli

Nelle situazioni di crisi come quella che il mondo sta affrontando attualmente con la diffusione del Covid-19 emerge l’importanza della comunicazione del rischio come strumento per gestire l’emergenza e orientarsi nell’incertezza.


Incertezza, paura e cambio di comportamenti: come prevenire comunicando?

La gigantesca mole di informazioni sul Covid 19 che da qualche mese a questa parte accompagna le nostre giornate rappresenta un evento senza precedenti nella storia della comunicazione pubblica.


Dall'emergere dell'epidemia e lungo tutto il suo sviluppo, la necessità di fornire alla popolazione informazioni chiare, validate e oneste si è fatta sempre più evidente, così come è stato espresso nell’editoriale pubblicato a febbraioscorso sul Lancet che si concludeva così: “E’ possibile che non ci sia un modo di prevenire il Covid 19 in questo mondo globalizzato, ma un'informazione corretta e verificata rappresenta sicuramente la più efficace prevenzione contro la malattia del panico”.


Attività fisica a casa. 25 idee di movimento e di esercizio fisico per bambini e ragazzi

L’infografica propone attività di svago, di gioco attivo e veri e propri esercizi fisici di bassa e media intensità da svolgere a casa. Le idee possono essere svolte da bambini (3 – 10 anni) e da ragazzi (11 – 14 anni). La scelta degli esercizi va operata, con la supervisione di un adulto, in base all’età e ai livelli di attività fisica abituali del minore. L’infografica, nelle lingue originali, può essere una risorsa per la didattica a distanza nell’insegnamento della lingua inglese, spagnola, dell’educazione motoria e della promozione della salute e dell’attività fisica.



Emergenza Covid-19 e privacy: la ricerca epidemiologica a supporto delle decisioni delle autorità

Disporre di  dati  quanto più precisi e completi  e appliccare le migliori tecniche di analisi è oggi il bisogno piu' sentito per supportare scientificamente  le scelte dei decisori. Analizziamo gli aspetti di gestione dei dati personali e presentiamo la Survey appena promossa da Ministero e Istat per gestire questa fase di emergenza.


Impatto della pandemia da Covid-19 sulle donne: Policy brief del segretario generale dell’ONU

Considerazioni, sul blog della Società italiana di Diritto internazionale e di Diritto dell’Unione europea, in merito al policy brief presentato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite il 9 aprile 2020.  Vengono individuati  cinque ambiti in cui la pandemia produrrà un impatto specifico sulle donne, aggravando le disuguaglianze di genere e creando nuovi problemi. In particolare si fa riferimento all’ambito economico, di salute, al lavoro di cura non retribuito, alla violenza di genere e a particolari contesti di fragilità, conflitto o altre emergenze.


Per quanto attiene alla violenza di genere,  dal documento si evince che il Covid-19 ha generato un aumento significativo dei casi di violenza contro le donne, anche in conseguenza dell’adozione da parte di molti Stati di misure di limitazione degli spostamenti e della libertà di movimento. La pandemia in corso ha, oltre ad avere aggravato situazioni preesistenti di rischio, diminuito le possibilità di reazione a situazioni di violenza. Il problema è trasversale e globale. Il policy brief del Segretario Generale indica  come gli Stati devono porre in essere soluzioni adeguate anche in situazioni di emergenza. Tra le misure di risposta alla diffusione del Covid-19 vanno incluse le case-rifugio, considerate servizi essenziali, l’aumento degli spazi a disposizione per l’accoglienza delle vittime di violenza, il potenziamento dei servizi già disponibili (compresa la possibilità di segnalare situazioni di violenza online o in luoghi sicuri e accessibili, come le farmacie o i supermercati).


Staiano F. L'impatto della pandemia da Covid-19 sulle donne: considerazioni sul policy brief del segretario generale dell'ONU. SIDIblog, 3 maggio 2020


Policy brief: https://www.unwomen.org/en/digital-library/publications/2020/04/policy-brief-the-impact-of-covid-19-on-women


 


 


Psicologi contro la paura: informazioni e materiali per i cittadini

Sezione del sito del CNOP Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che contiene  utile materiale divulgativo e scientifico per la gestione dello stress e del'ansia. In particolare : un pieghevole vademecum multilingue; l'accesso alla Biblioteca Digitale Mondiale dell'Unesco; una guida anti-stress per i cittadini; materiali prodotti dalle associazioni e società scientifiche; materiali prodotti dagli Ordini territoriali.


La salute mentale e lo stress post-traumatico in tempi di pandemia

"Mental Health and the Covid-19 Pandemic" si concentra sullo stress post-traumatico sempre presente dopo una pandemia o eventi catastrofici e su come trattarlo  in un momento in cui l'unico approccio possibile sembra essere la telemedicina. L'istruzione e la formazione relative alle questioni psicosociali dovrebbero essere invece fornite anche ai leader del sistema sanitario, ai primi soccorritori e agli operatori sanitari in generale. Le comunità di gestione della salute mentale e delle emergenze dovrebbero collaborare per identificare, sviluppare e diffondere risorse basate sull'evidenza relative alla salute mentale, al triage, ai bisogni di popolazioni speciali, alle comunicazioni dei decessi e alle cure per gli eventi luttuosi..


Pfefferbaum, B, North, CS. Mental Health and the Covid-19 Pandemic, NEJM April 13, 2020


 


Guida anti-stress per i cittadini in casa

Opuscolo del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi. La guida fornisce consigli e informazioni utili sviluppando in particolare i seguenti punti: Gestire lo stress e sviluppare resilienza; Riscoprire le proprie risorse; Dare dignità a ogni aspetto della giornata; Gestire le emozioni negative; Aprire la mente all’altro… vicino; Applicare il minimalismo digitale; Lavorare da casa, come riorganizzare le proprie abitudini quotidiane; Non dimenticare l’attività fisica; Socializza, adesso hai tempo per farlo; Ascoltare i bambini; Gli adolescenti; E gli anziani; Un occhio di riguardo alla coppia; Non dimenticare il tempo per il riposo; Provare ad imparare nuove abitudini; Non vivere solo di Coronavirus; Riflettere sulla gestione della paura; Ma anche smettere di pensare ad essa; Sforzarsi di trovare qualche aspetto positivo; Dove posso trovare supporto psicologico?


Raccomandazioni di “Alzheimer Europe” sulla promozione del benessere delle persone affette da demenza e dei loro caregiver durante la pandemia

Raccomandazioni di “Alzheimer Europe” sulla promozione del benessere delle persone affette da demenza e dei loro caregiver durante la pandemia


Introduzione

In questa dichiarazione, “Alzheimer Europe” esamina alcune delle questioni chiave e delle sfide che devono affrontare le persone con demenza, i caregiver informali e i professionisti della salute e dell'assistenza sociale e fornisce alcune raccomandazioni. Molte persone con demenza sono anziane e quindi a maggior rischio di essere colpite da Covid-19, ma non tutte le persone con demenza sono anziane e il virus colpisce persone di tutte le età. Avere la demenza non si ritiene che aumenti il ​​rischio di contrarre Covid-19, ma le persone con demenza possono trovare più difficile l'adozione o il rispetto di varie misure di protezione (ad esempio legate al lavaggio delle mani, alla gestione della tosse, al distanziamento, isolamento e blocco) e di ottenere il necessario supporto durante questo momento difficile. È quindi importante essere particolarmente vigili durante la pandemia al fine di proteggere il loro benessere, la loro sicurezza e i loro diritti e garantire a loro e ai loro caregiver il supporto di cui hanno bisogno.



Sfide per le persone con demenza durante la pandemia di COVID-19

Le persone con demenza possono trovare interrotte le loro normali routine, mancare di stimoli cognitivi, sentirsi sole e ansiose, temere di essere abbandonate e rischiare la depressione.

Alcune persone affette da demenza, soprattutto nelle prime fasi, possono far fronte relativamente bene e potrebbero forse fornire un prezioso feedback alle associazioni di Alzheimer e ai fornitori di servizi e sensibilizzare su alcune delle potenziali sfide per le persone affette da demenza durante la pandemia.

Altre possono sperimentare un deterioramento delle loro condizioni, disturbi del sonno, un cambiamento nel comportamento, trascuratezza di sé e istituzionalizzazione precoce. Anche le persone con demenza più avanzata, che non comprendono appieno la situazione attuale, possono essere colpite dalla perdita di sostegno e dalla percezione dello stress e dello sconvolgimento emotivo causati da Covid-19 attraverso le persone intorno a loro e attraverso i media. Potrebbero avere difficoltà a comprendere il "bozzolo" (a casa o nelle cure residenziali), le distanze e l'uso di indumenti protettivi (rendendo difficile riconoscere i fornitori di servizi), facendoli sentire intrappolati, abbandonati, confusi o spaventati. Man mano che i centri diurni si chiudono e i servizi di assistenza domiciliare e le visite di amici e parenti vengono ridotti o interrotti, i bisogni delle persone con demenza rischiano di non essere individuati o non adeguatamente soddisfatti. Molti professionisti della salute e dell'assistenza sociale, così come il personale di supporto, devono isolarsi, sia per misura precauzionale sia perché hanno il virus. Questo è un approccio legittimo e responsabile, ma porta a carenze di personale e ulteriore interruzione delle cure e del supporto di cui hanno bisogno le persone con demenza.

Ci sono alcune misure semplici che le persone possono adottare per proteggersi da Covid-19. Tuttavia, le persone con demenza possono mettere sé stessi e gli altri a rischio di infezione se non capiscono, gestiscono o ricordano di rispettare tali misure (legate al lavaggio delle mani, alla tosse e al non toccare il viso, mantenendo una distanza dagli altri e, dove raccomandato, indossando una mascherina). In alcuni Paesi, il mancato rispetto di alcune restrizioni può comportare multe e altre sanzioni.

Sfide per i caregiver informali durante la pandemia da COVID-19

Parenti, partner e amici intimi che forniscono assistenza e supporto informali alle persone affette da demenza possono incontrare difficoltà durante la pandemia (ad esempio legate a un'interruzione delle normali routine, perdita di supporto eservizi, aumentato bisogno di assistenza aggiuntiva e preoccupazioni sulla loro capacità di far fronte a questo). Alcuni potrebbero aver deciso di annullare il supporto che avevano nel tentativo di ridurre il rischio di infezione. Laddove i caregiver informali convivono con la persona affetta da demenza, il maggiore tempo trascorso insieme, la mancanza di supporto e le preoccupazioni per far fronte alla mutata situazione possono portare a tensioni, esaurimento e persino abusi. Esistono vari mezzi di supporto per gli assistenti informali (e/o direttamente per le persone con demenza), ma alcuni di questi sono problematici durante la pandemia. Ad esempio, possono fare affidamento su persone (che potrebbero però non rendersi conto di avere il virus) che entrano nella casa della persona, sull'uso di Internet o su estranei affidabili. Molti caregiver non sono a conoscenza del supporto disponibile o pensano che ne avrebbero diritto. Molte sono le persone anziane che non hanno accesso a Internet o non si sentono a proprio agio nell'usarlo. Le difficoltà con la lingua, l'alfabetizzazione e la comprensione, la mancanza di fiducia, i requisiti culturali e religiosi e le questioni finanziarie possono far sì che alcuni caregiver (e le stesse persone con demenza) non ricevano informazioni sulla pandemia e sul supporto disponibile o non ritengano che il supporto offerto sia adeguato o corrisponda ai loro bisogni.

I caregiver informali possono anche trovare difficoltà nel distacco e nell'isolamento, non solo in termini di assistenza e supporto, ma anche in relazione alla propria vita e al proprio benessere. Potrebbero mancare di supporto emotivo oltre che pratico e avere preoccupazioni circa la loro capacità di prendersi cura della persona con demenza, specialmente quando alcuni servizi erano precedentemente forniti da assistenti professionali (ad es. bagno, cura personale e assistenza per la toilette). Gli assistenti più anziani e hanno problemi di salute possono trovare particolarmente difficile adempiere alle loro responsabilità di cura. La mancanza di pause e l'incertezza sulla durata delle restrizioni possono rendere il periodo particolarmente difficile.


Sfide per gli operatori sanitari e di assistenza sociale durante la pandemia
Molti professionisti della salute e dell'assistenza sociale si stanno sforzando di fornire un trattamento adeguato e tempestivo, supporto e assistenza alle persone affette da demenza e agli assistenti informali, nonostante i timori per la propria sicurezza e quella delle loro famiglie e l'aumento dei carichi di lavoro derivanti da livelli ridotti di personale. In molti Paesi, l'abbigliamento protettivo è scarso o inadeguato, anche negli istituti gestiti da enti pubblici, e la situazione delle società di assistenza private è spesso ancora peggiore.

La demenza è in genere accompagnata da difficoltà con la lingua e la comunicazione. Parenti e amici intimi contribuiscono al mantenimento del benessere psicologico ed emotivo delle persone con demenza. Inoltre svolgono spesso un ruolo importante nell'aiutare i residenti a comunicare al personale le loro esigenze, preoccupazioni e preferenze. Blocchi e misure di allontanamento rendono questo difficile, se non impossibile. Le persone affette da demenza nelle case di cura e negli ospedali, che dipendono dai loro accompagnatori per il processo decisionale condiviso o supportato, sono quindi particolarmente vulnerabili quando le visite sono limitate. Ciò può valere anche per i rappresentanti legali. Le procedure di dimissione dagli ospedali possono essere più problematiche in quanto molti caregiver informali sono essi stessi appartenenti a gruppi a rischio, mancano i livelli di supporto messi in atto in precedenza e i pazienti possono avere necessità di cure aggiuntive. Gli operatori sanitari e di assistenza sociale transfrontalieri che ogni giorno attraversano le frontiere per raggiungere il proprio posto di lavoro possono essere ostacolati da lunghi controlli. I caregiver migranti residenti, che lavorano a rotazione, potrebbero trovarsi impossibilitati a lavorare.

La restrizione per i visitatori e la paura e l'ansia che circondano Covid-19 possono rendere difficile per i professionisti della salute e dell'assistenza sociale mantenere alto il morale dei loro residenti, pazienti e clienti con demenza. Ciò può aumentare il rischio di solitudine, noia e depressione e portare a comportamenti difficili da gestire. Le opportunità di isolare le persone con demenza (su cui grava il sospetto di essere contagiate da Covid-19) in case di cura possono essere limitate e il personale può avere preoccupazioni riguardo a quelle persone che possono infettare altri residenti e anche il personale (portando quindi a ulteriore carenza tra il personale). Questo dilemma è ulteriormente aggravato in alcuni paesi dalla mancanza di opportunità di test per le persone nelle case di cura residenziali e per il personale.


Raccomandazioni per le associazioni che si occupano di Alzheimer

Le associazioni che si occupano di Alzheimer possono continuare a sostenere le persone con demenza e i loro caregiver informali:

    - fornendo informazioni alle persone con demenza sui sintomi di Covid-19 e su come e dove chiedere aiuto in modo facile e accessibile, tenendo presente che queste persone hanno diversi livelli di istruzione, alfabetizzazione, familiarità con Internet e abilità linguistiche, e provengono da diversi contesti etnici, culturali e religiosi



    - assicurandosi che le persone con demenza e coloro che si prendono cura di loro siano informate dei servizi disponibili durante la pandemia e che sappiano accedervi



    - fornendo orientamento e consulenza agli assistenti informali su come supportare le persone


con demenza sia sul piano pratico sia su quello emotivo (ad esempio, come strutturare la giornata e mantenere la persona attiva, garantire una buona dieta e, quando possibile, uscire all'aria aperta, gestire i farmaci e mantenere il contatto con gli altri telefonicamente o virtualmente) e su come prendersi cura dei propri bisogni



    - mantenendo l’assistenza telefonica e il supporto online per le persone con demenza e gli accompagnatori informali, inclusi collegamenti a informazioni e risorse aggiuntive



    - facendo uso delle tecnologie come Zoom, Skype e web radio per promuovere il contatto sociale e il supporto faccia a faccia, nonché utili app e video online (ad es. consigli pratici, consulenza, esercizi sulla sedia, yoga ed esercizi per mantenersi in forma, stimolazione cognitiva e informazione)



    - esplorando diversi metodi di comunicazione che non si basano sull'accesso a Internet (ad esempio volantini stampati, stazioni radio locali per raggiungere le persone nelle aree rurali, messaggi dai minareti e bollettini dalle chiese per raggiungere le comunità religiose, articoli di giornali e telefonate)



    - coordinando il supporto di amici, volontari e associazioni locali (ad es. per la spesa, i pasti e le riparazioni essenziali, per raccogliere farmaci, portare a spasso cani e promuovere i contatti sociali)

Per i professionisti della salute e dell'assistenza sociale
Le professioni sanitarie e di assistenza sociale dovrebbero sforzarsi di fornire le migliori cure possibili alle persone affette da demenza nei limiti delle misure e restrizioni preventive e delle carenze di personale, con la dovuta attenzione ai diritti, alla sicurezza e al benessere di queste ultime.


Per raggiungere questo obiettivo:

 - dovrebbe essere fatto ogni sforzo per facilitare il contatto con parenti e amici intimi della persona con demenza, via telefono e comunicazione online e nelle case di cura residenziali per facilitare la comunicazione attraverso la tecnologia tra residenti, parenti e amici
    


- fatto salvo l'accordo di residenti / pazienti con demenza, i caregiver informali e i rappresentanti legali dovrebbero essere contattati in modo da consentire loro di contribuire alle decisioni di cura


 


- i desideri e le preferenze espressi devono essere rispettati



- dovrebbe essere prestata particolare attenzione al mantenimento delle routine, fornendo informazioni senza causare angoscia e fornendo supporto emotivo alle persone con demenza



- in circostanze eccezionali, come situazioni di emergenza o di fine vita, le visite limitate dei familiari dovrebbero essere consentite solo se sicure per altri residenti e personale

- Nonostante la mancanza di risorse, lo stress emotivo e la carenza di personale, il contenimento fisico, meccanico e chimico non dovrebbe essere utilizzato per gestire situazioni di cura difficili. In casi estremi, se assolutamente essenziale per la sicurezza della persona interessata, tale uso dovrebbe essere conforme ai requisiti legali



Per i Governi


Le misure adottate dai Governi per proteggere le persone dai danni, comprese quelle affette da demenza e gli assistenti informali, dovrebbero essere proporzionate al rischio e ai potenziali benefici.


 


Queste dovrebbero includere:

    -la costituzione di un team specializzato e lo sviluppo di un piano per rispondere alle esigenze dei gruppi vulnerabili durante la pandemia e per prevenire la diffusione del virus, garantire la parità di accesso alle cure e ai trattamenti necessari, ripristinare i normali servizi e supportare la post-pandemia



    - l’assicurazione di test prioritari (non appena i test sono disponibili) a tutto il personale sanitario e di assistenza sociale, a tutti i livelli (ad es. comprendendo il personale di servizio e ausiliario) e indipendentemente dallo status occupazionale (ad es. impiegato statale, prestatori di cure private o autonomi )



    - la minimizzazione della burocrazia e delle barriere non necessarie che attualmente impediscono agli operatori sanitari e di assistenza sociale di fornire servizi essenziali ai gruppi vulnerabili (ad es. stipulando accordi transfrontalieri ed estendendo provvisoriamente i diritti di soggiorno dei caregiver migranti residenti)

I Governi dovrebbero contattare le persone affette da demenza in collaborazione con le associazioni nazionali dell'Alzheimer, con informazioni di facile comprensione sullo stato attuale della pandemia Covid-19, misure di protezione e supporto disponibile. Ciò dovrebbe includere:

   - messaggi e istruzioni sulla distanza che enfatizzino la necessità di distanza fisica, ma incoraggino l'interazione sociale via telefono, social media e app per riunioni online



    - informazioni e infografiche di facile comprensione che non siano influenzate culturalmente



    - informazioni culturalmente sensibili e appropriate specificamente indirizzate a persone appartenenti a gruppi etnici minoritari, sviluppate con l'aiuto di persone delle comunità interessate



    - informazioni che corrispondano alle esigenze delle persone con livelli inferiori di istruzione, alfabetizzazione e abilità linguistiche, nonché delle persone con disabilità intellettive e menomazioni che incidono sulla comunicazione e la comprensione


I governi dovrebbero allocare le risorse finanziarie necessarie e assicurarsi che la logistica sia in atto in modo da garantire che:

    - i diritti, il benessere e la sicurezza delle persone con demenza siano garantiti, incluso l'accesso al supporto formale durante la pandemia (ad es. cibo, cure e supporto necessari, protezione da frodi, truffe e abusi)



    - le ONG e gli enti di beneficenza possano continuare a fornire supporto e servizi preziosi
    


    - tutti gli operatori sanitari e di assistenza sociale abbiano accesso a dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, indipendentemente dal fatto che lavorino per enti pubblici o per aziende private



    - siano resi disponibili medicinali e disinfettanti essenziali e informazioni affidabili sul loro uso appropriato



    - i giovani con un impiego retribuito siano in grado di rimanere a casa per fornire assistenza a tempo pieno, se necessario, alle persone con demenza



    - i volontari e le organizzazioni di volontariato siano in grado di rispondere alle esigenze delle persone affette da demenza e che queste ultime possano beneficiare di tale sostegno in sicurezza

Questa posizione è stata adottata dal Consiglio di “Alzheimer Europe” il 14 aprile 2020. Il documento si basa sulle raccomandazioni identificate in occasione di due incontri Zoom organizzati da “Alzheimer Europe” con il Gruppo di esperti governativi europei sulla demenza (24 marzo 2020) e le organizzazioni membri nazionali dell'associazione (2 Febbraio 2020).


 


 


 


Covid -19: consideriamo (anche) l'Health Literacy

Il ruolo e l'importanza dell'health literacy non sono mai stati così evidenti come nel momento storico che stiamo vivendo.


Tra infodemia, fake news, complottismo, dati epidemiologici giornalieri, vademecum comportamentali, la "capacità di accedere, comprendere, valutare e utilizzare le informazioni di salute" rappresenta una competenza necessaria e fondamentale per sapersi muovere nell'attuale spazio comunicativo, un universo complesso, magmatico e spesso disorientante.


Emergenza Covid-19 e privacy: accesso ai dati o eccesso di dati? Le APP

Facciamo il punto su due aspetti di gestione dei trattamenti di dati personali nell’emergenza Covid-19: l’uso dei dati per la ricerca epidemiologica a supporto delle decisioni delle autorità e la tracciatura dei movimenti delle persone affette e dei loro contatti tramite app. PARTE PRIMA: LE APP


La salute mentale degli operatori sanitari durante e dopo la pandemia di covid19

A causa della pandemia di Covid -19, gli operatori sanitari impegnati in prima linea sono tra le persone maggiormente esposte allo stress e al rischio di complicanza dal punto di vista della salute mentale. Molti recenti studi “sul campo”, hanno indagato, a tal fine, le azioni di supporto psicologico e psicosociale con metodologia a distanza. A partire dai risultati di questi studi, è possibile trarre evidenze, procedure e raccomandazioni. Con questo articolo abbiamo cercato di selezionare e descrivere le principali buone prassi evidence based e linee guida che indicano “ciò che funziona” per proteggere/promuovere il benessere psicofisico degli operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19.


Quando la cura può suscitare nuovo male. La violenza di genere in tempi di pandemia

Durante i periodi di emergenza è stato ormai rilevato come la violenza contro le donne tenda ad aumentare. Nonostante i dati a cui attingere siano ancora scarsi, i rapporti che provengono da alcuni Paesi, come, ad esempio, la Cina, suggeriscono un forte aumento dei casi di violenza domestica dall’inizio dell’epidemia. DoRS propone un articolo che passa in rassegna le politiche poste in atto nei diversi Paesi per proteggere le donne vittime di violenza e una rassegna contenente raccomandazioni, linee guida, articoli scientifici,  articoli di quotidiani e settimanali.


Quando passeremo alla fase 2 della pandemia?

L’OMS lo scorso 14 aprile ha aggiornato la strategia globale per rispondere alla pandemia da COVID-19. Il documento ha l’obiettivo di aiutare a guidare la risposta a livello nazionale e subnazionale. Dors ha tradotto e contestualizzato all’Italia le 6 condizioni che l’OMS considera necessarie per passare alla fase 2.


Comunità e COVID-19: la prospettiva di Glenn Laverack, esperto di epidemie

Aggiorniamo l’articolo con le 10 cose da fare meglio proposte da Glenn Laverack: agire con efficacia e tempestività per favorire il benessere e la salute delle persone e delle comunità locali colpite dall’epidemia di COVID-19. Il decalogo nasce da una lunga esperienza di un esperto di empowerment che ha vissuto professionalmente e umanamente molte epidemie in giro per il mondo.


COVID-19 e violenza contro le donne: Considerazioni e raccomandazioni dell'OMS
Il documento dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) richiama l'attenzione sui diversi modi in cui la pandemia COVID-19 e le misure restrittive, come rimanere confinati a casa, possano esacerbare il rischio di violenza domestica contro le donne. Sottolinea l'importanza di garantire che vengano mantenuti i servizi di supporto e assistenza medica per donne e bambini colpiti da tale violenza e che cosa possono fare gli operatori dei servizi sanitari. Fornisce raccomandazioni su quali misure possano essere adottate da governi, operatori sanitari, membri della comunità e altri per mitigare tale violenza e i suoi impatti. Fornisce inoltre suggerimenti per affrontare lo stress a casa e le azioni che le donne  e i loro familiari possono intraprendere.

Campagna “Libera puoi” per le donne vittime di violenza durante la pandemia

Campagna social “Libera puoi”, promossa dal Dipartimento per le Pari opportunità a sostegno delle donne vittime di violenza durante l'emergenza causata dall’epidemia da Covid19. L’obiettivo è promuovere il numero 1522, attivo h24, e far conoscere l’app “1522”, disponibile su IOS e Android, che consente alle donne di chattare con le operatrici e chiedere aiuto e informazioni in sicurezza, senza correre il rischio ulteriore di essere ascoltate dai loro aggressori.


Violenza alle donne durante la pandemia: Protocollo d'intesa fra Ministero e Ordine Farmacisti

La Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), il presidente di Federfarma e il presidente di Assofarm hanno firmato questa mattina un protocollo d’intesa per potenziare l’informazione per le donne vittime di violenza domestica e/o stalking durante l’emergenza Coronavirus.


L’obiettivo è essere accanto alle donne in questo momento, fornendo loro tutte le informazioni necessarie per chiedere aiuto e denunciare la violenza in sicurezza. Le farmacie presenti sul territorio nazionale riceveranno materiale informativo che consentirà alle donne di accedere alle prime indicazioni utili per prevenire ed affrontare in modo efficace eventuali situazioni di violenza o stalking da parte maschile. A questo scopo sono state predisposte delle linee guida informative, che saranno rese disponibili nelle farmacie. In particolare, sarà rafforzata la diffusione, anche attraverso l’esposizione di un cartello, del numero verde antiviolenza 1522, attivo h24, già oggetto in queste settimane di una campagna di comunicazione promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Cosa ci sta insegnando la pandemia da COVID-19 sulle disuguaglianze e sulla sostenibilità dei nostri sistemi sanitari?


EuroHealnet (EHN) pubblica sul sito alcune interessanti riflessioni, supportate da evidenze scientifiche, sulle sfide attuali che la pandemia da COVID19 sta costringendo i sistemi sanitari dei vari paesi ad affrontare soprattutto in termini di disuguaglianze sociali. EHN inoltre suggerisce di cominciare non solo a ipotizzare delle strategie per tutte le sfide che ancora ci aspettano sul medio e lungo termine, ma di cominciare a fare qualcosa di concreto fin da subito e coinvolgendo le varie communities:  Proteggere la salute dei cittadini è una responsabilità di tutti.


Scarica la traduzione Italiana a cura di Dors


Sarà vero? Il fact checking ai tempi del Covid 19

Il Direttore Generale dell'OMS ha dichiarato che rispetto al nuovo Coronavirus "Non stiamo combattendo solo un'epidemia, stiamo combattando anche un'infodemia".


In questa situazione di sovraffollamento informativo diventa sempre più complicato rintracciare fonti affidabili e credibili ed evitare di inciampare in notizie non sottoposte a verifiche o addirittura in vere e proprie fake news.


Considerazioni sulla salute mentale e psicosociale durante l'epidemia da COVID-19

L'OMS e le autorità sanitarie pubbliche di tutto il mondo stanno agendo per contenere l'epidemia da COVID-19. Tuttavia, questo momento di crisi sta generando stress in tutta la popolazione. Le considerazioni presentate in questo documento sono state sviluppate dal  WHO Department of Mental Health and Substance Use, come una serie di messaggi che possono essere utilizzati nelle comunicazioni per supportare il benessere mentale e psicosociale in diversi gruppi target durante l'epidemia.


 


Messaggi per la popolazione generale:



  1.  è probabile che COVID-19 colpisca persone di molti paesi, in molte aree geografiche. Quando si fa riferimento a persone con COVID-19, non associare la malattia a nessuna particolare etnia o nazionalità. Sii empatico con tutti coloro che ne sono colpiti, in e da qualsiasi paese. Le persone colpite da COVID-19 non hanno fatto nulla di male e meritano il nostro sostegno, compassione e gentilezza. 2. Non riferirsi alle persone con la malattia come "casi COVID-19", "vittime" "famiglie COVID-19" o "malati". Sono "persone che hanno COVID-19", "persone che sono in cura per COVID-19" o "persone che si stanno riprendendo da COVID-19", e dopo il recupero da COVID-19 la loro vita andrà avanti con il loro lavoro , famiglie e persone care. È importante separare una persona dall'avere un'identità definita da COVID-19, al fine di ridurre lo stigma. 3. Riduci al minimo la visione, la lettura o l'ascolto di notizie su COVID-19 che ti fanno sentire ansioso o in difficoltà; cercare informazioni solo da fonti attendibili e principalmente in modo da poter prendere misure pratiche per preparare i tuoi piani e proteggere te stesso e i tuoi cari. Cerca aggiornamenti di informazioni in orari specifici durante il giorno, una o due volte. Il flusso improvviso e quasi costante di notizie su un focolaio può far preoccupare chiunque. Prendi i fatti; non voci e disinformazione. Raccogli informazioni a intervalli regolari dal sito Web dell'OMS e dalle piattaforme delle autorità sanitarie locali per aiutarti a distinguere i fatti dalle voci. I fatti possono aiutare a ridurre al minimo le paure. 4. Proteggi te stesso e offri sostegno agli altri. Assistere gli altri nel momento del bisogno può essere di beneficio sia per la persona che riceve supporto sia per l'aiuto. Ad esempio, controlla telefonicamente i vicini o le persone nella tua comunità che potrebbero aver bisogno di ulteriore assistenza. Lavorare insieme come un'unica comunità può aiutare a creare solidarietà nell'affrontare insieme COVID-19. 5. Trova opportunità per amplificare storie positive e di speranza e immagini positive di persone locali che hanno sperimentato COVID-19. Ad esempio, storie di persone che si sono riprese o hanno supportato una persona cara e sono disposte a condividere la loro esperienza. 6. Onora i caregiver e gli operatori sanitari che supportano le persone colpite da COVID-19 nella tua comunità. Riconosci il ruolo che svolgono nel salvare vite e nel proteggere i tuoi cari.


 


Messaggi per gli operatori sanitari



  1. Sentirsi sotto pressione è un'esperienza probabile per te e molti dei tuoi colleghi. È abbastanza normale sentirsi così nella situazione attuale. Lo stress e i sentimenti ad esso associati non riflettono affatto che non puoi fare il tuo lavoro o che sei debole. Gestire la tua salute mentale e il benessere psicosociale durante questo periodo è importante quanto gestire la tua salute fisica. 8. Abbi cura di te in questo momento. Cerca di utilizzare utili strategie di coping come garantire riposo e tregua sufficienti durante il lavoro o tra i turni, mangiare cibo sufficiente e sano, impegnarti in attività fisica e rimanere in contatto con la famiglia e gli amici. Evita di usare strategie di coping inutili come l'uso di tabacco, alcol o altre droghe. A lungo termine, questi possono peggiorare il tuo benessere mentale e fisico. L'epidemia COVID-19 è uno scenario unico e senza precedenti per molti lavoratori, in particolare se non sono stati coinvolti in risposte simili. Anche così, l'utilizzo di strategie che hanno funzionato per te in passato per gestire i periodi di stress può essere di beneficio ora. Sei la persona più propensa a sapere come puoi ridurre lo stress e non dovresti essere riluttante a mantenerti psicologicamente bene. Questo non è uno sprint; è una maratona. 9. Alcuni operatori sanitari possono purtroppo provare desiderio di evasione dalla propria famiglia o comunità a causa di stigmatizzazione o paura. Ciò può rendere molto più difficile una situazione già impegnativa. Se possibile, rimanere in contatto con i propri cari, anche attraverso metodi digitali, è un modo per mantenere i contatti. Rivolgiti ai tuoi colleghi, al tuo manager o ad altre persone di fiducia per il supporto sociale: i tuoi colleghi potrebbero avere esperienze simili a te. 10. Usare modi comprensibili per condividere messaggi con persone con disabilità intellettive, cognitive e psicosociali. Laddove possibile, includere forme di comunicazione che non si basano esclusivamente su informazioni scritte. 11. Sapere come fornire supporto alle persone colpite da COVID-19 e sapere come collegarle alle risorse disponibili. Ciò è particolarmente importante per coloro che richiedono supporto psicosociale. Lo stigma associato a problemi di salute mentale può causare riluttanza a cercare supporto sia per COVID-19 che per condizioni di salute mentale. La Guida all'intervento umanitario mhGAP include una guida clinica per affrontare le condizioni prioritarie di salute mentale ed è progettata per l'uso da parte di operatori sanitari.


 


 Messaggi per team leader o manager in strutture sanitarie



  1. Mantenere tutto il personale protetto dallo stress cronico e da cattive condizioni di salute mentale significa metterli in condizioni di avere una migliore capacità di adempiere ai loro ruoli. Assicurati di tenere presente che la situazione attuale non scomparirà dall'oggi al domani e concentrati sulla capacità occupazionale a più lungo termine piuttosto che sulle ripetute risposte alla crisi a breve termine. 13. Garantire che tutto il personale fornisca comunicazioni di buona qualità e accurati aggiornamenti delle informazioni. Ruota i lavoratori dalle funzioni di maggiore stress a quelle di minor stress. Partner di lavoratori inesperti con i loro colleghi più esperti. Il sistema amico aiuta a fornire supporto, monitorare lo stress e rafforzare le procedure di sicurezza. Garantire che il personale di sensibilizzazione entri nella comunità in coppia. Avviare, incoraggiare e monitorare le pause di lavoro. Implementare programmi flessibili per i lavoratori che sono direttamente interessati o che hanno un membro della famiglia colpito da un evento stressante. Assicurati che i colleghi si supportino reciprocamente. 14. Garantire che il personale sia a conoscenza di dove e come possano accedere ai servizi di assistenza psicosociale e di salute mentale e facilitare l'accesso a tali servizi. I dirigenti e i team leader si trovano ad affrontare simili stress per il proprio personale e possono subire ulteriori pressioni relative alle responsabilità del proprio ruolo. È importante che le disposizioni e le strategie di cui sopra siano in atto sia per i lavoratori che per i dirigenti e che i dirigenti possano essere modelli di ruolo per le strategie di auto-cura per mitigare lo stress. 15. Orientare tutti i soccorritori, inclusi infermieri, conducenti di ambulanze, volontari, identificatori di casi, insegnanti e leader di comunità e lavoratori in siti di quarantena, su come fornire supporto emotivo e pratico di base alle persone colpite utilizzando il pronto soccorso psicologico.16. Gestire urgenti disturbi mentali e neurologici (ad es. Delirio, psicosi, grave ansia o depressione) all'interno di strutture sanitarie di emergenza o generali. Potrebbe essere necessario impiegare personale qualificato e addestrato e in questi luoghi quando il tempo lo consente, e la capacità del personale sanitario generale di fornire assistenza per la salute mentale e psicosociale dovrebbe essere aumentata (vedere la Guida all'intervento umanitario mhGAP). 17. Garantire la disponibilità di farmaci psicotropi essenziali e generici a tutti i livelli di assistenza sanitaria. Le persone che convivono con problemi di salute mentale a lungo termine o convulsioni epilettiche avranno bisogno di un accesso ininterrotto ai loro farmaci e la sospensione improvvisa dovrebbe essere evitata.


 


Messaggi per chi si prende cura dei bambini



  1. Aiuta i bambini a trovare modi positivi per esprimere sentimenti come paura e tristezza. Ogni bambino ha il suo modo di esprimere le emozioni. A volte impegnarsi in un'attività creativa, come giocare o disegnare può facilitare questo processo. I bambini si sentono sollevati se possono esprimere e comunicare i loro sentimenti in un ambiente sicuro e di supporto. 19. Tenere i bambini vicini ai genitori e alla famiglia, se considerati sicuri, ed evitare il più possibile di separare i bambini e la carriera. Se un bambino ha bisogno di essere separato dalla sua badante primaria, assicurati che siano fornite adeguate cure alternative e che un assistente sociale o equivalente seguirà regolarmente il bambino. Inoltre, assicurarsi che durante i periodi di separazione, venga mantenuto un contatto regolare con genitori e tutori, come telefonate o videochiamate programmate due volte al giorno o altre comunicazioni appropriate all'età (ad esempio social media). 20. Mantenere il più possibile le routine familiari nella vita quotidiana o creare nuove routine, soprattutto se i bambini devono rimanere a casa. Fornire attività coinvolgenti adatte all'età per i bambini, comprese attività per il loro apprendimento. Ove possibile, incoraggiare i bambini a continuare a giocare e socializzare con gli altri, anche se solo all'interno della famiglia quando viene consigliato di limitare i contatti sociali. 21. Durante i periodi di stress e crisi, è comune per i bambini cercare più attaccamento ed essere più esigenti con i genitori. Discuti su COVID-19 con i tuoi figli in modo onesto e adatto all'età. Se i tuoi figli hanno delle preoccupazioni, affrontarli insieme può alleviare la loro ansia. I bambini osserveranno i comportamenti e le emozioni degli adulti per suggerimenti su come gestire le proprie emozioni nei momenti difficili.


 


Messaggi per gli anziani, le persone con problemi di salute di base e i loro caregivers



  1. Gli anziani, specialmente in isolamento e quelli con declino cognitivo / demenza, possono diventare più ansiosi, arrabbiati, stressati, agitati e ritirati durante l'epidemia o durante la quarantena. Fornire supporto pratico ed emotivo attraverso reti informali (famiglie) e professionisti della salute. 23. Condividi fatti semplici su ciò che sta accadendo e fornisci informazioni chiare su come ridurre il rischio di infezione in parole che le persone anziane con / senza deficit cognitivo possono comprendere. Ripeti le informazioni ogni volta che è necessario. Le istruzioni devono essere comunicate in modo chiaro, conciso, rispettoso e paziente. Può anche essere utile che le informazioni vengano visualizzate per iscritto o in immagini. Coinvolgere i familiari e altre reti di supporto nel fornire informazioni e nell'aiutare le persone a mettere in atto misure di prevenzione (ad esempio il lavaggio delle mani, ecc.). 24. Se hai un problema di salute di base, assicurati di avere accesso a tutti i farmaci che stai attualmente utilizzando. Attiva i tuoi contatti social per fornirti assistenza, se necessario. 25. Essere preparati e sapere in anticipo dove e come ottenere aiuto pratico, se necessario, come chiamare un taxi, ricevere cibo e richiedere assistenza medica. Assicurati di avere fino a due settimane di tutti i medicinali che potresti richiedere. 26. Impara semplici esercizi fisici quotidiani da eseguire a casa, in quarantena o in isolamento, in modo da poter mantenere la mobilità e ridurre la noia. 27. Mantieni le routine e gli orari regolari il più possibile o aiuta a crearne di nuovi in ​​un nuovo ambiente, inclusi esercizi regolari, pulizie, faccende quotidiane, canto, pittura o altre attività. Resta in contatto regolare con i tuoi cari (ad esempio via telefono, e-mail, social media o videoconferenza).


 


Messaggi per le persone isolate


          28. Resta connesso e gestisci i tuoi social network. Cerca di mantenere il più possibile le tue routine quotidiane personali o creare nuove routine se le circostanze cambiano. Se le    autorità  sanitarie hanno raccomandato di limitare il contatto sociale fisico per contenere l'epidemia, è possibile rimanere in contatto via telefono, e-mail, social media o videoconferenza. 29. Durante i periodi di stress, presta attenzione ai tuoi bisogni e ai tuoi sentimenti. Impegnati in attività salutari che ti piacciono e trovi rilassanti. Esercitati regolarmente, mantieni regolari routine di sonno e mangia cibi sani. Mantenere le cose in prospettiva. Le agenzie di sanità pubblica e gli esperti di tutti i paesi stanno lavorando per garantire la disponibilità delle migliori cure alle persone colpite 30. Un flusso quasi costante di notizie su un focolaio può far sentire ansiosi o angosciati. Cerca aggiornamenti di informazioni e indicazioni pratiche in orari specifici durante il giorno dagli operatori sanitari e dal sito Web dell'OMS ed evita di ascoltare o seguire voci che ti fanno sentire a disagio.


 


Covid-19: un'iniziativa "resiliente" per medici e infermieri

Sono due i progetti messi in campo dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS per dare supporto psicologico agli operatori sanitari impegnati nella lotta contro il Coronavirus. “Resilienza Covid19” è un progetto ideato da psichiatri e da psicologi del Gemelli per dare supporto a tutti gli operatori sanitari italiani, attraverso una linea telefonica dedicata (attiva 7 giorni su 7 dalle 9 alle 18) o via email. “Non sei solo” è invece il progetto ideato dal Servizio di Psicologia Clinica del Gemelli per supportare il personale sanitario del Policlinico, impegnato nell’emergenza Covid19.


Per il primo progetto stata attivata una linea telefonica dedicata (+39 342 324.2015), attiva 7 giorni su 7, dalle 9 alle 18, l’email resilienzaCovid19@policlinicogemelli.it e un questionario volto alla misurazione del grado di stress che sta vivendo la popolazione degli operatori sanitari italiani, che può essere compilato cliccando sul link: http://bit.ly/ResilienzaCovid19.


Il progetto ‘Resilienza Covid19’ prevede la possibilità per gli operatori sanitari di un supporto telefonico immediato, che può essere ripetuto nel tempo, ma anche di percorsi di psicoterapia breve telematica o gruppi di sostegno telematico, per chi avesse bisogno di un intervento più strutturato.


“Non sei solo”: un servizio di supporto psicologico dedicato agli operatori sanitari del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS ha l'obiettivo di supportare psicologicamente le figure sanitarie, cercando anche di prevenire forme di stress post-traumatico.


È stato infine stilato un decalogo per potenziare i meccanismi di resilienza per gli operatori sanitari i cui punti salienti sono:


1) Saper chiedere aiuto per poter dare aiuto.


2) Mantenere una vita sana.


3) Combattere l’alienazione.


4) Evitare l’onnipotenza.


5) Non sentirsi in colpa.


6) Rimanere in comunicazione con i colleghi.


7) Gestire le emozioni inaspettate.


8) Informarsi correttamente.


9) Trovare uno spazio personale e del tempo per qualcosa di diverso dall’assistenza.


10) Continuare a pensare ai vostri progetti futuri. 






Covid-19: Indagine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sui mutamenti sociali

Indagine del Consiglio Nazionale delle Ricerche su atteggiamenti e comportamenti della popolazione nell'emergenza Covid-19 in relazione al "distanziamento sociale".


Lo scopo è di analizzare gli atteggiamenti e i comportamenti della popolazione dovuti al "distanziamento sociale", per valutarne le conseguenze e i correttivi nel breve e medio periodo, per arginare l'insorgenza di stati critici a livello psicofisico prodotti dall'assenza di lavoro e socialità. Da un team di studiosi è stato sviluppato un questionario on line.


L’attività è articolata in quattro aree d’indagine. La prima riguarda le informazioni socio-anagrafiche dei rispondenti. La seconda, Interazione e devianza nel distanziamento/avvicinamento sociale, rileva i mutamenti nell’interazione sociale e le conseguenti forme di devianza e disagio dovute sia al distanziamento sia al contatto protratto degli individui conviventi. La terza, Fiducia e opinioni, riguarda la valutazione dell’operato pubblico e i livelli di fiducia relazionale e sistemica. La quarta, Emozioni e disagio, analizza la valutazione del sé, le emozioni primarie e gli stereotipi connessi all’emergenza sanitaria.


 


La chiave della salute psicofisica per la resilienza alla pandemia

Dichiarazione alla stampa del Dr. Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale per l'Europa dell'OMS, 26-03-2020.


Misure senza precedenti per rallentare e interrompere la trasmissione di COVID-19 ci stanno facendo guadagnare tempo e riducono la pressione sui nostri sistemi sanitari, ma a un costo sociale ed economico significativo. Le misure di distanziamento e isolamento fisico, la chiusura di scuole e luoghi di lavoro, ci mettono particolarmente alla prova, poiché incidono su ciò che amiamo fare, su dove vogliamo essere e con chi vogliamo essere. È assolutamente naturale per ognuno di noi provare stress, ansia, paura e solitudine durante questo periodo. L'OMS ritiene che le conseguenze di COVID-19 sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere psicologico siano molto importanti. Mentre la situazione rimane molto grave, stiamo iniziando a vedere alcuni segnali incoraggianti. L'Italia, che ha il maggior numero di casi nella Regione, ha appena registrato un tasso di aumento leggermente inferiore, anche se è ancora troppo presto per dire che la pandemia stia raggiungendo il picco.

In questa situazione, dobbiamo rimanere ottimisti e fisicamente e mentalmente sani, poiché questo sarà fondamentale per la nostra capacità di ripresa psicologica nel superare questa sfida uniti.

Ognuno di noi fa parte di una comunità. È nella natura umana prenderci cura l'uno dell'altro, poiché noi, a nostra volta, cerchiamo il sostegno sociale ed emotivo degli altri. Gli effetti dirompenti di COVID-19 offrono a tutti noi un'opportunità. L'opportunità di controllarci a vicenda, di telefonare e videochattare, di essere consapevoli e sensibili alle esigenze uniche di salute mentale di coloro a cui teniamo. Le nostre ansie e paure dovrebbero essere riconosciute e non ignorate, ma meglio comprese e affrontate da individui, comunità e governi.

È essenziale affrontare, in Europa e oltre, le sfide della salute mentale pubblica nelle prossime settimane e mesi:

    Distribuendo informazioni tempestive, comprensibili e affidabili dai membri più giovani ai membri più anziani della nostra società;


    Fornendo supporto psicologico ai lavoratori in prima linea e alle famiglie in lutto;


    Continuando la cura e il trattamento delle persone con disabilità cognitive, mentali e psicosociali;


    Proteggendo i diritti umani, in particolare di coloro i cui diritti sono spesso trascurati o violati, compresi migranti e rifugiati, prigionieri, residenti in altri contesti chiusi come ospedali   psichiatrici  o istituti di assistenza sociale e persone con disabilità.

L'OMS e i suoi partner hanno preparato una serie di materiali specifici su COVID per informare e guidare i paesi e il pubblico in relazione a questi livelli di salute mentale e di supporto psicosociale, inclusi briefing e infografiche di accompagnamento sullo stigma sociale nonché sui bisogni della popolazione generale, operatori sanitari, coloro che prestano assistenza a lungo termine e altri. Questi materiali vengono ora tradotti e distribuiti in molti paesi della Regione. Ulteriori materiali in fase di sviluppo da parte dell'OMS e dei suoi partner includono la produzione di un libro di fiabe per bambini dai 4 ai 10 anni e versioni di strumenti dell'OMS come "Psychological First Aid’ e ‘Problem Management Plus’ che possono essere resi disponibili attraverso piattaforme digitali.

Il problema che ognuno di noi deve affrontare è come gestire e reagire alle situazioni stressanti che si evolgono così rapidamente nelle nostre vite e comunità.


Dobbiamo attingere ai nostri poteri di forza, resilienza e cooperazione che fortunatamente noi umani possediamo.


Sono utili, ad esempio, l'apprendimento e la pratica di semplici tecniche di rilassamento (come esercizi di respirazione, rilassamento muscolare, meditazione consapevole) che possono servire per alleviare il disagio fisico e mentale. Quando si verificano pensieri sconvolgenti è utile discuterne con le persone vicine a noi. Probabilmente ne avranno provati anche loro e potremmo essere in grado di trovare soluzioni collettivamente. Bisogna cercare di rimanere positivi mostrando empatia, solidarietà, intelligenza emotiva e parlando a tutti senza lasciare nessuno indietro.


Bisogna agire con gentilezza, agire con amore, ma con un allontanamento fisico.


Cassetta degli strumenti per la sanità pubblica e l'azione comunitaria a contrasto del coronavirus

 


 


La pagina riporta collegamenti a strumenti utili tratti da fonti autorevoli — l'Organizzazione Mondiale della Sanità e i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie — e the Community Tool Box, utilizzata da quasi 6 milioni di persone in tutto il mondo. The Community Tool Box è un servizio del Center for Community Health and Development, dell'Università del Kansas.


Le risorse sono organizzate in:


Strumenti per l'azione della sanità pubblica (Comunicare la minaccia e la risposta, Protezione e cura di te e della tua famiglia, Guida per gli operatori sanitari, Guida per scuole, luoghi di lavoro e luoghi comunitari) e Strumenti per l'azione comunitaria.


L’area comunità è articolata per fasi operative: coinvolgimento/partecipazione (engagement), analisi dei bisogni (assessment), programmazione/pianificazione (planning), azione/attività, valutazione.


In particolare, si segnalano:


- le indicazioni concrete e operative inerenti azioni di protezione e “cura” per ii cittadini e i loro familiari (fonte: CDC)
- le indicazioni di gestione per il sistema scuola e luoghi di lavoro (fonte: CDC)
- la sezione per gli operatori sanitari (comprensiva di un corso on line su aspetti clinici: prevenzione e controllo delle infezioni) – fonte WHO


 


 


Un intervento psicologico raccomandato durante la pandemia da Coronavirus

 


L'articolo descrive un intervento di sanità pubblica specificamente ideato per fronteggiare la crisi causata dall'epidemia di coronavirus in Cina: si tratta di un MODELLO di intervento psicologico sperimentato all'interno del West China Hospital, che fa uso delle moderne tecnologie (piattaforma internet e smartphone), prevede un'èquipe multiprofessionale (medici, psichiatri, psicologi, operatori sociali), e viene RACCOMANDATO in forza dei significativi risultati ottenuti.

 

Ecco le caratteristiche di un intervento di supporto psicologico in situazioni di epidemie come quella che stiamo vivendo: dinamicità e tempestività, e sviluppo per "fasi" (durante e dopo).
La risposta di tipo psicologico deve prevedere due linee di attività simultanee - oltre che tempestive:
a) contrasto della paura della malattia (realizzata da medici e psicologi)
b) rinforzo per chi ha difficoltà di adattamento (a cura di operatori sociali)
Gli psichiatri entrano in gioco nel caso in ci vengono intercettate situazioni gravi (rischio suicidario, violenza intrafamiliare, ecc.)

Tutte le figure professionali coinvolte devono comunque avere una formazione di tipo psicologico, ed essere seguiti in maniera costante con delle supervisioni.

 

L'assistenza e il supporto psicologico si realizzano attraverso una linea tel e delle consulenze on line (Wechat platform), che in prima battuta identificano le persone "a rischio" e il tipo di risposta/aiuto da fornire.

 

L'intervento viene rappresentato graficamente come una sorta di piramide: alla base c'è la comunità/popolazione, e man mano che si sale alla sommità si incontrano le varie èquipe operative (Psychological Rescue Team: individua soluzioni informatiche e sviluppa i programmi formativi; èquipe operativa) fino ad arrivare al gruppo supervisori.

 

Le fasi:
- assessment iniziale (uso di questionari per la rilevazione dello stato di salute mentale della popolazione in generale, con particolare attenzione alle situazioni maggiormente a rischio, tra cui gli operatori sanitari.)
-   sulla base dei risultati dell'assessment: intervento ad hoc
- follow up

 

Per quanto riguarda "il dopo emergenza, necessaria un'attenzione particolare alle persone che sono state sottoposte  a quarantena e sul personale medico/infermieristico che si è occupato di loro, in termini di specifici interventi di supporto psicosociale.

 

A partire dall'intervento appena descritto, sperimentato con successo in Cina, il West China Hospital ha standardizzato il metodo, chiamandolo "APD" - Anticipated, Plan and Deter Responder Risk and Resilience Model, rivolgendolo in maniera specifica al personale sanitario. La finalità principale è lo sviluppo delle competenze di resilienza per gestire lo stress, ed è articolato in due fasi: primo intervento e riabilitazione post intervento.

 

Come gestire la paura e lo stress durante la quarantena da Covid-19

Vademecum dell'Ordine nazionale degli psicologi, indirizzato alla popolazione, con l'obiettivo di dare indicazioni per gestire la paura e lo stress conseguenti alla quarantena da Coronavirus.


Apertura dei centri antiviolenza D.i.Re durante l'emergenza da Coronavirus

I Centri Antiviolenza della rete D.i.Re si sono organizzati per rispondere all’emergenza COVID-19 e alle disposizioni emanate dal governo con l’istituzione della zona rossa a livello nazionale, in modo da non lasciare sole le donne che hanno subito violenza.


La necessità di interventi di salute mentale durante la pandemia da Coronavirus

In situazioni di epidemie virali a livello mondiale, come quella che stiamo vivendo adesso a seguito della massiccia diffusione del 2019-nCoV (nuovo coronavirus), i disturbi mentali gravi e i problemi comuni di salute mentale sono presenti in maniera massiccia e affliggono soprattutto le persone contagiate (o con sospetto di contagio) e gli operatori sanitari che lavorano all'interno di ospedali/reparti dedicati. È pertanto necessario sviluppare e fornire urgentemente e tempestivamente strumenti e servizi specifici per supportare queste persone.


A seguito degli studi effettuati durante situazioni analoghe (ad esempio l'epidemia di SARS del 2003), alcuni metodi si sono rivelati utili a tale scopo:
- istituire a livello nazionale e regionale  équipe multidisciplinari che includano psichiatri, infermieri psichiatrici, psicologi clinici e altre categorie di professionisti della salute mentale
- comunicare in maniera chiara dati aggiornati e accurati sull'epidemia, per contenere il senso di incertezza e paura; le informazioni devono riguardare in particolare il piano di trattamento, il resoconto del monitoraggio sull'andamento dello stato di salute, e devono essere destinati ai pazienti e ai loro familiari
- incoraggiare canali comunicativi "sicuri" tra pazienti e familiari, ad esempio chat via smartphone, per ridurre l'isolamento
- fare screening regolari - per individuare segni di depressione, ansia, tendenze suicidarie - su persone con sospetto di contagio o con contagio conclamato e sugli operatori sanitari che lavorano negli ospedali e reparti infettivi. Qualora si rilevassero problemi di salute mentale, prevedere un tempestivo intervento di tipo psicoterapeutico (lo "stress-adaption model" è uno dei più usati) o psichiatrico, con eventuale ausilio farmacologico ma "base".


Paura, incertezza, stigma sono comuni in situazioni di disastro biologico/epidemie e pandemie causate da virus, e possono ostacolare gli interventi medico-clinici, compresi quelli inerenti la salute mentale. A partire dall'esperienza dell'ultima epidemia e dell'impatto psicosociale, è cruciale sviluppare e implementare strumenti di assessment, supporto, trattamento e servizi dedicati a proteggere le persone e la loro salute mentale.


Xiang YT, Yang Y, Li W, Zhang L, Zhang Q, Cheung T, Ng CH. Timely mental health care for the 2019 novel coronavirus outbreak is urgently needed. Lancet Psychiatry. 2020 Mar;7(3):228-229.


 


 


Quarantena e isolamento: come gestire il loro impatto psicologico

L'attuale diffusione del coronavirus rende necessaria la prescrizione della quarantena di massa, per motivi di sanità pubblica. Diventa necessaria la rapida produzione di sintesi di evidenze per i policy makers, e di indicazioni per gli operatori e la popolazione al fine di adottare la modalità più corretta per arginare l’impatto psicologico negativo.


Coronavirus SARS-CoV-2 - Materiali di comunicazione

In questa pagina segnaliamo i materiali di comunicazione realizzati da alcuni Enti nazionali e internazionali di riferimento, utili alla diffusione delle informazioni relative al Coronavirus SARS-CoV-2 e alle tematiche ad esso correlate.


Sul sito del Ministero della Salute sono disponibili i materiali di comunicazione diffusi attraverso i social network Facebook e Instagram. Una sezione specifica è dedicata agli spot e ai video.


Sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità sono disponibili numerose infografiche che illustrano i dati aggiornati di diffusione del Coronavirus in Italia, forniscono indicazioni sulle regole da seguire, sui comportamenti da tenere durante la permanenza a casa e molte altre informazioni correlate all'emergenza sanitaria in atto. Molti dei materiali informativi sono stati tradotti in diverse lingue per consentire agli stranieri l'accesso alle medesime informazioni.


Sul sito di Epicentro - L'Epidemiologia per la sanità pubblica è disponibile la traduzione in italiano delle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità relative alle modalità per "Far fronte allo stress durante l'epidemia di COVID-19".


Dal sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è possibile accedera a materiali di comunicazione sui falsi miti relativi al coronavirus, in lingua inglese.


Coronavirus SARS-CoV-2: dove trovare informazioni attendibili

Per contrastare la disinformazione e la cattiva comunicazione è necessario fare riferimento a fonti informative accreditate e scientificamente attendibili. Dors propone una lista di risorse e documenti in cui reperire corrette e aggiornate evidenze sul tema