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Prevenzione e contrasto alla violenza di genere: minori, migranti e rifugiati

Un tratto che spesso caratterizza le storie di giovani migranti e rifugiate è la volontà di superare la violenza e le esperienze traumatiche vissute, al fine di migliorare la propria condizione e quella della loro famiglia, lavorando e acquisendo autonomia. Le donne e ragazze migranti e rifugiate, nonostante le incredibili sfide affrontate, in ragione delle numerose barriere che ostacolo il loro accesso a determinati servizi, assumono ruoli di leader e diventano punti di riferimento all’interno delle loro comunità, nei centri informali e nelle occupazioni.


Attraverso l’empowerment di donne e ragazze - tramite programmi di life-skills e il miglioramento dell’accesso alle informazioni e ai servizi disponibili – l’UNICEF mitiga il rischio di violenza rafforzando la consapevolezza delle giovani su come riconoscere e affrontare eventuali casi di rischio. L’UNICEF ha inoltre realizzato e diffuso una campagna di sensibilizzazione e materiale aggiuntivo al fine di promuovere l’accesso ai servizi di protezione e di diffondere informazioni chiave.


 Il lavoro di prevenzione della violenza richiede anche uno stretto lavoro con le istituzioni al fine di supportare lo sviluppo di politiche, leggi e protocolli di risposta alla violenza di genere, e attraverso l’implementazione di strategie per generare un cambiamento delle norme.


Tra le note condivise con le istituzioni, un manuale sull’identificazione delle minori straniere non accompagnate in Bulgaria, Grecia, Italia e o ancora una ricerca sulla violenza sessuale contro uomini e ragazzi nella rotta del Mediterraneo Centrale che ha consentito la diffusione e generazione di conoscenze sul tema. Tra le attività recentemente condotte anche il rafforzamento della risposta dei servizi nell’ambito dell’emergenza COVID-19 in Italia.