Recensioni

Le false verità, una nuova storia di infortunio

Ambrogio lavora alla demolizione di una vecchia casa in pietra, una di quelle case costruite con pietre squadrate a mano e malta magra, le cosiddette case a “secco”. All’improvviso viene colpito da un pesante sasso che ne causerà la morte poche ore più tardi.


Favole in wi fi: il cyberbullismo raccontato ai più piccoli

Dall’uso dei social network fino alle dipendenze da tablet e smartphone, tanti sono i temi trattati dalle favole del libro del giornalista Christian Stocchi, spesso ispirate a fatti di cronaca.


Riparte a Torino "Robe da Matti"!

Torna per il quarto anno la manifestazione “Robe da Matti”ovvero la settimana della salute mentale, organizzata dall’Asl Città di Torino, in collaborazione con enti e associazioni del territorio. Prenderà il via il 9 ottobre con una serie di attività culturali, scientifiche e ludiche e si concluderà il 13 ottobre.


Regioni unite per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Le Regioni e Province autonome, con un’Intesa del 7 settembre hanno voluto tutelare i provvedimenti già in vigore sui gran parte dei loro territori,  a seguito di leggi regionali. Tutte le regioni italiane ora sono impegnate formalmente a tutelare la salute dei cittadini e a prevenire gravi situazioni patologiche dovute all’utilizzo improprio degli apparecchi per il gioco.


Apre il centro visite Display!

Dors collabora con il Centro Steadycam dell'ASL CN2 Alba-Bra, come ente partner al progetto Display, uno spazio permanente per realizzare percorsi sulla tecnologia digitale con i ragazzi tra i 9 e 13 anni. Il progetto è finanziato dalla Fondazione CRC nel Bando Prevenzione e Promozione della salute.


 


25ª Settimana Mondiale dell’Allattamento 1-7/10/2017:

Allattare al seno porta benefici sia alle madri sia ai bambini, proteggendoli da diarrea e polmonite, due delle maggiori cause di morte nell’infanzia tanto da farlo ritenere, in maniera concorde, uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci.


Palgrave M., Health Communication in the Changing Media Landscape: Perspectives from Developing Countries, Ed. Ravindra Kumar Vemula e SubbaRao M. Gavaravrapu, 2017.

Boccia Artieri G., Stati di connessione. Pubblici, cittadini e consumatori nella (Social) Network Society, Franco Angeli Editore, 2016.

Social Marketing and Public Health. Theory and Practice - Second Edition, French J., Oxford University Press, 2017

Pensi di soffrire di depressione? Interroga Google

Il questionario PHQ-9, elaborato da esperti e medici della Nami (la National Alliance of Mental Illness), verrà proposto da Google agli utenti, per ora solo negli USA, che digiteranno termini come “depressione” o altri correlati. Il questionario, validato, permetterà un’autovalutazione dei livelli di depressione. Gli esperti lo considerano come un primo aiuto che possa fungere da stimolo per rivolgersi a personale specializzato. 


Oscar della Salute 2017

La Rete Nazionale Città Sane OMS propone la decima edizione del Premio Nazionale Città Sane per valorizzare le buone prassi attuate, nel 2016, dai Comuni nei territori locali per la promozione del benessere e della salute. Deadline: 22 settembre 2017.


"E' la medicina, bellezza!". Comunicare la salute nell'era di internet e delle bufale

Comunicare la salute oggi, così come sostengono le autrici del libro, significa maneggiare la complessità.


Dall'aids, alle questioni ambientali; dalla sicurezza e efficacia dei farmaci all'alimentazione, il testo affronta il tema della comunicazione di diversi temi legati alla salute e di come il ruolo del giornalista scientifico sia costantemente minato da interessi politici, economici e dalle false credenze e convinzioni dei destinatari delle informazioni.


Quanti italiani rinunciano davvero alle cure?

I dati allarmistici del Censis non hanno riscontro nei dati di indagini serie ed approfondite. Al di à di alcune reali criticità, Il Sistema sanitario Italiano non sembra essere in grave crisi e non è vero che siano più di 12 milioni gli Italiani che oggi hanno rinunciato  a curarsi.


Save LIVES: le misure evidence-based per la sicurezza stradale

Questo documento tecnico redatto a cura dell'Organizzazione Mondaile delle Sanità individua i principali interventi che la letteratura considera efficaci per gestire in modo utile ed efficiente il problema della sicurezza stradale nel mondo. 


Health literacy all'11° laboratorio di Marketing Sociale

Il 14/06/2017, a Torino, avrà luogo l’11° Laboratorio di Marketing sociale e Comunicazione per la salute, che sarà dedicato interamente al tema dell’health literacy, ritenuta negli ultimi anni una leva strategica fondamentale per le azioni e gli interventi di salute pubblica.


L' impegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la sicurezza stradale, 2017

I dati sono quantomai allarmanti:



  • quasi un milione e 250.000 persone nel mondo, muoiono ogni anno in seguito ad un incidente stradale

  • gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nella fascia di età 15-29 anni

  • a livello mondiale 90% dei decessi sulle strade accadono in una paese a basso e medio reddito, sebbene questi paesi siano quelli che possiedono il 54% dei veicoli che circolano sulle strade

  • la metà di chi, nel mondo muore sulle strade appartiene alle categorie degli utenti vulnerabili - pedoni, ciclisti, motociclisti

  • gli incidenti stradali costano a molti paesi il 3% del prodotto interno lordo

  • in assenza di azioni coordinate gli incidenti stradali rappresenteranno la settima causa di morte ento il 2030

  • la nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si è posta l'ambizioso obiettivo di dimezzare il numero di morti e di feriti per incidente stradale entro il 2020.


 


Quali sono le categorie più a rischio


Status socioeconomico: 90% dei decessi causati da incidente stradale accadono nei paesi a basso e medio reddito, e l'Africa detiene le percentuali più elevate. Anche nei paesi ad alto reddito le fasce di popolazione con la più bassa condizione socioeconomica hanno una maggiore probabilità di venire coinvolte in un incidente stradale. 


Età: gli individui tra 15 e 44 anni totalizzano il 48% di tutti i decessi per incidente stradale.


Genere: gli individui di sesso maschile hanno maggiore probabilità di coinvolgimento in un incidente stradale rispetto alle femmine; circa il 73% dei decessi per incidente stradale occorrono fra giovani maschi sotto 25 anni di età, che, in confronto al loro corrispettivo femminile hanno una probabilità quasi tripla di essere uccisi a seguito di un incidente stradale.   


 


Quali sono i fattori di rischio


Velocità, guida sotto l'influsso di alcol o altre sostanze psicoattive, uso mancato o scorretto dei dispositivi di sicurezza - caschi, cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta per i bambini, guida distratta principalmente per utilizzo di telefoni cellulari, infrastrutture stradali poco sicure, veicoli carenti in fatto di sicurezza, inadeguatezza delle cure prestate a seguito di un incidente, insufficiente controllo che la normativa stradale trovi opportuna applicazione. 


 


Come affrontare il problema degli incidenti stradali


Gli incidenti stradali si possono prevenire. I governi devono agire adottando un approccio olistico, che esige il coinvolgimento di più settori - le forze dell'ordine, la sanità, l'istruzione - e azioni indirizzate alla sicurezza di strade, veicoli, utenti. 


Interventi efficaci includono la progettazione di infrastrutture più sicure, l'inclusione delle caratteristiche di una strada sicure nell'assetto del territorio e nella pianificazione dei trasporti, la progettazione di auto più sicure, il miglioramento delle cure post incidente prestate alle vittime della strada, emanare e applicare leggi riguardo ai fattori di rischio chiave e acrrescere la sensibilizzazione dell'opinione pubblica. 


 


L'impegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS


L'OMS lavora con modalità multisettoriale e in partnership con gli stakeholder nazionali e internazionali provenienti da ambiiti differenti, con l'obiettivo di supportare gli stati membri nel  pianficare e implementare politiche e misure di sicurezza stradale. 


Inoltre l'OMS collabora con vari partner per offrire i paesi supporto tecnico. Per esempio con la Bloomberg Initiative for Global Road Safety (BIGRS) 2015-2019, per ridurre decessi e feriti di eventi incidentali che hanno avuto luogo in nazioni e città a basso e medio reddito.


Nel 2017 l'OMS ha pubblicato Save LIVES a road safety technical package che sintetizza le misure evidence-based che possono ridurre in modo significativo decessi e lesioni sulle strade.



Coordinare la Decade of Action for Road Safety


L'OMS è agenzia leader, in collaborazione con le commissioni regionali delle Nazioni Unite, sul tema della sicurezza stradale entro il sistema delle Nazioni Unite. L'OMS presiede la United Nations Road Safety Collaboration and svolge la funzione di segreteria per la Decade of Action for Road Safety 2011– 2020. Proclamata a seguito di una decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2010, è partita nel mese di maggio del 2011 in oltre 110 paesi, con l'obiettivo di salvare milioni di vite attraverso l'implementazione di un Piano Globale elaborato dalla Decade of Acton.


L'OMS gioca inoltre un ruolo strategico guidando lo sforzo di tutti verso azioni di advocacy per la sicurezza stradale ai più alti livelli politici; individua e dissemina buone pratiche nell'ambito della prevenzione, dei dati e delle cure post traumatiche;  condivide informazioni sui rischi e sulle misure; sottolinea l'esigenza di maggiori finanziamenti. 


Infine il Global status report sulla sicurezza stradale del 2015 presenta informazioni sulla sicurezza stradale di 180 paesi ed è lo strumento ufficiale per monitorare le azioni previste dalla Decade of Action.


 


 


 


 


 


 


Le azioni di contrasto al gioco d'azzardo.

In attesa che si compia la normativa nazionale per il contrasto al gioco d’azzardo, sono stati finanziati i programmi regionali per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico e l’assistenza a chi ha sviluppato una dipendenza da gioco d’azzardo.


Il Forum della Sicurezza e Salute 2017, occasione di confronto tra Professionisti e proposta di esperienze multiprofessionali

Il 28 aprile, Giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul lavoro promossa dall’ILO, i quattro Ordini professionali di Architetti, Ingegneri, Medici e Psicologi si sono seduti allo stesso tavolo nella convinzione che, per applicare buone politiche di prevenzione, non si possa ragionare per compartimenti stagni e che sia necessario adottare un approccio integrato in una visione globale della Sicurezza.


Vent’anni di studi sui muscoli al Politecnico di Torino

Il Laboratorio di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare e della riabilitazione motoria, LISiN, studia, da 20 anni, il sistema neuromuscolare attraverso tecniche basate sulla analisi dei segnali elettromiografici cutanei, con l'obiettivo di comprendere le strategie motorie in condizioni fisiopatologiche, prevenire patologie da lavoro e da sport, valutare l’efficacia di trattamenti riabilitativi, allenamenti sportivi o interventi farmacologici.


Gabardi E., STOP AIDS. I linguaggi della pubblicità contro l'Aids in Italia e nel mondo, Franco Angeli, 2017

Giocare alla prevenzione, si può! La gamification per raccontare la storia del Molino Cordero

La gamification, ovvero l'utilizzo degli elementi e delle dinamiche del gioco in contesti non ludici, al fine di coinvolgere e motivare le persone, è una strategia che, anche nell'ambito della prevenzione e della promozione della salute, ha dimostrato, grazie a numerose ricerche, di avere degli effetti importanti sull'aumento delle conoscenze e sulla modifica dei comportamenti.
La classe quinta dell'Istituto Vallauri di Fossano ha progettato e realizzato, anche utilizzando la Storia di Infortunio "Espolosione al Molino Cordero di Fossano" pubblicata sul sito di Dors, un gioco on line che simula l'accaduto e fornisce importanti elementi per la prevenzione degli incidenti sul lavoro.


40 anni di salute a Torino. Spunti per leggere i bisogni e i risultati delle politiche

E’ stato presentato lo scorso venerdì 17 marzo il libro “40 anni di salute a Torino, spunti per leggere i bisogni e i risultati delle politiche”.  Il libro curato da Giuseppe Costa, Morena Stroscia, Nicolás Zengarini, Moreno Demaria, ripercorre l’andamento della salute nella città negli ultimi 40 anni.


Aids: quale comunicazione?

Sono ormai trent'anni che Enti pubblici, associazioni non profit e agenzie del privato comunicano attraverso una vasta gamma di toni, messaggi e strumenti, il tema dell'AIDS.
Quali linguaggi sono stati utilizzati per affrontare l'argomento? C'è una differenza tra la comunicazione italiana e quella di altri paesi? Quanto sono stati efficaci i messaggi per informare la popolazione e promuovere comportamenti corretti?
Il recente libro scritto da Emanuele Gabardi risponde a questi interrogativi e propone alcune raccomandazioni utili per chi intende "parlare di Aids".


PinC, una nuova rivista per i Tecnici della Prevenzione

Pubblicato il primo numero della rivista on line PinC - Prevenzione in Corso – Giornale di metodi e pratiche per le tecniche della prevenzione. E’ la prima rivista italiana a coprire il campo delle Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Vi sono raccolti risultati rilevanti delle ricerche effettuate in questo settore.


Due nuove storie di infortunio dalla Lombardia

Questo mese pubblichiamo due storie di infortunio redatte da operatori delle ATS della Lombardia, che hanno aderito al progetto, contribuendo ad arricchire il repertorio delle storie di infortunio.


Lo status socioeconomico influenza la mortalità: lo studio su The Lancet

Lo status socioeconomico rappresenta uno dei più importanti predittori di morbosità e mortalità prematura a livello globale.


Ecco perché bisognerebbe tenerne conto nell’implementazione di strategie e politiche di salute.


Condividere i dati relativi alla salute per migliorare la governance dei sistemi sanitari.

A gennaio 2017 l’OCSE ha pubblicato la raccomandazione, condivisa dai 34 Paesi membri, per l’applicazione di regole comuni sul trattamento dei dati personali con l’obiettivo di poterli condividere al fine di migliorare i sistemi sanitari e sviluppare la ricerca scientifica internazionale.


 


Nuove storie di infortunio dalla Lombardia

Al repertorio si sono aggiunte le storie di infortunio narrate dagli operatori dei Servizi di prevenzione degli Ambienti di Lavoro delle ATS lombarde.


Uomini violenti. Perché le donne li perdonano

La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso. Sei milioni 788mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 31,5 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni. Il 20,2 per cento ha subìto violenza fisica, il 21 per cento violenza sessuale, il 5,4 per cento forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. 


In molti casi le donne che subiscono violenze provengono da famiglie in cui c'è stata una sofferenza di tipo psicologico, ad esempio da parte della figura paterna o fratelli maggiori che le hanno abituate a considerare la violenza domestica come qualcosa di normale, di abituale. Si tratta di quello che viene definito il ciclo della violenza: le donne apprendono che questo è la normalità, la donna subisce violenza come un aspetto della vita quotidiana", spiega Diana De Ronchi, psichiatra e professoressa ordinaria del Dipartimento di scienze biomediche e neuromotorie dell'Università di Bologna. "Le donne spesso quando subiscono lesioni importanti vanno in pronto soccorso ma negano che sia stato il compagno a colpirle. C'è una sorta di negazione con gli operatori sanitari. Bisognerebbe formare gli operatori su come fare il colloquio con le donne perché spesso è proprio l'aguzzino ad accompagnarle in pronto soccorso. Esistono però modalità che devono essere conosciute per fare colloqui tutelati e separati con la donna". Essere vittima di una violenza domestica o sessuale è un'urgenza di tipo psichiatrico, spiega ancora la professoressa. Deve esserci una tutela totale della donna h 24, con la raccolta delle prove medico-legali e segnalazioni alle autorità competenti. E poi c'è l'iter dal punto di vista legale: in alcuni casi la denuncia può essere volontaria, in altri d'ufficio. Ma in ogni caso il medico ha l'obbligo di segnalare all'autorità giudiziaria quando le lesioni sono gravi. Secondo Diana De Ronchi il personale sanitario gioca quindi un ruolo importante nel fenomeno della violenza sulle donne.


Laura Melissari. Perché le donne perdonano gli uomini violenti, The Post Internazionale, 12 gennaio 2017