Banca dati Pro.Sa.: una sezione dedicata al setting scuola
R. Longo, E. Ferro, C. Tortone, DoRS

Pro.Sa. è una banca dati di raccolta e diffusione di progetti e interventi di prevenzione e promozione della salute e di condivisione di politiche e di buone pratiche. Documenta, valorizza e mette in rete i progetti e i loro risultati per supportare le attività di operatori, decisori e stakeholders.

Il Programma 2016 del CCM – Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie - ha previsto fra le Azioni Centrali la messa a sistema della banca dati Pro.Sa. del DoRS Piemonte (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute), con lo scopo di favorirne la fruizione da parte di tutte le Regioni a supporto del Piano Nazionale della Prevenzione e dei Piani Regionali e Locali.
La banca dati Pro.Sa. pertanto, si sta configurando come una piattaforma che offre a tutte le Regioni un sistema informativo comune, in grado di monitorare e rendicontare la qualità e la quantità delle azioni di promozione del benessere e della salute, di selezionare e valorizzare le buone pratiche e, grazie al Progetto CCM “Messa a sistema della Banca dati Pro.Sa per la promozione della salute con particolare riferimento agli interventi nella scuola”, di ri-orientarla al linguaggio e alle esigenze dei progetti e delle azioni realizzate nel setting scuola.

Il 29 maggio a Roma avrà luogo il convegno finale del Progetto CCM, in cui DoRS presenterà l’interfaccia, gli adattamenti e le funzionalità di Pro.Sa al setting scuola e l’evoluzione della banca dati come sistema informativo per la valorizzazione e rendicontazione dei progetti di prevenzione e promozione della salute. Durante la giornata, inoltre, le Regioni che hanno sperimentato Pro.Sa. (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia e Sicilia) presenteranno le loro esperienze di utilizzo della banca dati.

Nel 2017 sono stati inseriti nella banca dati Pro.Sa 278 progetti nuovi e 232 progetti sono stati aggiornati con le attività svolte nell’anno.
Periodicamente DoRS selezionerà dei progetti interessanti dal punto di vista della progettazione e innovativi rispetto a strategie e strumenti utilizzati. In questa occasione si segnala un progetto intersettoriale, realizzato nell’alessandrino, rivolto in  modo particolare all’utenza fragile.

Il Progetto

Il progetto “La Traccia: percorsi di aiuto domiciliare ad anziani e disabili ad alto rischio di emarginazione”, inserito in Pro.Sa nel 2016, anno di avvio, ha come sottotitolo “Progetto sperimentale per la promozione del facilitatore e riduzione del disagio in soggetti fragili”.

Il progetto è gestito dal CISSACA (Consorzio intercomunale per la gestione dei servizi socio assistenziali dei comuni dell’Alessandrino), che comprende 24 Comuni consorziati di cui Alessandria è capofila.
Il progetto ha partecipato al bando “Intreccci – Casa-cura-Comunità” della Compagnia San Paolo di Torino nell’anno 2016, ottenendo un finanziamento che ha consentito la sua realizzazione nel corso del 2017.

Tra gli obiettivi dichiarati del progetto, la costituzione “formalizzata” di una rete istituzionale, che comprende i potenziali stakeholders del pubblico quali: il CISSACA, l’ASL (Dipartimento Salute Mentale, Servizio Epidemiologia, SERD, Igiene e Sanità Pubblica), la Polizia Municipale e il privato sociale locale, è in linea con la tradizione di lavoro consolidata.

I destinatari finali sono le persone “vulnerabili” del territorio: anziani e disabili che vivono da soli in condizioni igienico-sanitarie e abitative degradate, persone con problemi psichiatrici e/o di dipendenza, accumulatori seriali, ecc. da individuare e agganciare attraverso un modello operativo sperimentale, con l’obiettivo di valutarne i bisogni, creare/sviluppare la “rete sociale naturale” e migliorarne le condizioni di vita.
I destinatari intermedi, nonché attori fondamentali del progetto, sono i volontari che hanno acquisito esperienza e sono stati formati con un precedente progetto (“Bottega della reciprocità”). Essi si attivano per diventare punti di riferimento in quei condomini dove la rete naturale non emerge, in un’ottica di empowerment di comunità.
La rete dei facilitatori naturali, proveniente dalle cooperative sociali del territorio, ha una funzione di accompagnamento, in quanto i volontari devono …”monitorare e supportare i beneficiari finali del progetto per contrastare gli effetti negativi dell'isolamento sociale e facilitarli nell'uso corretto dei servizi e nel miglioramento della qualità della vita”.

Si segnala questo progetto per:

·  la lunga storia e il radicamento a livello territoriale: nell’area di riferimento negli anni si è sviluppata e consolidata una rete di servizi di sostegno ai cittadini più fragili, in particolare anziani e disabili, che promuove la domiciliarità e contemporaneamente offre opportunità di sviluppo di competenze individuali e collettive per potere recuperare l’autonomia possibile in maniera “protetta”

·  la volontà e l’interesse forte di tutti gli operatori e dei servizi coinvolti che ha consentito di individuare opportunità (il bando) per proseguire nella forma progettuale l’esperienza avviata

·  l’attenzione “ragionata” alle fasce cosiddette “fragili” (si tratta di un lavoro coordinato, formalizzato e “modellizzato” tra le varie realtà istituzionali)

·  la robustezza metodologica, in particolare per gli aspetti inerenti la costituzione del gruppo di lavoro, l’analisi di contesto e dei bisogni, la costruzione/mantenimento delle collaborazione, la promozione e diffusione del progetto (cfr. report di attività comprensivo di analisi dei punti critici allegato all’articolo). In collegamento con la griglia nazionale buone pratiche presente sul sito DoRS, gli aspetti individuati fanno riferimento rispettivamente al criterio 1 (Gruppo di lavoro), criterio 8 (Analisi di contesto), criterio 9 (Analisi dei determinanti), criterio 11 (Collaborazioni/alleanze), criterio 17 (Comunicazione).

· la ricerca di sostenibilità (criterio 16 della griglia nazionale per l’individuazione delle buone pratiche): il progetto è stato ripresentato per il bando “Intrecci” 2017, ma non ha superato la selezione. Non avendo più a disposizione fondi per la formazione/supervisione dei facilitatori, il gruppo di progetto sta pensando di costituire dei gruppi di auto aiuto per garantire una continuità dopo la presa in carico degli utenti

·  l’attenzione agli aspetti valutativi (criterio 14 della griglia nazionale per l’individuazione delle buone pratiche): parte del finanziamento è servita per costruire degli strumenti quali-quantitativi ad hoc, inoltre è stato realizzato ed implementato un database specifico ed è stato individuato un questionario validato per la valutazione del benessere soggettivo e della qualità di vita (WHOQOL breve, fonte OMS)

·  la completezza dell’inserimento su Pro.Sa: descrizione e documentazione approfondite che comprendono anche alcuni strumenti utilizzati (es. scheda di segnalazione e flusso informativo).


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