Violenza sulle donne in Torino e provincia: Report 2016
C.Mamo, Servizio di Epidemiologia ASL TO3; M. Penasso, Dors

Molto è cambiato, nel corso degli anni, rispetto al 2010, primo anno di rilevazione. L’Italia, nel 2013, ha aderito alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica e ha adottato, nel 2015, il “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”. La Regione Piemonte, nello specifico, ha approvato la legge 4/2016, relativa a interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e sostegno alle donne e ai loro figli vittime di violenza.

Hanno partecipato alla rilevazione i Centri antiviolenza pubblici e privati, le Case rifugio, gli sportelli gestiti dalle associazioni private, i centri specializzati delle Asl e i pronto soccorso, dislocati sul territorio della Città di Torino e su quello metropolitano.

 Ecco alcune delle caratteristiche delle donne che si sono rivolte ai centri: la fascia di età 31-40 anni raccoglie nel 2016 quasi un terzo delle donne che compongono il campione CCVD. L’età delle donne straniere è inferiore a quella delle donne italiane: il 44% ha meno di 30 anni rispetto al 17% delle italiane. Le donne che hanno subito violenza sessuale hanno in maggioranza meno di 30 anni, a differenza delle donne che hanno subito violenze di altro tipo. La percentuale delle donne straniere vittime di violenza sessuale è più alta rispetto alla percentuale delle donne italiane. Il 70% delle donne che si sono rivolte ai Centri ha figli. Il 52% vive da sola o con altre persone che non sono coniugi o conviventi. La proporzione di donne con basso titolo di studio è maggiore rispetto a quella della popolazione femminile generale: il 39% delle donne assistite con titolo di studio rilevato ha la licenza media inferiore, rispetto al 31% della popolazione generale). Le donne senza occupazione risultano l’80% tra le under 30 e il 48% tra le donne con oltre 30 anni. Il 27% delle donne riferisce problematiche di salute. Tra queste, il 19% è in carico ai servizi di salute mentale.

 L’80% circa delle donne assistite ha subito varie tipologie di violenza. La più diffusa è quella psicologica (85%), seguono quella fisica (74%) e quella economica (40%). Il luogo principale in cui si verifica la violenza continua a essere la propria abitazione (88%). Nella maggioranza dei casi l’autore della violenza è conosciuto e la relazione con la donna è prevalentemente  quella di partner o di ex partner. Viene confermata la forte associazione tra cittadinanza dell’aggressore e della vittima. Si può infatti affermare che gli aggressori italiani “scelgono” maggiormente vittime italiane e gli stranieri vittime straniere. È più alta la percentuale di uomini italiani che usano violenza contro donne straniere rispetto agli uomini stranieri che esercitano violenza contro donne italiane.

 

Foto di Becca Tapert, in Unsplash


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