L’audit del Piano Regionale di Prevenzione
Grazia Bertiglia, Dors

In questi mesi estivi gli operatori dei servizi di Prevenzione delle ASL piemontesi sono impegnati nella fase di valutazione tra pari dei PLP: un’apposita determina regionale (D.D. 16 maggio 2017, n. 326 “Approvazione delle linee di indirizzo e della documentazione a supporto dello svolgimento degli audit sperimentali del Piano di Prevenzione 2014-2018 della Regione Piemonte (programma 10 - Governance)” pubblicata sul bollettino regionale del 29 giugno, descrive dettagliatamente questo processo che ha lo scopo di valutare e migliorare le azioni di sanità pubblica previste dal Piano “attraverso l’adozione di procedure standardizzate, accurate, eticamente ineccepibili ed attuabili”.

L’audit è stato indicato come specifica azione (n. 10.3.2, “Implementazione audit del Piano di prevenzione”) nell’ambito del programma 10 ‐ Governance organizzazione e monitoraggio del Piano Regionale di Prevenzione, approvato con DGR 3 giugno 2015 n. 25‐1513. (vedi il testo in  calce).

 Il modello di audit adottato dalla Regione Piemonte deriva dalle linee guida dei CDC (Center for Disease Control and Prevention  (2011). Introduction to Program Evaluation for Public Health Programs: A Self‐Study Guide  e European Centre for Disease Prevention and Control (2010). Template for rapid national evaluations of the 2009‐2010 pandemic response), con gli opportuni adattamenti al contesto specifico e ha come scopo finale quello di migliorare il livello generale di qualità e raggiungere tutti i risultati previsti dal Piano. Nell’allegato 1 alla determina si cita la bibliografia specifica di riferimento e si indica l’utilità dell’audit per acquisire “informazioni in base alle quali un’organizzazione può agire per migliorare le proprie prestazioni”.

I principali obiettivi specifici del processo di valutazione sono:

  • assicurare un sistema di monitoraggio e supporto alla realizzazione del PRP e dei PLP
  • acquisire nuove conoscenze sulle attività oggetto dell’audit per il miglioramento delle attività in corso e la predisposizione della programmazione futura
  • migliorare o mettere a punto i processi di governance del PLP
  • influire sulle competenze dei partecipanti stimolando la partecipazione e il cambiamento, anche mediante auto valutazione.

Affinché l’audit possa fornire conclusioni pertinenti, sufficienti e riproducibili, cioè per fare in modo che auditor diversi, operando indipendentemente, pervengano a conclusioni simili in circostanze simili, nel documento si sottolinea l’importanza di osservare alcuni principi: · integrità e professionalità degli auditor (onestà, diligenza, responsabilità) · presentazione imparziale (impegno a elaborare rapporti veritieri e accurati) · riservatezza (prudenza nell’uso e protezione delle informazioni acquisite) · indipendenza (gli auditor dovrebbero essere indipendenti dall’attività oggetto di audit) · approccio basato sull’evidenza (metodo razionale per raggiungere conclusioni affidabili e riproducibili, mediante utilizzo di campioni delle informazioni disponibili).
 
In concreto perciò l’audit viene condotto dagli stessi professionisti della sanità pubblica piemontese, in modalità “tra pari”. L’indipendenza degli auditor è salvaguardata evitando che un operatore possa essere sottoposto a audit da coloro nei confronti dei quali ha svolto l’audit e il processo viene condotto sulla base di una pianificazione e documentazione contenuta nel provvedimento regionale stesso fra cui una griglia di valutazione e autovalutazione validata preventivamente dai partecipanti stessi (allegato 2 alla determina).

Il rapporto complessivo sugli audit svolti, contenente i risultati e le buone pratiche, sarà pubblicato e presentato a tutte le ASL e agli stakeholder nel prossimo autunno.

Di seguito  è disponibile la determina regionale, completa di tutti gli allegati e con i collegamenti ai documenti citati in bibliografia.

 


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