Le azioni di contrasto al gioco d'azzardo.
Grazia Bertiglia, Dors; Elisa Valesio, Regione Piemonte

Il gioco d’azzardo è oggetto di preoccupazione per i risvolti che ha sulla vita dei soggetti che ne abusano al punto da costituire una vera patologia, con risvolti sulla salute paragonabili a quelli delle dipendenze oltre che effetti sul piano economico, familiare e sociale.

Negli ultimi anni sul sito Dors si sono pubblicati alcuni articoli inerenti la questione, esaminata sotto diversi profili:

- la documentazione sulle evidenze di efficacia delle terapie ( Le terapie psicologiche sono efficaci per curare chi è dipendente dal gioco d'azzardo. ottobre 2013)

-le iniziative normative dei Comuni per contrastare il gioco d'azzardo (Quando entrano in gioco i Sindaci   settembre 2014 )

-i dati epidemiologici relativi al fenomeno in Italia e in Piemonte (Sopra le scoperte dei dadi  maggio 2015)

- la presentazione della LR del Piemonte in un quadro in cui molte regioni si sono attivate in tal senso (La Regione Piemonte combatte il gioco d'azzardo maggio 2016)

Mentre il Parlamento sta dibattendo (in commissione) su un documento di intesa con le Regioni da tradursi entro il 30 giugno 2017 in apposito decreto legislativo la recente normativa sui LEA (link a ns art) e   la la legge di stabilità 2016 hanno previsto di finanziare i piani regionali per il contrasto a questo fenomeno sociale e sanitario.

Il gioco d’azzardo è infatti citato espressamente nel decreto sui LEA (DPCM 12.1.2017) All’art 28 “Assistenza sociosanitaria alle persone con dipendenze patologiche” e all’art 35 “Assistenza sociosanitaria semiresidenziale e residenziale alle persone con dipendenze patologiche” ed è compreso fra le azioni elencate nell’allegato 1, che tratta dei programmi per la prevenzione collettiva e sanità pubblica e colloca le azioni per la prevenzione delle dipendenze, fra cui la ludopatia, nella sezione F dedicata alla “Sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani, ecc ecc” (testo degli artt. e allegato1 disponibili in calce).

La legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”), all'articolo 1, comma 946, al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d'azzardo patologico (GAP) come definito dall'Organizzazione mondiale della sanità, ha disposto l'istituzione, presso il Ministero della Salute, di un Fondo per il gioco d'azzardo patologico. Il Fondo e' ripartito tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano. Per la dotazione del Fondo e' autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

Successivamente il decreto del ministero della salute del 10 novembre 2016 ha ripartito il fondo e assegna al Piemonte le risorse, pari a euro 3.718.538,00.

 Notizia del mese scorso è la valutazione positiva e l’approvazione da parte dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e la dipendenza grave presso il Ministero della Salute dei Piani di attività per il contrasto al gioco d’azzardo trasmessi dalle Regioni.

Per il Piemonte si tratta di un progamma in piena coerenza con al Legge Regionale n.9 del 2 maggio 2016, di cui si era data notizia sulle pagine di questo sito un anno fa. (documento disponibile in calce).

Abbiamo chiesto al dott. Roberto Diecidue, dell’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze della Regione Piemonte, di indicarci i principali punti su cui verte questo piano di azione regionale.

R: "Il progetto approvato dal Ministero è articolato nei due filoni della prevenzione e della cura.

Per quanto riguarda la prevenzione saranno predisposte alcune azioni per implementare la normativa quali la formazione rivolta ai gestori e al personale delle sale giochi e degli esercizi che ospitano dispositivi per il gioco d’azzardo. È prevista una campagna informativa rivolta alla popolazione generale e la realizzazione di una formazione specifica per gli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado. L’obiettivo di promuovere la consapevolezza nei soggetti a rischio e potenziare l’informazione di accesso ai servizi sarà perseguito attraverso interventi itineranti sul territorio, la predisposizione di applicazioni per smartphone, l’aggiornamento del sito web dedicato e del profilo facebook, i piani locali per le dipendenze e la predisposizione di materiale informativo a livello locale.

Per quanto riguarda la cura particolare attenzione sarà rivolta: allo studio del fenomeno e dell’attività corrente dei servizi per le dipendenze; al potenziamento dell’accessibilità dei servizi attraverso l’identificazione di gruppi di lavoro specificamente dedicati con orari adatti e alla diffusione di un documento con i dati di contatto nelle diverse aree geografiche; all’ampliamento dell’offerta di cura individuando percorsi residenziali o semiresidenziali di breve durata dedicati al GAP; organizzando iniziative formative per operatori dei servizi per le dipendenze.

D: Ma  fra queste quali sono le azioni più idonee a combattere il fenomeno del gioco d’azzardo patologico? 

R: "Il fenomeno del gioco d’azzardo, che non è un fenomeno prettamente sanitario, necessita innanzitutto di interventi strutturali che regolamentino, limitandolo, l’accesso ai dispositivi di gioco, come previsto dalla legge regionale attraverso la definizione di orari di apertura e di distanze minime dai luoghi sensibili. L’esperienza del fumo di tabacco con il divieto nei locali pubblici ha prodotto risultati interessanti. Aumentare le competenze sul calcolo di probabilità e le conoscenze relativamente ai rischi può essere utile, ma l’esperienza con altre dipendenze dimostra che l’informazione da sola non è sufficiente.

Potenziare il sistema di cura perché sempre più fornisca interventi tempestivi e adeguati, è fondamentale una volta che il problema si sia instaurato. Fondamentale sarà la collaborazione con le agenzie non sanitarie per affrontare tutte le problematiche sociali ed economiche collegate.“

Il Libro Blu deli Monopoli sul gioco d'azzardo in Italia nel 2016 spiega che nel passaggio dal 2015 al 2016 in tutte le regioni italiane è aumentato il volume di denaro giocato con gli apparecchi, tranne per il Piemonte, l'unica regione in cui è diminuito il giocato. (v tabella a pag 80).

 In Piemonte la diminuzione, per la prima volta in oltre 10 anni di crescita costante, è stata del 1,62 % (da 3.770 a 3.709 milioni di euro); la cifra giocata è ancora molto alta, ma l’inversione di tendenza nella nostra Regione, mentre nelle altre Regioni si è registrato un aumento (+3,08 % , complessivamente da 44.510 milioni a 45.879 milioni di euro giocati) è un dato che indica che la strada imboccata è quella giusta.

 

 

 


-