I programmi per la prevenzione nella Regione Piemonte nel triennio 2015-2018.
Grazia Bertiglia, DoRS

Con la deliberazione n. 40-854 del  239 dicembre 2014 la Giunta regionale ha recepito il piano nazionale  della prevenzione, secondo i termini previsti dall’intesa Stato regioni del 13 novembre 2014 (vail alla notizia sul PNP) e ha approvato il documento  che individua  i programmi regionali da realizzare nel triennio 2015-18.

Il coordinamento regionale della prevenzione (CORP), dopo aver contribuito a stendere il piano sulla base di dati di contesto,  demografici ed epidemiologici e delle linee nazionali di sviluppo, è chiamato a dettagliarne i contenuti e le azioni in un’ottica di integrazione  e coordinamento non soltanto nell’ambito del servizio sanitario regionale, ma anche con le altre istituzioni e tutti gli attori sociali che possono  contribuire fattivamente al perseguimento degli obiettivi di prevenzione.

 Il documento offre un quadro d’insieme dello stato di salute dei piemontesi e  sintetizza  per ciascun tema, il contesto regionale e gli  obiettivi centrali del PNP correlati.

 Chiediamo alla dott.ssa Elena Coffano, che rappresenta DoRS nel Coordinamento regionale della prevenzione,  quali siano gli aspetti più innovativi di questo piano:

 “Per prima cosa va detto che il piano è pensato su un arco di quattro-cinque anni, ed ha quindi un respiro temporale più adeguato rispetto alla costruzione dei cambiamenti attesi,

Inoltre, per la prima volta, il piano nazionale (e di conseguenza quello regionale) si dota di un sistema di valutazione modellato non soltanto per monitorare i processi, ma per tracciare i risultati di salute.

Importantissima poi è l’attenzione al tema della prevenzione e del contrasto delle diseguaglianze. Lo spazio dedicato alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, in particolare per le azioni intersettoriali e di salute in tutte le politiche, ci mette in linea con le indicazioni dell’OMS e dell’Europa. Entrano finalmente nel piano anche alcuni temi importanti,  come il rapporto salute-ambiente o la promozione della salute mentale.

Insomma i prossimi mesi, durante i quali il piano regionale prenderà forma e contenuti definitivi (la scadenza è la fine di maggio) rappresentano una occasione unica perché il sistema della prevenzione e della promozione della salute piemontese “prenda fiato” e metta in campo modalità ancora più partecipate ed efficaci per incidere sui determinanti di salute, cogliendo anche l’occasione per lasciarsi alle spalle qualche pratica inutile. “

Il documento  di pianificazione è composto di una prima parte descrittiva del contesto, 24 capitoli dedicati a ciuascuno dei temi di prevenzione del PNP e un ultimo capitolo dedicato agli aspetti di governance, organizzazione e monitoraggio del Piano di prevenzione regionale.

 


-