Whip-Salute: Un sistema informativo integrato per il monitoraggio della salute dei lavoratori italiani
Massimiliano Giraudo, Scuola Sanità Pubblica ASL TO3

Introduzione

In Italia non è attualmente disponibile una fonte informativa corrente in grado di descrivere gli effetti sulla salute del lavoro e delle sue trasformazioni. In più occasioni nel recente passato la politica e le istituzioni si sono scontrate con la difficoltà di comprendere e valutare gli effetti attesi sulla salute dei cambiamenti intervenuti e delle relative politiche del lavoro (contratti atipici, mobilità lavorativa, terziarizzazione, lavoro nero), dei regimi previdenziali (lavori usuranti), della sicurezza (aumento delle piccole imprese, outsourcing, aumento dell’età media dei lavoratori, aumento dei lavoratori stranieri). Il Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute ha avviato la costruzione di un sistema di sorveglianza integrato sulla storia lavorativa dei soggetti e sui loro problemi di salute e di sicurezza, basato sull’integrazione di fonti informative correnti disponibili.
Tale sistema presenta le caratteristiche di:

- rappresentatività dell’intera realtà nazionale su base campionaria;
- economicità in quanto basato sullo sfruttamento di fonti informative correnti della pubblica amministrazione già disponibili attraverso operazioni di record  linkage;
- longitudinalità per poter seguire l’evoluzione dei fenomeni nel tempo e studiare le relazioni tra i fenomeni.

Le fonti

A partire da informazioni amministrative INPS è stato ricostruito il panel WHIP (Work History Italian Panel), contenente le storie lavorative individuali. Per ciascun individuo, sono considerati i principali periodi lavorativi, relativi a diverse tipologie di contratto: dipendenti del settore privato, artigiani, commercianti, parasubordinati. Inoltre sono registrati i periodi nei quali l’individuo riceve dei sussidi (cassa integrazione, disoccupazione, mobilità). Alcune tipologie di lavoratori (liberi professionisti, diverse tipologie di lavoratori agricoli, dipendenti pubblici) non sono presenti nel panel, poiché usufruiscono di fondi previdenziali autonomi.
Dagli archivi INAIL sono stati considerati gli infortuni definiti positivi con durata maggiore a 3 giorni relativi alla popolazione lavorativa assicurata (18 milioni circa); sono escluse alcune categorie di lavoratori (liberi professionisti, commercianti senza dipendenti, marittimi). Sono inoltre state considerate le denunce di malattia professionale.
Dagli archivi del Ministero della Salute sono state considerate tutte le dimissioni dagli istituti di cura pubblici o privati.

Procedure di linkage

È stato fatto un linkage deterministico in successione usando una chiave criptata univoca basata sul codice fiscale. La criptatura è stata effettuata indipendentemente dai tre istituti secondo procedure comuni. Sono stati recuperati alcuni degli eventi non linkati attenuando i vincoli di eguaglianza della chiave criptata rispetto all'ultimo digit. Il linkage è stato effettuato da un ente terzo che possiede le competenze tecniche e garantisce il rispetto della vigente normativa sulla privacy rispetto a tutti gli enti fornitori di informazioni.

Copertura

Il data base integrato si estende dal 1985 al 2008. Sono correttamente descritti i lavoratori impiegati nelle attività economiche comprese tra D e K secondo la classificazione ATECO. Le storie lavorative sono disponibili per un totale di 20 anni (dal 1985 al 2005). Il follow-up di salute è disponibile per un periodo di:
- 14 anni (dal 1994 al 2007) per infortuni e malattie professionali;
- 8 anni (dal 2001 al 2008) per i ricoveri ospedalieri.
La popolazione di riferimento è costituita da lavoratori italiani e stranieri che hanno lavorato in Italia e si sono iscritti all'Inps, anche solo per una parte della loro carriera lavorativa (circa 15 milioni all'anno). È stato estratto un campione del 7% corrispondente ad una popolazione dinamica di circa 2 milioni di unità annue. Dagli archivi Inail è stato estratto un campione usando gli stessi criteri, per una copertura di circa 40.000 infortuni o denunce di malattia professionale all’anno. Dagli archivi del Ministero della salute sono stati estratti tutti i dimessi corrispondenti ai lavoratori presenti nel campione Inps (circa 755.000 ricoveri annui).

Struttura e contenuti


La sezione riguardante il lavoro dipendente è un Linked Employer-Employee Database: oltre ai dati demografici (età, sesso, luogo di nascita) e a quelli riguardanti il rapporto di lavoro (data di inizio e fine, qualifica professionale, giornate lavorate, tipo di contratto, contributi versati), grazie ad un abbinamento con l'Osservatorio delle Imprese dell'Inps, sono presenti anche i dati relativi all’impresa presso la quale la persona è impiegata (data di inizio attività, attività economica, dimensione aziendale). La sezione riguardante l’artigianato presenta un minor numero di informazioni: sono disponibili variabili di tipo demografico, l’attività economica e le date di inizio e fine lavoro. Anche l’accuratezza delle informazioni è minore: (solo il 75% dei record comprende l’attività economica). Ancora più ridotta è la sezione riguardante il lavoro parasubordinato, limitata alle informazioni demografiche ed ai contributi versati.
L'archivio Inail contiene informazioni anagrafiche, occupazionali e sull'evento (data  di accadimento, gravità, conseguenze per la salute) sia per quanto riguarda l’infortunato sia per l’individuo che denuncia una malattia professionale. Per quanto riguarda gli infortuni, sono anche presenti le informazioni sulle modalità di accadimento, classificate secondo ESAW.
L’informazione relativa alle dimissioni ospedaliere contiene informazioni anagrafiche sul dimesso e sul ricovero (regime, ricovero, modalità di dimissione, diagnosi principale, patologie concomitanti o complicanze).

Sviluppi

Sono in corso le procedure per l’estensione ai dati di mortalità (disponibili a partire dal 1999).
È previsto l’aggiornamento periodico parallelo agli archivi di partenza.
È stato richiesto l’inserimento nel piano statistico nazionale 2012.

Per maggiori informazioni è possibile scaricare i documenti presenti in allegato

 

Contatti

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e-mail: massimiliano.giraudo@epi.piemonte.it

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