ContestoIn Italia, le stime elaborate nel contesto dello studio europeo CAREX (1)riferiscono che circa 75.000 lavoratori sono esposti a formaldeide; mentre circa un milione sono i lavoratori che vengono a contatto con l’agente nell’Unione Europea.
La formaldeide è prodotta in grandi quantità nel mondo; viene usata principalmente per la manifattura di resine usate come adesivi e leganti ad esempio nei prodotti del legno e della carta. Un altro uso massiccio della formaldeide riguarda la produzione di materie plastiche e rivestimenti, Viene anche impiegata nel finissaggio di tessuti, come intermedio chimico e come disinfettante.
Esposizioni brevi ma intense riguardano professioni quali imbalsamatori, anatomo-patologi e lavoratori delle cartiere. Si riscontrano livelli più bassi nella manifattura di fibre vetrose artificiali, abrasivi, gomma e nella produzione della formaldeide stessa.
La formaldeide era classificata fino al giugno 2004 come probabile cancerogeno per l’uomo (classe 2A). Le informazioni provenienti dai nuovi studi disponibili hanno rafforzato le prove a favore della sua cancerogenicità.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha dunque classificato l’agente chimico formaldeide come “cancerogeno per l’uomo” (classe 1) sulla base della acquisizione e della valutazione di nuovi studi (2).
Il gruppo di lavoro internazionale, costituitosi presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha stabilito che la formaldeide causa tumori naso-faringei nell’uomo, una neoplasia piuttosto rara nei paesi sviluppati.
I dati disponibili hanno inoltre permesso di stabilire che esiste una limitata evidenza di associazione con il cancro della cavità nasale e dei seni paranasali ed una forte ma non sufficiente evidenza per lo sviluppo di leucemia.
La classificazione da parte della Comunità Europea della sostanza come cancerogena di Categoria 3 e frase di rischio R 40 (Possibilità di effetti cancerogeni – prove insufficienti) nel 1996 (3), recepita in Italia nell’anno successivo ne ha, in parte ridotto l’uso massiccio e dunque l’esposizione dei lavoratori.
Tuttavia, attualmente non è ancora disponibile un agente in grado di sostituire i molteplici usi industriali della formaldeide.
Una scheda completa della sostanza è disponibile su
Matline.
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Bibliografia
- Kauppinen T. Toikkanen J. Pedersen D. et al Occupational exposure to carcinogens in the European Union. Occupational & Environmental Medicine. 2000, 57(1):10-8.
- The International Agency for Research on Cancer (IARC). IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Formaldehyde, 2-Butoxyethanol and 1-tert-Butoxy-2-propanol. Vol 88 (2004)
- Direttiva 96/54/CE della Commissione del 30 luglio 1996 recante ventiduesimo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose
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